Milano Quotidiano

Scontri a Milano, tra i protagonisti anche un bambino di 11 anni: identificato a scuola dopo i saccheggi

Vertice in Prefettura con Piantedosi, Salvini e Sala dopo le devastazioni del weekend. Il ministro dell'Interno: "Qualcosa di mai visto prima". Sono 343 le persone fermate e quasi 50 gli arresti. In arrivo 500 militari per prevenire nuove violenze sabato 24 ottobre

Tra i protagonisti delle violenze che hanno sconvolto Milano nel fine settimana c’era anche un bambino di appena 11 anni. È il più giovane tra i partecipanti ai disordini identificati dalle forze dell’ordine. Il ragazzino, italiano, residente alla Barona e studente di seconda media, è stato riconosciuto grazie alle immagini circolate sui social e rintracciato dai carabinieri nella scuola che frequenta. Nei video lo si vedrebbe partecipare ai saccheggi, uscendo da un negozio di abbigliamento di via Dante con alcune cinture sottratte all’esercizio commerciale. È uno degli elementi più impressionanti emersi dalle indagini sulle due giornate di guerriglia urbana del 17 e 18 ottobre, al centro del vertice sulla sicurezza che si è svolto mercoledì 21 ottobre in Prefettura, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del vicepremier Matteo Salvini e del sindaco Giuseppe Sala.

Piantedosi: “Un undicenne coinvolto in azioni importanti”

A riferire del coinvolgimento del bambino è stato lo stesso Piantedosi, al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. “C’è stato un caso in cui si è riusciti a individuare come partecipante alla manifestazione, quindi ad azioni pure importanti, ed è stato arrestato un ragazzo di 11 anni, preso in una scuola, riconosciuto”, ha dichiarato il ministro. Le ricostruzioni investigative parlano tuttavia di un’identificazione del minore, che non è penalmente imputabile per ragioni di età. Il bambino sarebbe stato riconosciuto attraverso alcuni filmati pubblicati sui social, nei quali compare durante i saccheggi di domenica pomeriggio. Piantedosi ha sottolineato come le attività investigative proseguano anche a distanza di giorni dagli scontri. “Non tutto si riesce a risolvere nell’immediatezza“, ha spiegato, ricordando il lavoro di identificazione svolto dalle forze dell’ordine.

Sala: “Questi ragazzi sono manovrabili, possibile che qualcuno voglia infiltrarsi”

Proprio la giovanissima età dei partecipanti è stata uno dei temi centrali del confronto in Prefettura. Il sindaco Giuseppe Sala non ha escluso che dietro le violenze possano esserci tentativi di strumentalizzare ragazzi che spesso non hanno nemmeno una chiara consapevolezza delle ragioni della propria partecipazione. “Non escludiamo per nulla che ci sia qualche tentativo di infiltrarsi in questi mondi giovanili”, ha affermato il primo cittadino.

Sala ha poi riferito quanto emerso dagli interrogatori dei minorenni, secondo il racconto del procuratore competente. Alla domanda sulle ragioni che li avevano spinti a partecipare, i ragazzi non avrebbero indicato motivazioni politiche o sociali, ma risposto: “Sono qua perché c’è da far casino e perché è un’occasione per stare insieme con i miei coetanei”. “È evidente che questi ragazzi sono manovrabili, è estremamente evidente. E quindi se c’è qualcuno che ha interesse a manovrarli, certo ha un’occasione”, ha aggiunto il sindaco. Un’ipotesi, quella di possibili infiltrazioni, che resta da verificare sul piano investigativo, mentre gli inquirenti continuano ad approfondire il ruolo dei social network nell’organizzazione delle mobilitazioni.

Sala: “Come si fa a dare una manganellata a un dodicenne?”

Il sindaco ha richiamato l’attenzione anche sulle difficoltà operative incontrate dalle forze dell’ordine nel fronteggiare manifestanti così giovani. “Se dai una manganellata a un dodicenne, l’opinione pubblica come reagisce?”, ha osservato Sala. “Bisogna sapere che si ha di fronte anche dei bambini. Quindi l’atteggiamento è diverso ed è anche più complesso”. Una considerazione che aiuta a comprendere la particolarità dei disordini milanesi, caratterizzati dalla presenza di minorenni, talvolta poco più che bambini, coinvolti in azioni di vandalismo, aggressioni e saccheggi.

Piantedosi: “Un fenomeno nuovo e complesso, va affrontato in modo nuovo”

Il ministro dell’Interno ha definito quanto accaduto a Milano “un fenomeno nuovo e complesso che va affrontato in modo nuovo”, sottolineando la necessità di adeguare le strategie di prevenzione e intervento delle forze dell’ordine.

