Milano Quotidiano

Sciopero generale a Milano, studenti e Usb in piazza. I manifestanti bloccano la Tangenziale est

Mille persone alla Stazione Centrale, corteo degli studenti da Città Studi. Salis attacca il “terrorismo mediatico” e Pistoia (Usb) annuncia: “Vogliamo bloccare la città”

Dopo ore di corteo per le strade della città, migliaia di manifestanti hanno raggiunto la Tangenziale Est e ne hanno occupato tutte le corsie di marcia, procedendo in direzione Cascina Gobba. Il corteo viene descritto al momento come pacifico, ma l’occupazione della Tangenziale rappresenta un salto di scala nella mobilitazione, con i manifestanti che hanno portato la protesta direttamente su una delle principali arterie della viabilità milanese.

Proprio durante la mobilitazione sono comparse con vernice spray ai lati della Tangenziale Est di Milano, all’altezza dello svincolo per l’uscita di Lambrate, le scritte “Salvini appeso” e “Meloni appesa”. Le frasi sono rivolte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al vicepremier Matteo Salvini, mentre il corteo ha raggiunto la Tangenziale occupando tutte le corsie di marcia. La manifestazione, partita nell’ambito della mobilitazione contro il carovita, si trascina ormai da ore e coinvolge migliaia di persone. “Milano ostaggio delle manifestazioni. Da Lambrate a Sesto traffico paralizzato: il diritto di protestare non può cancellare quello di lavorare e circolare”, è il commento del consigliere di Municipio 3 di Fratelli d’Italia Mattia Ferrarese.

Gli studenti da Città Studi: “Riprendiamoci il futuro”

Un secondo corteo è invece partito da piazza Leonardo Da Vinci, nel cuore di Città Studi. Qui si sono concentrati diverse centinaia di studenti dei licei milanesi, insieme alle realtà antagoniste della città. “Riprendiamoci il futuro” è lo striscione in testa a uno degli spezzoni. Tra i cartelli comparsi durante il concentramento, anche “Il vero disordine è l’ingiustizia” e “Il problema non è lo straniero ma l’istruzione che viene meno”. Presenti numerose bandiere della Palestina.

Numerosi gli slogan politici: “Meloni dimissioni”, “Siamo tutti antifascisti”, “Noi la guerra non la vogliamo” e “Noi le armi non le paghiamo”. Tra gli striscioni anche “Soldi alla scuola non alla guerra” e la richiesta di una tassa sui grandi patrimoni con il messaggio “Tax the rich”. La manifestazione mette insieme diverse rivendicazioni: dal carovita ai salari, dal finanziamento dell’istruzione al no al riarmo, fino alle proteste sulla situazione in Palestina.

Salis: “Il terrorismo mediatico non ha funzionato”

A Città Studi è arrivata anche Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha difeso la mobilitazione e contestato il racconto mediatico delle proteste. “Oggi siamo qui in piazza nonostante il terrorismo mediatico che è stato fatto in questi giorni”, ha dichiarato Salis, sostenendo che le manifestazioni siano una risposta al carovita, al riarmo e alle condizioni sociali del Paese. Secondo l’eurodeputata, inoltre, “i problemi sociali non si risolvono a colpi di decreto Sicurezza” e le manifestazioni continueranno “finché qualcosa non cambierà”.

Usb: “Vogliamo bloccare la città”

Dalla Stazione Centrale è arrivata invece una dichiarazione destinata a far discutere. Luca Pistoia, dell’esecutivo nazionale Usb Lavoro Privato, ha spiegato che l’obiettivo del corteo è quello di “bloccare la città”, pur assicurando che la manifestazione sarà pacifica. “Scendono in piazza lavoratori e studenti perché non arrivano a fine mese, perché le scuole cadono a pezzi”, ha affermato Pistoia, ribadendo il no al riarmo e all’economia di guerra. Il sindacalista ha inoltre contestato la precettazione dei trasporti disposta dal ministro Matteo Salvini, sostenendo che l’Usb abbia deciso di non adeguarsi e richiamando una pronuncia del comitato dei diritti sociali sulla normativa italiana in materia di sciopero.

La giornata milanese dello sciopero generale si presenta dunque caratterizzata dalla presenza congiunta di studenti, sindacati e movimenti della sinistra antagonista, con rivendicazioni che vanno dal costo della vita all’istruzione, fino al riarmo e alla politica del Governo.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version