Due curve altissime, inclinate di 37 gradi per creare un autentico muro di tifosi. Una facciata scandita da gigantesche X che richiamano la tradizione architettonica milanese, dal Duomo alla Galleria Vittorio Emanuele. E una copertura con 27mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici. Il nuovo stadio di Milan e Inter ha finalmente un volto, un nome e una data indicativa di apertura: si chiamerà Generali Stadium e dovrebbe accogliere le prime partite nella stagione 2031-2032.
Il progetto, firmato dagli architetti Norman Foster e David Manica, è stato svelato giovedì 29 ottobre durante una serata al Castello Sforzesco, alla presenza dei vertici delle due società, delle istituzioni e delle squadre rossonera e nerazzurra. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: realizzare non soltanto un impianto calcistico all’avanguardia, ma un nuovo simbolo riconoscibile della città.
Generali Stadium, come sarà il nuovo stadio di Milano: le colonne a X e i colori delle squadre
La caratteristica architettonica più evidente sarà la facciata esterna, caratterizzata da una successione di grandi elementi a X in cemento armato prefabbricato. Una soluzione che, nelle intenzioni dei progettisti, richiama le guglie del Duomo, le strutture della Galleria e alcune opere di Gio Ponti. Come racconta Il Giorno, la parte superiore degli elementi a X potrà essere illuminata in modo differente a seconda degli eventi ospitati: rossonero quando giocherà il Milan, nerazzurro in occasione delle partite dell’Inter. Le superfici potranno anche mostrare immagini dei calciatori e scritte, trasformando la facciata in un elemento dinamico.
La struttura esterna sarà parzialmente aperta, consentendo di intravedere l’interno dell’impianto. A completarla una copertura ovale sorretta da cavi d’acciaio, la cui forma ricorda quella di una ruota di bicicletta. Il nuovo stadio sorgerà accanto all’attuale Meazza, nell’area oggi occupata dai parcheggi e dal Parco dei Capitani. Il nome commerciale sarà Generali Stadium, in virtù dell’accordo sui diritti di denominazione sottoscritto dalla compagnia assicurativa.
Due anelli, 71.500 posti e curve ripidissime: l’effetto muro dei tifosi
All’interno, la configurazione sarà molto diversa da quella dell’attuale San Siro. Non più tre anelli, ma due, distribuiti attorno a un grande catino ovale progettato per avvicinare il pubblico al terreno di gioco. Particolare attenzione è stata riservata alle curve, destinate a diventare il settore più alto dell’impianto. L’inclinazione delle gradinate raggiungerà i 37 gradi, con l’obiettivo di ricreare un effetto muro simile a quello dello stadio del Borussia Dortmund.
La capienza complessiva sarà di 71.500 spettatori. Le dimensioni della struttura saranno imponenti: circa 270 metri di lunghezza tra le curve e 244 metri di larghezza tra le tribune. Nei punti più elevati, in corrispondenza delle curve, lo stadio raggiungerà i 60 metri rispetto al piano esterno, che diventeranno 70 prendendo come riferimento il terreno di gioco.
“San Siro è un sentimento più che un edificio, vogliamo portare questo sentimento nel nuovo stadio, far sì che sia ancor più San Siro di prima”, ha spiegato David Manica durante la presentazione. Il progettista ha sottolineato anche l’attenzione riservata al comfort degli spettatori: “I posti a sedere saranno molto vicini al campo, come se ci si sentisse seduti sull’erba. Le poltroncine saranno più comode delle attuali, ci sarà più spazio per gambe e gomiti e posti adeguati per i disabili”.
Undicimila posti premium, quattro maxi-schermi e 27mila metri quadrati di pannelli solari
Il Generali Stadium sarà progettato per ospitare non soltanto le partite di Milan e Inter, ma anche concerti, incontri di rugby, football americano e altri grandi eventi. All’altezza della copertura saranno installati quattro maxi-schermi destinati a trasmettere immagini, risultati e contenuti legati agli appuntamenti sportivi e musicali.
Un ruolo importante sarà riservato anche agli spazi destinati all’ospitalità. Dei 71.500 posti complessivi, 11mila saranno premium, pensati per aziende, sponsor e spettatori interessati a servizi aggiuntivi. Le relative aree offriranno spazi per la ristorazione, gli incontri e l’intrattenimento prima e dopo gli eventi. Sul fronte energetico, secondo quanto illustrato durante la presentazione e riportato dal Giorno, la copertura ospiterà 27mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici, una superficie indicata come potenzialmente la più estesa al mondo per uno stadio.
Il progetto punta inoltre su soluzioni di ventilazione naturale e sull’efficienza energetica, inserendosi in un intervento di rigenerazione urbana che interesserà complessivamente circa 281mila metri quadrati.
Norman Foster: “Non soltanto uno stadio, ma una nuova icona di Milano”
Dietro il progetto c’è la collaborazione tra Foster + Partners e MANICA, chiamati dalle proprietà RedBird e Oaktree a immaginare un impianto capace di raccogliere l’eredità di uno degli stadi più celebri al mondo. Per Norman Foster, il rapporto con la storia e l’identità di Milano è stato uno dei punti di partenza. “Una sfida affascinante. Vogliamo realizzare più di uno stadio, vogliamo dare una visione di Milano”, ha spiegato l’architetto, sintetizzando la scelta della struttura esterna con un principio progettuale: “Puntiamo a fare meno con il più”.
L’ambizione è quella di creare un edificio destinato a vivere anche al di fuori delle giornate di partita. Secondo Foster, il Generali Stadium dovrà diventare una destinazione frequentata durante tutto l’anno, capace di inserirsi tra i luoghi riconoscibili della città. “Sarà inarcato verso il passato e inclinato verso il futuro”, ha affermato l’architetto, richiamando il legame ideale con monumenti come il Duomo, la Scala e la Galleria Vittorio Emanuele.
La presentazione al Castello Sforzesco e i tempi per la costruzione
Alla serata di presentazione hanno partecipato, tra gli altri, i presidenti di Milan e Inter Paolo Scaroni e Giuseppe Marotta, il sindaco Giuseppe Sala, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il presidente del Senato Ignazio La Russa. Presenti anche la vicesindaca Anna Scavuzzo, l’assessora comunale allo Sport Martina Riva, Giovanni Malagò, Adriano Galliani e diversi ex calciatori, tra cui Christian Vieri, Walter Samuel e Alessandro Costacurta. In platea anche le squadre dei due club. Il progetto rappresenta uno degli investimenti più rilevanti nella strategia di sviluppo delle proprietà RedBird e Oaktree, che puntano a dotare Milan e Inter di un’infrastruttura moderna e in grado di generare nuove opportunità commerciali.
La tabella di marcia indicata ufficialmente dai club prevede l’avvio dei lavori nel 2028 e la prima partita nella stagione 2031-2032, subordinatamente alle necessarie autorizzazioni. Una scadenza che consentirebbe a Milano di candidare il nuovo impianto a ospitare incontri degli Europei di calcio del 2032, organizzati da Italia e Turchia.
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