L’attenzione è rivolta soprattutto a sabato 24 ottobre, quando si temono nuove mobilitazioni organizzate attraverso i social network. Piantedosi ha assicurato che le attività di prevenzione sono già iniziate e che il dispositivo di sicurezza sarà rafforzato. Un ruolo importante sarà affidato ai 500 militari aggiuntivi destinati a Milano nell’ambito dell’operazione Strade Sicure. Il ministro ha spiegato che potranno contare sulla massima mobilità sul territorio, con modalità operative più dinamiche rispetto al tradizionale presidio fisso degli obiettivi sensibili. La strategia punta a rafforzare la presenza sul territorio e a consentire interventi tempestivi di fronte a gruppi che si spostano rapidamente tra diverse zone della città.

Sala: “Non mi pento di aver detto che c’erano pochi agenti”

Il vertice è stato anche l’occasione per tornare sulle polemiche dei giorni scorsi tra il sindaco e il ministro dell’Interno, nate dalle critiche di Sala alla presenza delle forze dell’ordine durante gli scontri. “Io non mi sono pentito, come ho detto a tutti i colleghi, di aver detto che a mio giudizio c’erano poche forze dell’ordine in campo, ma non è un’accusa, è una constatazione”, ha ribadito il sindaco. “Nel mio ruolo, nel mio stile, non indugio nella provocazione, era solamente un’osservazione”, ha aggiunto.

Sala ha comunque espresso sostegno al rafforzamento della sicurezza, chiarendo che in questa fase la priorità deve essere il contrasto delle violenze. “Prima di tutto in questa fase critica viene il controllo e la repressione di questi fenomeni”, ha spiegato, dichiarandosi favorevole all’arrivo dei 500 militari. Resta però, secondo il primo cittadino, la necessità di affrontare anche il problema generazionale emerso dalle due giornate di disordini.

Salvini: “343 fermati e quasi 50 arrestati, la maggioranza arriva da fuori Milano”

A fornire un bilancio complessivo degli interventi delle forze dell’ordine è stato Matteo Salvini. Secondo i numeri comunicati dal vicepremier, sono 343 le persone fermate durante i disordini del fine settimana, mentre gli arresti sfiorano quota 50.

“La maggioranza di quelli che sono stati arrestati e fermati arriva da fuori Milano”, ha spiegato Salvini, sottolineando che molti dei giovani coinvolti proverrebbero dall’hinterland e da altre province lombarde. Secondo il ministro, inoltre, “la maggioranza sono ragazzi nati all’estero o nati qua di origini straniere”. Una valutazione riferita dal vicepremier al complesso dei fermati e degli arrestati, mentre le indagini continuano a ricostruire le responsabilità individuali. La dimensione sovraprovinciale del fenomeno ha portato a coinvolgere nel vertice anche i questori delle altre province lombarde, con l’obiettivo di coordinare le attività di prevenzione.

Salvini: “Altro che disagio, hanno telefoni da 1.700 euro”

Salvini ha respinto con decisione le interpretazioni che riconducono le violenze soprattutto al disagio sociale. “Qua stiamo parlando di qualcuno che dice ‘siamo a disagio’ e poi ha telefonini da 1700 euro”, ha dichiarato il vicepremier. “Qua hanno saccheggiato negozi di abbigliamento, scarpe e telefonia quindi non c’entra nulla il disagio, c’entra un’età durante la quale tu dovresti essere a scuola o in oratorio”.

Interpellato anche sulla possibile introduzione di un coprifuoco, il ministro ha ribadito che “Milano è una città aperta, bella e che accoglie ma non ci sarà più nessun tipo di tolleranza per chi devasta, per chi saccheggia”. Infine, un avvertimento a chi dovesse pensare di replicare le violenze nei prossimi giorni: “Se qualcuno pensa di venire a Milano, a Como, a Bergamo, a Brescia a saccheggiare sbaglia”. Salvini ha richiamato anche il decreto approvato dal governo, che prevede nuove misure per contrastare i disordini e sanzioni economiche a carico dei genitori dei minorenni responsabili di reati.

Sabato 24 ottobre il primo banco di prova per la sicurezza

La preoccupazione immediata delle istituzioni riguarda il prossimo sabato, quando nuove convocazioni diffuse sui social potrebbero riportare centinaia di giovani nelle strade del centro. Sala ha avvertito che la giornata potrebbe essere particolarmente delicata, anche per il rischio di contrapposizioni tra gruppi differenti. Piantedosi ha assicurato che è già in corso un’attività preventiva e che sarà predisposto un dispositivo di sicurezza adeguato alle caratteristiche di queste mobilitazioni.

 

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