Milano Quotidiano

Milano, un milione di euro di danni dopo la guerriglia. L’allarme dei commercianti: “E ora è fuga di turisti stranieri”

Il bilancio delle devastazioni del 17 e 18 ottobre continua ad aggravarsi. Barbieri: "Le persone hanno paura, c'è anche un danno d'immagine per Milano"

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Circa un milione di euro di danni. È la prima stima del conto presentato dalle attività commerciali di via Torino e dell’area attorno al Duomo, colpite dalle violenze commesse da gruppi di giovanissimi nel weekend del 17 e 18 ottobre. Le cifre arrivano da Confcommercio e comprendono anche le conseguenze economiche delle chiusure dei negozi danneggiati, all’indomani di un fine settimana che ha squarciato il volto patinato di Milano, avvicinandola improvvisamente alle immagini delle rivolte di Parigi. “Sono anni che Milano non subiva una violenza così massiccia”, evidenzia Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, ripercorrendo quanto accaduto a partire da sabato pomeriggio, quando i disordini sono esplosi nel cuore di un centro affollato di turisti e cittadini.

“La somma tiene conto dei mancati incassi di un sabato in centro”, quando dalle 17 “molti negozi hanno abbassato le serrande, ma anche dei danni per le vetrine rotte, i tavolini e le sedie distrutte”.

Dalle vetrine distrutte alle disdette: il danno economico e d’immagine per Milano

Sono i segni di una devastazione partita dai social, alimentata dalle dirette TikTok e compiuta da giovanissimi, alcuni dei quali neppure adolescenti. La violenza ha lasciato le sue tracce più visibili tra gli scaffali del Carrefour, ancora chiuso lunedì, e sulle vetrine dei negozi di abbigliamento di via Torino, una delle strade più frequentate e simboliche dello shopping milanese. Mentre alcune attività hanno ripreso a lavorare all’inizio della settimana, altre restano in allerta, come i negozi del lusso di via della Spiga, pronti a barricarsi in caso di nuovi disordini.

Ma il tema è “anche un altro”, aggiunge Barbieri, richiamando l’attenzione sul clima di paura che si è diffuso tra turisti e cittadini e che sta già producendo conseguenze economiche. Il problema riguarda infatti il “mancato incasso per le attività che hanno dovuto chiudere e per le disdette che si iniziano a registrare, soprattutto da parte di stranieri“. Quanto accaduto ha già provocato “diverse disdette” a ristoranti e hotel, “perché le persone hanno paura”. Per questo, alla conta delle perdite materiali ed economiche, bisogna aggiungere anche “il danno di immagine per Milano”.

Sala visita i commercianti con Sangalli: “Milano è ferita, ma si è rimessa al lavoro”

Mentre la solidarietà alle forze dell’ordine e ai negozianti è arrivata da entrambe le parti politiche, all’inizio della settimana il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha annullato gli appuntamenti pubblici e ha fatto visita ai negozi colpiti insieme al presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.

L’incontro con i commercianti e con “tante persone ancora scosse da quanto è accaduto” ha confermato, secondo il primo cittadino, che anche in questa occasione Milano “si sta rimboccando le maniche e, anche se ferita, si è rimessa al lavoro”. Sala ha raccontato in particolare l’esempio di una ragazza impiegata in un piccolo negozio in Galleria Passarella: “È stata aggredita ieri, e oggi è di nuovo al lavoro. In lei e in tutti i lavoratori che oggi sono tornati ad aprire le serrande dei loro negozi ho visto la volontà di non cedere alla paura, all’odio e alla violenza”. Il sindaco ha quindi invitato a non trasformare quanto accaduto in un’occasione di scontro politico: “La fase è delicata, c’è molto da fare. Non è questo il tempo di cercare voti”.

Confcommercio: “I negozi di prossimità sono un presidio sociale e di sicurezza”

In questa fase, la città non ha bisogno soltanto di sicurezza, “ma anche di integrazione e di presenza”, aggiunge Barbieri, annunciando che a metà novembre “faremo, in tutti i comuni italiani, un evento che richiama il ‘progetto Cities-Confcommercio’ per valorizzare i negozi di prossimità, esserci contro la desertificazione delle periferie ha un valore sociale, oltre che economico e di sicurezza”. Per il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, quanto accaduto nel fine settimana è stato vandalismo che “nulla c’entra col sacrosanto diritto a manifestare civilmente”.

Per questo, sottolinea Sangalli, come Confcommercio “ci stiamo attivando perché le imprese commerciali che hanno subito danni siano risarcite e tornino al più presto alla normalità”. Il presidente dell’associazione ricorda inoltre come le attività di vicinato, “piccole e grandi, non svolgono solo un ruolo economico ma sono essenziali per la vivibilità e la sicurezza delle città”.

Biffi (Assolombarda): “Le imprese possono offrire ai giovani opportunità di crescita”

La solidarietà ai commercianti è stata espressa anche dal presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, che ha richiamato il ruolo sociale che il sistema produttivo può svolgere, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni. L’impresa, ha osservato Biffi, “insieme al sistema educativo, è l’unico elemento di mobilità sociale. Possiamo essere un ascensore sociale per i giovani che trovano nelle nostre imprese le opportunità di esprimere il talento dopo averlo imparato a scuola”.

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