“I fatti del 17 e 18 ottobre sembrano aver prodotto un primo effetto politico misurabile sul clima d’opinione milanese. Secondo le elaborazioni di Yoodata, gli episodi di violenza e di guerriglia urbana registrati in città hanno riportato al centro dell’agenda pubblica il tema della sicurezza, contribuendo a rafforzare la competitività elettorale del centrodestra e, in particolare, la figura di Silvia Sardone“. E’ quanto emerge da un’analisi demoscopica ed elettorale dell’istituto Yoodata per Milano Quotidiano dopo il congresso della Lega sulle elezioni comunali a Milano della primavera 2027.
“Nel campo progressista, parallelamente, si consolida la candidatura di Pierfrancesco Majorino. Agli occhi degli elettori, entrambi i potenziali sfidanti presentano infatti un elevato coefficiente di credibilità tematica: sono percepiti come politici coerenti, radicati sul territorio e dotati di una conoscenza diretta delle dinamiche sociali della metropoli lombarda”.
“Dal punto di vista demoscopico, il dato più interessante riguarda la riduzione del gap competitivo. Se fino a poche settimane fa gli orientamenti di voto apparivano relativamente cristallizzati, gli eventi di metà ottobre sembrano aver aumentato la volatilità elettorale e la disponibilità al cambiamento di una quota non marginale dell’elettorato milanese. Nello scenario ipotizzato da Yoodata, con una “candidatura Sardone” definita con largo anticipo e costruita attraverso sette mesi di campagna elettorale continuativa, il centrodestra avrebbe il tempo necessario per massimizzare la mobilitazione del proprio bacino potenziale. Un ulteriore fattore di accelerazione potrebbe essere rappresentato dall’election day con le elezioni politiche nazionali, grazie al tradizionale effetto traino che caratterizza le consultazioni simultanee”.
“In questa configurazione, un eventuale ballottaggio tra Majorino e Sardone vedrebbe oggi il candidato del centrosinistra attestarsi attorno al 53%, contro il 47% della candidata del centrodestra. Un margine ancora favorevole a Majorino, ma significativamente più contenuto rispetto alle dinamiche registrate nelle precedenti amministrative”.
“La conclusione, in termini di analisi dell’opinione pubblica, è che Milano resti orientata verso il centrosinistra, ma con una competizione che appare oggi meno scontata. A sette mesi dal voto, la partita per Palazzo Marino non può più essere considerata chiusa: gli eventi, quando intercettano temi ad alta sensibilità emotiva come ordine pubblico e sicurezza urbana, possono modificare rapidamente il quadro percettivo degli elettori e rendere assai più aperti gli esiti finali della competizione”, conclude la ricerca Yoodata.
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