Milano Quotidiano

Schianto aereo a Nazca, lutto nella Milano della finanza: addio al leader di Deloitte Paolo Gianturco e alla sua famiglia

L'aereo precipitato tra le linee di Nazca cancella due famiglie amiche tra Monza e Seregno. Il cordoglio del mondo economico e delle istituzioni lombarde

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Un tragico destino ha spezzato undici vite nel cielo di Nazca, a poca distanza dalla Panamericana Sud, dove un piccolo velivolo turistico è precipitato al suolo prendendo fuoco. Tra le vittime figurano sette italiani, legati da una profonda amicizia e uniti in un viaggio alla scoperta del Sudamerica. A perdere la vita nel violento impatto, che non ha lasciato scampo nemmeno a due turisti tedeschi, due spagnoli e ai due piloti peruviani, sono state le famiglie Gianturco e Angelucci, residenti tra Monza e Seregno.

A guidare il primo nucleo familiare era Paolo Gianturco, 59 anni, manager di spicco e Financial Services Industry & FS Tech Leader di Deloitte Central Mediterranean. Figura di riferimento con tre decenni di carriera nella consulenza strategica per le istituzioni finanziarie a Milano, Gianturco è stato ricordato con grande commozione dall’amministratore delegato di Deloitte, Fabio Pompei: “È una tragedia immensa, che sconvolge tutta la nostra comunità professionale e la nostra grande famiglia. Paolo è stato un grande innovatore e, soprattutto, una persona che ha saputo ispirare e accompagnare tante colleghe e tanti colleghi, anche giovanissimi, con la sua visione, la sua generosità e la sua umanità”. Ad associarsi al ricordo è stato anche il ceo di Deloitte Consulting, Alessandro Mercuri, sottolineando come Gianturco sia stato “un pioniere dell’innovazione applicata ai servizi finanziari” e “un punto di riferimento per decine di giovani”. Insieme a lui hanno trovato la morte la moglie Cristina Maria Bianco, 57 anni, imprenditrice nel settore della selezione del personale definita da Mercuri “una donna estremamente brillante e dotata di un umorismo contagioso”, e i due figli della coppia, Matteo di 24 anni e Pietro di 18.

Seregno e Lissone in lutto per la famiglia Angelucci

L’altro pezzo di Brianza spazzato via dall’incidente di Nazca è quello rappresentato dagli Angelucci. Massimo Angelucci, 58 anni, era un noto imprenditore della zona e titolare della Icma Tecno, azienda di componenti meccaniche con sede a Lissone. Al suo fianco, sia nella vita privata sia nell’amministrazione quotidiana dell’azienda, lavorava la moglie Elena Sala, sua coetanea. Nel disastro ha perso la vita anche il giovane figlio Lorenzo, 24 anni, da pochissimo laureato al Politecnico di Milano e grande appassionato di viaggi.

La tragedia ha provocato immediata commozione nel tessuto sociale ed economico lombardo e milanese. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso il proprio profondo dolore e la vicinanza dell’intera comunità regionale ai parenti delle vittime e alle città di Monza e Seregno, confermando la piena disponibilità delle istituzioni locali a supporto delle famiglie colpite da questo immane dramma.

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