Nato il 21 marzo 1996 a Milano, Lorenzo Pacini è assessore al Verde e Arredo Urbano, Manutenzioni Stradali, Casa, Edilizia Scolastica, Mercati Rionali, Politiche Giovanili e CAG del Municipio I di Milano, centro storico. Tra i volti giovani emergenti (e tra i più intransigenti e combattivi) del Pd e della sinistra a livello milanese e non solo, nei sui post sui social ama utilizzare la parole “rivoluzione“. In questa intervista a Milano Quotidiano spiega la sua visione, i suoi obiettivi politici anche e soprattutto in vista delle elezioni comunali che si terranno a Milano nel 2027.
Lorenzo Pacini, lei è assessore al Municipio I di Milano, il centro storico. E porta avanti istanza di sinistra vera, come concilia queste sue battaglie con il fatto che il centro storico sia abitato da persone particolarmente agiate?
Prima di tutto sfatiamo il mito che in zona 1 ci abitino solo ricchi. In questo municipio vive anche la classe media lavoratrice che campa con il proprio stipendio, ci sono migliaia di inquilini delle case popolari del centro – che difendo ogni giorno – e anziani che campano con pensioni basse. Una volta anche questo quartieri erano popolari e c’è chi ancora resiste alla gentrificazione. Poi dico anche questo: pensare che la lotta sia tra chi guadagna 30mila euro all’anno e chi 100mila ci sbagliamo di grosso. La lotta è del 95% dei milanesi e italiani verso il 5% di élite che possiede tutto.
Secondo lei, chi sarebbe il candidato ideale del Centrosinistra per le elezioni comunali del 2027 dopo Giuseppe Sala?
La scelta del candidato non è un beauty contest. Il candidato ideale è chi saprà proporre idee chiare, nette, coraggiose e fortemente progressiste per costruire un nuovo socialismo municipale, che abbatte le disuguaglianze e faccia funzionare la città al meglio.
Bisogna corteggiare Azione o lasciare che Carlo Calenda vada pure con il Centrodestra?
Il corteggiamento si fa con i morosi e le morose. Qui facciamo politica. Se Azione vuole sostenere una linea di centrosinistra benissimo. Localmente Azione è rappresentata da sinceri progressisti. Se però la dirigenza nazionale vuole fare la quinta colonna del governo di destra si accomodino. A Milano abbiamo altri piani.
Lei era membro della segreteria provinciale del Pd, come mai non lo è più?
È stata una scelta condivisa con la dirigenza a seguito di alcune vicende puramente interne. La vita politica è fatta anche di qualche inciampo qua e là.
Sui suoi social lei usa spesso la parola “rivoluzione”. Che cosa significa nel 2026 “rivoluzione”? Come si attua nel concreto?
Significa ribaltare questo sistema economico sociale che garantisce a una piccolissima fetta di popolazione di godere di ricchezze e privilegi ingiustificabili, mentre la stragrande maggioranza della gente fa fatica. Significa invertire un’idea di crescita infinita a fronte di risorse naturali finite, che premiano solo i più ricchi e mentre inquinano l’aria che respiriamo. Significa fermare una tendenza di città sempre più costosa e inaccessibile per i lavoratori e le famiglie che la fanno vivere e funzionare.
Lei ha condiviso in pieno la battaglia per interrompere il gemellaggio Milano-Tel Aviv, per quale motivo?
Perché Tel Aviv é la capitale di Israele. Israele si comporta come organizzazione terroristica bombardando i civili di mezzo continente mediorientale. I suoi coloni e il suo esercito rubano ogni giorno la poca terra dei palestinesi. Perché le istituzioni israeliane, da ultimo il suo Parlamento, umilia e opprime un intero popolo. Perché Milano non può rimanere silente e far finta di nulla. Pensiamo globale e agiamo locale. Questo deve fare un’amministrazione.
Lei ha condiviso la manifestazione dei giovani Dem di Bergamo organizzata sotto il palazzo dove doveva parlare Emanuele Fiano che sostenevano che l’ex parlamentare del Pd non dovesse parlare di Israele perché sionista?
Quella manifestazione contestava. Non voleva impedire che parlasse Fiano o nessun altro. Siamo in democrazia ed esiste anche il diritto sacrosanto a contestare soprattutto quando a parlare sono i politici. Non ho condiviso francamente i modi. Difendo il diritto a contestare chiunque e ovunque.
I movimento Pro-Pal possono dare un contributo ed essere decisivi per la vittoria del Centrosinistra alle Comunali 2027?
I movimenti per la causa palestinese possono dare un contributo a difendere la Palestina e i palestinesi. Stop. I calcoli elettorali non mi interessano quando si parla di diritti umani.
Esiste la possibilità che lei si candidi sindaco? In generale, che visione ha del futuro della città su urbanistica, traffico, verde, rifiuti, piano casa, sicurezza, scuola, integrazione di migranti?
Nella vita di certo ci sono solo, ahinoi, le tasse e la morte. Io voglio impegnarmi per una città che abbassi il costo della vita per i suoi abitanti, aumentando al contempo la qualità della vita. Milano non è la città più bella del mondo, ma vogliamo che i suoi abitanti e chi ci lavora, chi ci studia siano i cittadini più felici del mondo. Serve essere netti: mai più Salva Milano. Mai più San Siro e in generale strutture pubbliche gestite senza partecipazione dal basso dei cittadini. Chi vince le elezioni deve portare a termine il programma elettorale, non concentrarsi su altro. Vinciamo le elezioni come forze di sinistra e governiamo con persone di sinistra. Sulla casa il sistema di alloggi pubblici e popolari deve essere rivitalizzato. Il mercato immobiliare non va assecondato ma controbilanciato e se serve contrastato. Il sistema mutualistico corporativo delle proprietà indivisa è l’unica vera alternativa al caro affitti. L’integrazione si fa con il lavoro e la scuola. Con salari decenti e presenza delle istituzioni, che non siano solo polizia e celere. Possiamo davvero fare la rivoluzione. Chi ci dice che è impossibile è chi gli va bene che tutto rimanga così. Noi invece faremo la differenza.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


