Milano Quotidiano

Milano, Sala ammette la frattura con il Pd su Tel Aviv: “Sono amareggiato, da Uguccioni parole improprie”

Le parole del primo cittadino dopo il voto sul gemellaggio: “Capiamo se possiamo essere una cosa sola oppure no”

Beppe Sala (immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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La spaccatura sul gemellaggio tra Milano e Tel Aviv lascia ferite aperte nella maggioranza di centrosinistra a Palazzo Marino. Dopo il voto in Consiglio comunale che ha bocciato la mozione dei Verdi per sospendere il gemellaggio con la città israeliana, il sindaco Giuseppe Sala parla apertamente di una “frattura” consumata con il Partito democratico. “Non mi sento vincitore. Mi sento amareggiato“, ha dichiarato il sindaco a margine della presentazione del progetto “Giardino Manifesto” alla Santeria di viale Toscana. Parole che arrivano all’indomani di una seduta tesissima in Aula, conclusa con il respingimento dell’ordine del giorno dei Verdi grazie ai voti contrari di una parte della stessa maggioranza. Oltre ad Azione, i quattro dem Alice Arienta, Angelica Vasile, Mauro Orso e Roberta Osculati hanno votato in modo opposto rispetto al resto del Pd contribuendo alla bocciatura della mozione. Un risultato che va di fatto nella direzione auspicata da Sala.

“Le parole di Uguccioni sono state improprie”

A irritare particolarmente il primo cittadino sono state le dichiarazioni della capogruppo dem Beatrice Uguccioni, che durante il dibattito aveva accusato i “piani alti” di non aver rispettato la volontà espressa dal Consiglio comunale nell’ottobre scorso, quando l’Aula aveva approvato una prima mozione sul tema. “Le parole della capogruppo del Pd le ho trovate improprie”, ha replicato Sala. “Non è che ai piani alti, come se fosse qualcun altro, non si fosse rispettata la loro opinione”. Il sindaco ha quindi rivendicato la scelta politica fatta nei mesi scorsi, quando aveva deciso di congelare la sospensione del gemellaggio dopo un confronto con il sindaco di Tel Aviv Ron Huldai. “Io sono uno che si prende le responsabilità sempre, però bisogna capire anche le logiche con cui si arriva a certe decisioni”, ha aggiunto.

L’amarezza di Uguccioni in aula: “Il consiglio si era già espresso, poi ai piani alti…”

Lo scontro nasce dalle parole pronunciate in Aula da Beatrice Uguccioni durante la discussione sulla nuova mozione presentata dai Verdi. “Oggi siamo qui a discutere nuovamente della sospensione del gemellaggio con Tel Aviv non perché il Consiglio comunale non si fosse già espresso, ma perché quella volontà, approvata democraticamente da quest’Aula otto mesi fa, non ha trovato seguito ai piani superiori”, aveva detto la capogruppo del Pd. Una dichiarazione letta dal sindaco come un attacco diretto alla propria gestione della vicenda. Uguccioni aveva inoltre difeso la linea del Pd sostenendo che la sospensione del gemellaggio e la proposta di una Conferenza internazionale dei sindaci per la pace fossero “due atti coerenti”, aggiungendo: “Guai a chi pensa di mettere in contrapposizione sospensione del gemellaggio e Conferenza di pace”.

“Vedremo l’entità della frattura”

Per Sala il problema ora non riguarda soltanto il voto sul gemellaggio, ma la tenuta politica della coalizione. “Se dobbiamo essere gli uni e gli altri, separati, va bene: ragioniamo e capiamo se possiamo essere una cosa sola o no”, ha affermato il sindaco. Da qui l’ammissione più pesante: “Ieri si è consumata una frattura, non c’è dubbio”. Una rottura interna che, secondo Sala, dovrà essere misurata politicamente già nei prossimi giorni. Il rischio è che la vicenda Tel Aviv apra una nuova fase di tensioni permanenti nella maggioranza che governa Milano a poco più di un anno dalla fine del mandato.

Capelli: “Il voto di ieri non è un distacco del Pd nei confronti del sindaco”

Il segretario del Pd Milano Metropolitana Alessandro Capelli il giorno dopo il voto cerca di gettare acqua sul fuoco: “Il voto di ieri in Consiglio Comunale non è stato affatto un atto di distacco nei confronti del Sindaco o di sfiducia del suo operato, ma semplicemente la riaffermazione di una posizione specifica che il PD aveva già espresso sia in aula sia all’interno dei propri organismi. Il Partito Democratico lavora da sempre con serietà per coniugare il cambiamento e l’unità. Milano ha davanti a sé ancora un anno di mandato e i cittadini si aspettano da noi risposte concrete fino all’ultimo giorno”.

Capelli prosegue: “Allo stesso tempo, stiamo iniziando a guardare alla prossima scadenza elettorale, un passaggio che sarà fondamentale non solo per il futuro della nostra città, ma anche per costruire un’alternativa forte al governo delle destre e dei sovranisti. In questo scenario il PD continuerà a muoversi come forza aggregante, consapevole del proprio ruolo: unire, guardare avanti e tessere ogni giorno la coalizione civica e sociale su cui costruire il centrosinistra. Come detto settimana scorsa le occasioni di confronto con il Sindaco e con le altre forze di maggioranza saranno molteplici e con spirito costruttivo. Il nostro obiettivo comune resterà quello di affrontare le sfide concrete di Milano e costruire insieme una visione condivisa del futuro della città. È questo che continuerà a tenerci uniti.”

 

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