Milano Quotidiano

Milano, la maggioranza non tiene più: sui taser alla Polizia locale cade il numero legale in Consiglio comunale

Opposizioni all’attacco dopo lo stop in aula sugli emendamenti: Lega e Fratelli d’Italia parlano di nuova spaccatura nella sinistra e di sfiducia politica nei confronti di Sala

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La maggioranza milanese sembra ormai faticare a restare compatta. Dopo settimane di confronti interni, il nuovo fronte di scontro è quello dei taser per la Polizia locale. In Consiglio comunale, durante la discussione degli emendamenti, oggi è infatti caduto il numero legale. Le opposizioni leggono l’episodio come l’ennesima conferma di una maggioranza divisa e incapace di garantire i numeri in aula. Il dato politico che pare emergere è semplice: sul taser, una parte del centrosinistra continua a mostrare forti resistenze, nonostante le “trattative” degli scorsi giorni con il comandante della Polizia locale Mirabelli per giungere ad un percorso condiviso di adozione dello strumento.

Il Pd: “Caduta del numero legale? Cose che capitano”

.La capogruppo del Pd Beatrice Uguccioni ha spiegato che la seduta rischiava di aprire la discussione sulla delibera taser e sugli emendamenti senza arrivare comunque al voto finale, anche per la concomitanza con “molte iniziative politiche”. Da qui la scelta di usare il rinvio per “avere ancora un po’ di tempo per valutare gli emendamenti”. Quanto alla caduta del numero legale, Uguccioni ha minimizzato: “Sono cose che capitano, non è la prima volta che cade un numero legale all’inizio di un Consiglio comunale”. E a chi le chiedeva conto dell’accusa dell’opposizione, che ha parlato di nuovo schiaffo politico a Sala, ha risposto con una battuta: “Siamo assolutamente contro ogni tipo di violenza, quindi assolutamente non è così. L’opposizione ha tanto a cui pensare, dal governo a Vannacci, quindi guardi ai suoi problemi”.

Anche Michele Albiani, presidente dem della Commissione Sicurezza, ha insistito sulla necessità di approfondire: gli emendamenti, ha detto, sono stati “sistemati e limati” in questi giorni e arricchiti con ulteriori spunti. Il punto più sensibile resta quello relativo ai corsi per avvicinare la Polizia locale alla comunità Lgbtqia+, finito al centro dello scontro interno e mediatico. “Ci vuole più rispetto in questa discussione”, ha osservato Albiani, criticando chi avrebbe fatto “la voce un po’ grossa e antipatica”: “Io i bulli li ho avuti alle medie e al liceo e, a quasi 40 anni, di sicuro non accetto queste modalità”.

Piscina (Lega): “Ennesima sfiducia a Sala”

Tra i primi a commentare c’è Samuele Piscina, consigliere comunale e segretario cittadino della Lega, che parla apertamente di “default politico” della maggioranza. “Il teatrino indecente avvenuto oggi in Consiglio comunale è la prova definitiva del totale default politico che paralizza Milano”, afferma Piscina. Per l’esponente leghista, la mancata tenuta dell’aula sul tema dei taser rappresenta una sconfessione diretta del sindaco: “La maggioranza non si è presentata in aula per la discussione degli emendamenti sul Taser, lasciando cadere il numero legale proprio su un tema che il Sindaco Sala aveva definito cruciale e su cui aveva persino garantito la sua presenza”.

Secondo Piscina, non si tratta di un incidente isolato, ma di un segnale politico preciso: “Ci troviamo davanti all’ennesimo atto di sfiducia aperta della sinistra nei confronti del proprio primo cittadino”. Il consigliere della Lega accusa poi una parte della maggioranza di essere bloccata da un’impostazione ideologica contraria agli strumenti di sicurezza per gli agenti: “Mentre il Sindaco spinge per l’adozione di uno strumento fondamentale per la sicurezza dei nostri agenti e dei milanesi, la sua stessa maggioranza lo sconfessa, preferendo disertare l’aula piuttosto che votare”.

Piscina attacca frontalmente: “Una parte della sinistra milanese si conferma, ancora una volta, totalmente ostaggio di un’ideologia estremista e anti-forze dell’ordine, incapace di guardare al bene della città”. Da qui la richiesta politica, ormai ricorrente nel centrodestra, di trarre le conseguenze: “Siamo di fronte a una maggioranza di principianti allo sbaraglio che non è più in grado di garantire nemmeno i numeri minimi per far funzionare l’aula”.

Rocca (FdI): “La sinistra non ha il coraggio di prendere posizione”

Sulla stessa linea anche Francesco Rocca, consigliere comunale di Fratelli d’Italia. “È saltato il numero legale in Consiglio comunale perché la sinistra milanese non ha il coraggio di prendere una posizione sul taser per la Polizia Locale”, dichiara Rocca, definendo la situazione “tragicomica”. Per l’esponente di FdI, il problema non riguarda solo il merito del provvedimento, ma il funzionamento dell’aula: “Una situazione tragicomica che danneggia la città e blocca ulteriormente i lavori del Consiglio comunale, l’Assemblea che rappresenta i milanesi”. Anche Rocca insiste sul nodo delle divisioni interne: “È evidente il blocco ideologico di gran parte della maggioranza a Palazzo Marino; in questi giorni abbiamo assistito a ricatti, passi indietro e litigi all’interno della sinistra”. La conclusione è un atto d’accusa sul rapporto tra sicurezza e governo della città: “Nel frattempo la città continua a subire situazioni d’illegalità e degrado”.

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