Ho passato il week end guardando video, uno dietro l’altro, sulle devastazioni di Milano. Molti, tutti uguali: mandrie di ragazzini che assaltano i negozi. Poi ho visto quello di una sudamericana, con l’italiano quasi perfetto venato di spagnolo, che tira su i bidoni della spazzatura. Ha la kefiah al collo, manifestava per la Palestina. Due italianissime buzzurre le lanciano un sacchetto dell’immondizia addosso. Lei urla che quello non è manifestare, e la tira su, mette via. Le dà una mano un ragazzo di colore. Ho visto il video del poliziotto ferito da un sampietrino. Urla che sono vandali, e sullo sfondo c’è piazza Duomo che brucia. C’è una italianissima testa di cazzo che urla con voce stridula che lei manifesta per i diritti, e che se un fumogeno l’avesse colpita li avrebbe denunciati tutti (i poliziotti avrebbe denunciato, capito che Paese?). Ho visto il video di un ragazzo che riprendeva gli ultimi assalti, in via Torino. E dice: “Ci sono pure quelli di undici anni“. Ne passa giusto uno, a tiro, con il volto coperto come fa mio figlio quando fa un freddo cane, a fine gennaio. Lui, invece, era appena uscito da qualche saccheggio. L’undicenne si avvicina all’altro, che dalla posizione del cellulare pare essere decisamente più alto, e gli si avvicina minaccioso.
Quell’altro gli fa: “Ma levati che sei alto un metro e trenta“. Il piccoletto giustamente si leva. Poi c’è un video con due albanesi: noi amiamo l’Italia, con noi i maranza non passano. Poi ci sono i mille video con maranza, arabi di seconda generazione mischiati a ragazzini alti un metro e un barattolo che sfondano le vetrine e rubano. Palestina? No. Rubano, semplicemente. Pensano di vivere dentro GTA 6, che uscirà tra tre settimane. Pensano di poter prendere, e non c’è elaborazione né riflessione oltre il livello “bestia”, altrimenti capirebbero che le case in cui vivono – che sono le popolari che vengono assegnate con criteri che di fatto avvantaggiano gli extracomunitari – le abbiamo costruite noi, e le paghiamo noi. Noi chi? Noi che paghiamo le tasse da generazioni. Noi che le abbiamo abitate prima di avere le case di proprietà. Noi figli di immigrati del sud. Capirebbero che gli ospedali in cui vanno li abbiamo costruiti e li paghiamo noi. Capirebbero che le scuole in cui vanno, che sono sì fatiscenti esattamente come quando ci andavamo noi, le abbiamo costruite e le paghiamo noi.
C’è un ultimo video, che mi ha colpito. A Rozzano inizia la protesta degli studenti per le condizioni fatiscenti delle scuole. Sono sempre state fatiscenti, le scuole. E per una volta, dopo aver protestato per tutto (ricordo i miei 15 anni e la manifestazione in piazza Duomo contro Chirac e i test nucleari di Mururoa: sai quanto gliene fregò ai francesi…) per una volta gli studenti hanno azzeccato il tema. Poi però che cosa fanno? Per protestare contro il degrado nelle scuole spaccano tutto, ma soprattutto bagni e macchinette del cibo, che vengono svuotate.
Intorno, la politica parla e chiacchiera. La sinistra dice impunemente che la colpa è della destra perché ci voleva più polizia. La destra dice che è colpa della sinistra perché quelli che sfilavano sono manifestanti di sinistra, proPal e immigrati che la sinistra difende. Io penso invece, e lo dico tranquillamente, che l’80 per cento di quelli che hanno scassato Milano non sappiano niente di niente, e che volevano solo rubarsi un po’ di scarpe e magliette, due vaschette di gelato da Savini. E che andrebbero manganellati senza pietà: perché con chi protesta per una idea si parla e si discute, con chi ruba no. Chi ruba le prende, lo si prende e lo si porta in caserma.
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