Abbiamo scoperto – si fa per dire – che nel giro di una quindicina d’anni mancheranno un milione di lavoratori in Lombardia. Sempre che Musk nel frattempo non inventi gli androidi che prenderanno definitivamente il nostro posto, così come l’intelligenza artificiale sta prendendo il posto della nostra – di intelligenza (almeno per chi ce l’aveva in precedenza). Abbiamo scoperto che se tutti i nostri amici non hanno figli, e quando ne hanno ne hanno uno solo, guarda un po’: siamo in fase di denatalità. Abbiamo scoperto che se non ci sono nuovi lavoratori, non c’è nessuno che ci paga la sanità sempre più costosa. E no, non vale quel discorso detto in modo altisonante che “io ho pagato le tasse, ne ho diritto”. Perché per quante tasse si paghino, la sanità è comunque più costosa. Sapete quanto costa una risonanza? Circa 700 euro, se con contrasto. Se ne fanno a decine di migliaia. Per non parlare di tutto il resto. Personalmente ho dovuto iniettarmi per anni un farmaco che costava la bazzecola di 2000 euro a fiala, se l’avessi comprato. Pago molte tasse? Sì. Ma non sono in credito, con la sanità. Sono in debito. Come tutti.
E allora che cosa si fa? Riportiamo in auge il detto Dio patria e famiglia, purché numerosa? Oppure iniziamo a pensare che – forse – dobbiamo avere un po’ di pazienza con questo nostro povero sistema pubblico, mezzo malandato e mezzo moribondo per i nostri pochi figli. Loro sì, avranno guai grossi. E che magari l’immigrazione controllata (CONTROLLATA vuol dire REGOLARE), certificata, e pure incoraggiata, ci serve come il pane. Anzi, come le tasse che occorre che ci siano pagate.
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