Mentre si discute dello stato della sanità lombarda, con le sue eccellenze ma anche le sue criticità, emerge un segnale politico significativo dal partito di Carlo Calenda. Azione, che sembrava in procinto di trovare un’intesa con il centrodestra milanese e lombardo, prende le distanze da chi vorrebbe esportare il modello regionale lombardo come soluzione nazionale.
Rosato: “Il problema non è quale modello regionale scegliere”
MilanoQuotidiano.it ha contattato Ettore Rosato, vicesegretario di Azione, per capire quale sia la posizione del partito sul tema. La risposta è netta: “Il finanziamento e il funzionamento della sanità rappresentano una priorità per il nostro Paese. Ad eccellenze straordinarie si accompagnano liste d’attesa inaccettabili, paghe basse per chi vi lavora, sprechi e mala gestione non isolati. E la parcellizzazione regionale non fa che aggravare la situazione“.
La ricetta di Azione: commissariare e sussidiarietà
Per Rosato il nodo non sta nel confronto tra modelli territoriali. “Il tema non è quindi il modello lombardo, veneto, pugliese o siciliano“, chiarisce, “ma un intervento deciso dello Stato, commissariando dove le cose non funzionano, e un equilibrio rispettoso del principio costituzionale di sussidiarietà all’interno di un sistema gratuito e universale dove lavorino pubblico e privato accreditato”. Una posizione che, di fatto, chiude la porta a qualsiasi endorsement del modello lombardo come riferimento nazionale.
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(immagine generata con l'intelligenza artificiale)



