Milano Quotidiano

Uno, nessuno, centomila: e adesso Milano cosa se ne fa di tutti questi candidati sindaco?

Le disponibilità si moltiplicano in entrambi gli schieramenti. A destra decideranno i leader, a sinistra si va verso le primarie

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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A undici mesi dalle elezioni comunali, Milano non ha ancora un candidato sindaco ufficiale espresso dalle due principali coalizioni. In compenso, ha già un numero di aspiranti, disponibili e potenziali concorrenti sufficiente per organizzare non una primaria, ma quasi un torneo.

La situazione è speculare. Nel centrodestra continuano a emergere nomi, mentre la decisione finale viene rinviata alla sintesi tra i leader nazionali. Nel centrosinistra il metodo sembra ormai individuato nelle primarie, ma la lista dei possibili partecipanti è ancora in via di definizione. Il risultato è che da entrambe le parti si discute molto di chi potrebbe correre e ancora poco di chi correrà davvero. L’ultima disponibilità diventata esplicita nel centrosinistra è quella di Emmanuel Conte. L’assessore al Bilancio, al Demanio e al Piano Casa ha fatto sapere con una intervista al Corriere di essere pronto a partecipare alle primarie, a condizione che attorno alla sua candidatura venga costruito un progetto condiviso dalla coalizione. La sua discesa in campo si aggiunge a quella della vicesindaca Anna Scavuzzo e al percorso già avviato dall’europarlamentare Pierfrancesco Majorino.

Ma la rosa del centrosinistra è potenzialmente assai più larga. Tra i nomi che continuano a circolare ci sono il giornalista ed ex direttore di Repubblica Mario Calabresi, poi più defilati l’avvocato Umberto Ambrosoli e la rettrice del Politecnico Donatella Sciuto. Da tempo viene periodicamente evocato anche Ferruccio de Bortoli. Nell’area più a sinistra vengono indicati, con differenti gradi di disponibilità e concretezza, Francesca Cucchiara, Gianni Barbacetto e Veronica Dini. C’è poi Lorenzo Pacini, che sollecita apertamente il ricorso alle primarie. Fuori dal perimetro tradizionale della coalizione è già in campo Massimiliano Lisa con Milano Libera.

Sala: “Tanti i contendenti, primarie inevitabili”

Un elenco destinato probabilmente ad allungarsi quando saranno definite data e regole delle primarie. Giuseppe Sala lo ha detto chiaramente: «Nessuno si fa avanti formalmente finché non si sa quando saranno le primarie». Quando i partiti avranno fissato il percorso, secondo il sindaco, emergeranno «tanti contendenti». Sala considera il voto di coalizione ormai «praticamente inevitabile». L’unica alternativa sarebbe la comparsa di una personalità capace di mettere immediatamente tutti d’accordo, ma «ad oggi non si vede». Anche sui tempi il primo cittadino invita a non attendersi accelerazioni: prima di settembre, a suo giudizio, difficilmente accadrà qualcosa.

Il lungo casting del centrodestra

Se a sinistra si aspetta il via libera alle primarie, nel centrodestra il casting è già abbondantemente cominciato. Uno dei primi nomi messi sul tavolo è stato quello di Maurizio Lupi, indicato da Ignazio La Russa. Hanno espresso la propria disponibilità anche l’imprenditore Antonio Civita e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano Nino La Lumia.

Nelle ultime ore si è aggiunto Giovanni Terzi, già assessore nella giunta di Letizia Moratti, che potrebbe essere una delle proposte della Lega. Tra i profili che gravitano nell’area del Carroccio ricorrono anche quelli dell’europarlamentare Silvia Sardone e del sottosegretario Alessandro Morelli, senza dimenticare l’ipotesi, evocata più volte ma mai concretizzata, di una candidatura dello stesso Matteo Salvini.

Da tempo viene fatto il nome del presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, vicino a FdI, mentre resta tra le personalità considerate, e gradite in particolare alla Lega, l’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada. È comparso anche il nome di Filippo Borsellino, portavoce del comitato Famiglie sospese.

Per Forza Italia sono stati indicati, tra gli altri, il consigliere comunale Alessandro De Chirico, e l’ex assessore regionale Giulio Gallera. E poi c’è l’ex azzurro Pietro Tatarella. Sui giornali sono circolate inoltre le ipotesi Guido Bertolaso e Paolo Del Debbio. Nome quest’ultimo che era stato accostato anche al generale Roberto Vannacci: tra le suggestioni è comparso anche il giornalista e scrittore Roberto Parodi.

A cavallo tra i due mondi, un nome che teoricamente potrebbe aggregare centristi e riformisti di entrambi gli schieramenti: l’economista Carlo Cottarelli.

Alcune candidature, invece, sembrano essersi progressivamente allontanate. Letizia Moratti è uscita dai radar dopo essere stata a lungo considerata una possibile soluzione. Gli ex rettori Ferruccio Resta e Giovanna Iannantuoni hanno mostrato di non essere disponibili. È stata evocata anche Regina De Albertis, mentre al momento non sembra esserci un percorso concreto attorno al suo nome.

Fontana: “Tutte persone eccellenti che farebbero molto bene il sindaco”

A mettere ordine, almeno nelle intenzioni, dovranno essere i vertici del centrodestra. Attilio Fontana non considera l’abbondanza di disponibilità un problema: «Sono tutte persone eccellenti, tutte persone di grande capacità che farebbero sicuramente molto bene il sindaco». Sarà poi la coalizione, ha aggiunto il presidente della Regione, a trovare una sintesi e a individuare il candidato ritenuto migliore. Fontana ha risposto anche alla battuta di Sala sul «casting infinito»: «Il sindaco si deve preoccupare di trovare il candidato nel centrosinistra, al centrodestra ci pensiamo noi». Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia, interpreta a sua volta il moltiplicarsi dei nomi come il segnale di una coalizione più unita e competitiva rispetto a cinque anni fa. La scelta, assicura, arriverà «il prima possibile e il meglio possibile».

 

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