Aggressioni in qualsiasi ora del giorno. Risse con spranghe e bottiglie. Un parco diventato piazza di spaccio di crack. È il quadro che emerge dall’area tra i Bastioni di Porta Venezia e viale Vittorio Veneto, nel cuore di Milano, ricostruito attraverso le testimonianze dei residenti. Non una periferia dimenticata, ma un perimetro di poche centinaia di metri in centro città.
Due assalti a pochi minuti di distanza
Il fatto più recente risale a venerdì scorso. Un uomo in evidente stato di alterazione ha aggredito una coppia. Nessuna lite precedente, nessun rapporto tra le persone coinvolte. Il ragazzo è riuscito a divincolarsi, la donna invece è stata colpita con tre pugni alla schiena e due alla testa.
A fermare l’aggressore sono stati cinque passanti, e a metterlo in fuga è stato il cane che uno di loro aveva con sé. Poco dopo, però, lo stesso uomo ha attraversato di corsa i giardini di viale Vittorio Veneto e ha colpito un’altra persona, ancora una volta scelta casualmente. Nessuna delle vittime ha riportato lesioni gravi.
I residenti denunciano violenze e spaccio di droga
L’aggressione di venerdì 14 agosto non è un fatto isolato. All’inizio del mese, nello stesso tratto compreso tra i Bastioni e viale Vittorio Veneto, si era verificata una rissa durante la quale erano stati impiegati bottiglie, sassi, bastoni e spranghe.
La ricorrenza degli episodi allarma il quartiere. Chi vive e lavora nella zona riferisce di aver modificato le proprie abitudini. “Abbiamo paura, queste violenze sono all’ordine del giorno”, dichiara all’Adnkronos il portiere di uno stabile di via Manin. Altre testimonianze segnalano che la percezione di insicurezza si accentua nelle ore serali. “Ci sono persone che attraversano la strada e scavalcano per entrare nei giardini Montanelli: la sera qua diventa terra di nessuno“.
Secondo quanto riferito da più fonti, l’area sarebbe diventata un punto di spaccio di stupefacenti, con una presenza significativa di crack. Alla vendita si accompagnerebbe il consumo direttamente in strada, con i possibili effetti che la sostanza produce su chi la assume: stati di panico, allucinazioni, perdita del controllo, condotte aggressive e imprevedibili.
Le domande che restano aperte
Il ripetersi di episodi analoghi nello stesso perimetro pone questioni importanti. Quale presidio è previsto per una zona che segnalazioni e denunce descrivono come piazza di spaccio attiva? Le misure messe in campo sono abbastanza? E cosa accade quando un’aggressione si chiude senza lesioni refertate? Il rilascio, in quel caso, è un obbligo di legge, ma la persona in stato di alterazione torna nello stesso perimetro nel giro di poche ore. Sono le domande che i residenti rivolgono a chi amministra la sicurezza della città. In attesa di risposta concrete, hanno cominciato, per paura, a tenere chiusi i portoni degli stabili anche in pieno giorno.
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