Milano Quotidiano

Milano 2027, Yoodata: “Centrosinistra avanti, che sia Calabresi o Majorino il candidato. Perego ha più chance di Sardone. E Burgio…”

Lo studio elaborato dall'istituto demoscopico per Milano Quotidiano sulle elezioni comunali in programma nella primavera del prossimo anno

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)

“Mancano mesi, eppure sotto il cielo ormai autunnale della finanza e dell’innovazione milanese la macchina della politica è già a pieni giri. Il post-Sala non è una transizione morbida, è una faglia tettonica. Milano, da sempre laboratorio politico del Paese, si interroga sul proprio futuro: continuare nel solco del modello progressista-manageriale o tentare la scalata a trazione centrodestra? I sondaggi e i corridoi dei partiti sussurrano cinque nomi. Cinque profili molto diversi, ciascuno con una precisa strategia di posizionamento e, inevitabilmente, con i propri nodi da sciogliere“. Comincia così lo studio elaborato dall’istituto demoscopico Yoodata per Milano Quotidiano sulle elezioni comunali a Milano in programma nella primavera del prossimo anno.

“Analizziamo, candidato per candidato, le reali possibilità di successo in questa scacchiera milanese.

Mario Calabresi: il sogno dell’establishment civico

Se c’è un nome capace di far battere il cuore alla Milano “bene”, quella dei salotti liberal, dell’editoria e della borghesia illuminata che ha sostenuto Pisapia prima e Sala poi, è quello dell’ex direttore di La Stampa e Repubblica. Mario Calabresi rappresenta la candidatura civica perfetta per antonomasia. Il suo posizionamento è spendibile su un elettorato trasversale: ha l’autorevolezza culturale per compattare il centrosinistra e la moderazione per attrarre il centro liberale e produttivo.
Possibilità di successo: alte. È la figura di garanzia. Se accetta la sfida e se i partiti della coalizione (PD in testa) rinunciano a piantare bandierine ideologiche, Calabresi parte come il favorito assoluto per una continuità d’élite a Palazzo Marino.

Pierfrancesco Majorino: il popolo del centrosinistra e la macchina del PD

Dall’altra parte della Luna del centrosinistra c’è lui, Pierfrancesco Majorino. Eurodeputato, già capogruppo in Regione, è l’uomo che conosce ogni singola sezione del PD milanese e ogni periferia. Rappresenta l’anima maggiormente di sinistra, una sinistra sociale e orientata ai diritti dei cittadini. Se Calabresi parla ai teatri e alle startup, Majorino parla alle case popolari e al volontariato. La sua forza è la militanza; il suo limite risiede nel rischio di allontanare l’elettorato moderato e quell’abbraccio con il mondo produttivo che a Milano è storicamente decisivo. Possibilità di successo: medio-alte. Se si andasse alle primarie, Majorino sarebbe favorito grazie al sostegno dell’apparato. In un’elezione generale, tuttavia, dovrebbe faticare di più per convincere i non allineati.

Matteo Perego di Cremnago: la carta moderata del centrodestra

Spostandosi sull’altro fronte, il centrodestra cerca tuttora un profilo che non lasci perplessi i milanesi con posizioni troppo populiste. Matteo Perego di Cremnago, forte della sua esperienza come sottosegretario alla Difesa e del suo radicamento in Forza Italia, incarna la figura del “buon amministratore” di stampo liberale e atlantista. È un profilo rassicurante, spendibile per il mondo delle imprese e delle professioni. Possibilità di successo: medie. Sulla carta è l’identikit ideale per contendere Milano al centrosinistra. Le sue possibilità reali, però, dipendono interamente dalla tenuta della coalizione: se Fratelli d’Italia e Lega decideranno di appoggiarlo senza fare guerriglia interna, potrebbe essere la vera sorpresa.

Silvia Sardone: la pasionaria della Lega e delle periferie

Se Perego rappresenta il guanto di velluto del centrodestra, Silvia Sardone è il pugno di ferro. Eurodeputata della Lega, consigliera comunale iper-attiva, è la regina indiscussa del consenso social e delle battaglie sul campo contro il degrado, l’immigrazione incontrollata e le moschee abusive. La Sardone ha un seguito personale molto rilevante nelle periferie milanesi, dove il “modello Sala” viene percepito come distante e penalizzante.

Possibilità di successo: medie o medio-basse (come sindaca), altissime (come pivot). Difficilmente la Milano moderata e riformista la sceglierebbe come primo cittadino al ballottaggio, poiché polarizza molto l’elettorato. Resta però una pedina fondamentale: chiunque corra per il centrodestra avrà bisogno del suo pacchetto di voti e della sua energia in campagna elettorale.

Carmelo Burgio: l’outsider della legalità e dell’ordine

Infine, il nome che non ti aspetti ma che permane nei sogni di una parte del centrodestra: il generale dei Carabinieri Carmelo Burgio. Un profilo istituzionale di alto livello, un uomo dello Stato con un passato nelle missioni estere e nella lotta alla criminalità organizzata. La sua candidatura risponderebbe alla crescente domanda di sicurezza e legalità che sale dai quartieri meno centrali della città.

Possibilità di successo: variabili ma comunque basse. Burgio potrebbe evocare l'”effetto Guazzaloca” al contrario: un nome della società civile protetto dalle istituzioni che spariglia le carte. Tuttavia, sconterebbe la mancanza di dimestichezza con le dinamiche di partito e con la complessa macchina amministrativa di una metropoli come Milano.

In conclusione, ad oggi Milano resta una fortezza a trazione centrosinistra, a patto che la coalizione trovi la sintesi tra l’establishment (Calabresi) e il popolo (Majorino). Il centrodestra potrebbe avere i numeri per giocarsela, ma solo se smetterà di interpretare Milano come terreno di confronto interno tra via Bellerio e Arcore, scegliendo la via del pragmatismo”, conclude l’analisi di Yoodata.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version