Milano Quotidiano

Milano ancora una volta laboratorio (affollato) della politica italiana

Il sonno dei leader genera idee. E candidati sindaco. Tutto sommato, non è una cattiva notizia

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Per una volta chi dorme, i segretari di partito, attira i pesci. E il sonno dei leader non genera mostri, ma idee. Insomma, quello che sta avvenendo a Milano è degno di essere raccontato come una novità positiva. Il sonno dei politici genera cose buone, genera candidati. Arrivavamo da tornate elettorali — nel capoluogo e non — in cui si faceva fatica a trovare i sindaci. “Chi candidiamo sindaco? Non c’è nessuno…”, dicevano nei loro conciliaboli i leader politici. Del resto, ci vuole sicuramente una certa dose di pazzia: tante responsabilità, lavoro h24, un sacco di rotture dai social, la gente che pensa che il primo cittadino abbia la scorta e guadagni un milione di euro l’anno. E invece. Così c’è pure chi — a mo’ di battuta — quando gliel’hanno chiesto ha risposto ai suoi estimatori che lo avrebbero voluto candidato: “Se mi volete bene perché volete che diventi povero?”.

Succede che a Milano, in queste settimane, stia accadendo tutto il contrario. Non c’è mai stata, nella mia memoria di giornalista che da 25 anni segue tutta la microfisica e microchimica del potere meneghino, una fase nella quale ci fossero oltre 30 candidature tra centrosinistra e centrodestra (LINK QUI). Molte delle quali davvero ottime. L’ultima delle quali – in effetti, solo l’ufficializzazione, perché si sa da un pezzo che è in campo – è quella di Emmanuel Conte. Sul Foglio l’ho definito “quello con la strategia aliena“, ovvero il candidato in pectore che fa campagna elettorale lavorando come un pazzo sui dossier per Milano. Rimango dell’idea che sia una buona candidatura.

I candidati si moltiplicano perché la politica resta a guardare

Ora, perché accade che tanta gente — a destra e a sinistra — si voglia candidare sindaco? Perché la politica semplicemente non è in campo. Nel centrodestra i leader nazionali hanno altri problemi, e non scegliendo lasciano il campo aperto a tutte le suggestioni. E nel centrosinistra pare proprio che Elly Schlein non stia prendendo posizione, e che i vertici locali abbiano deciso che fino dopo l’estate non ci saranno novità di nessun tipo: né sulle primarie, né sul perimetro delle primarie, né sulle regole delle primarie, né sull’esistenza stessa delle primarie. Che cosa produce questo stallo, questo anelare dei vertici che il generale agosto porti tutti al mare e raffreddi le aspettative di ognuno? In effetti, produce solo cose buone. Confronto sulle idee, anche polemiche — sicuramente — ma analisi, dibattito, vocìo laddove c’era il silenzio, sale piene laddove c’era il dialogo di pochi, un po’ stantìo. Questa è Milano, e mi inorgoglisce. È una città incredibile. Dove quando tutti dicono  che la politica non interessa più a nessuno ci sono una trentina di candidati in campo o in procinto di entrarci. Una città così, come fai a non amarla?

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).