Letizia Moratti, Presidente della Consulta Nazionale di Forza Italia, europarlamentare Ppe e già Sindaco di Milano, esprime apprezzamento per il nuovo decreto Sicurezza approvato dal Governo, che introduce misure più incisive contro le violenze nelle manifestazioni, rafforza gli strumenti nei confronti dei minorenni responsabili di reati e interviene sulla responsabilità per i danni provocati.
Si tratta, sottolinea Moratti, di una risposta importante anche alle richieste avanzate dopo i gravi fatti di Milano: più presenza dello Stato sul territorio, rafforzamento di Strade Sicure, maggiore tutela delle forze dell’ordine e strumenti più efficaci contro devastazioni, saccheggi e violenze organizzate.
Alla risposta dello Stato sul piano della sicurezza deve però accompagnarsi con urgenza un intervento dell’Amministrazione comunale sul versante della prevenzione, dell’inclusione e della coesione sociale.
È proprio sul territorio, argomenta Moratti che il Comune esercita competenze fondamentali per prevenire il disagio: organizza e coordina i servizi sociali locali, sostiene minori e famiglie fragili, programma gli interventi socio-educativi, collabora con scuole e Terzo settore, promuove politiche giovanili, integrazione e inclusione e può intervenire sulla qualità e sulla vivibilità degli spazi pubblici. È quindi l’istituzione più vicina ai quartieri e, insieme alla rete territoriale, può intercettare precocemente situazioni di marginalità prima che degenerino. Un compito, per Moratti, sinora fallimentare dell’Amministrazione Sala.
La distinzione dei ruoli deve essere chiara, spiega la nota del presidente della Consulta azzurra. Allo Stato spettano l’ordine e la sicurezza pubblica, la prevenzione e repressione dei reati e l’impiego delle forze dell’ordine. Al Comune spetta invece utilizzare pienamente gli strumenti del welfare e delle politiche sociali ed educative per affrontare le condizioni che possono alimentare esclusione e disagio. Sono responsabilità diverse, ma complementari.
Milano ha quindi bisogno di un vero piano cittadino rivolto ai giovani e alle periferie, costruito insieme a scuole, famiglie, servizi sociali, associazioni, oratori, società sportive e Terzo settore. Occorre rafforzare gli educatori di strada e i presìdi sociali nei quartieri più fragili, contrastare la dispersione scolastica, sostenere le famiglie in difficoltà e creare percorsi concreti di formazione, orientamento e inserimento lavorativo.
Particolare attenzione deve essere riservata alle seconde generazioni, favorendo una piena integrazione che tenga insieme opportunità e responsabilità. Scuola, conoscenza della lingua, educazione civica, sport, formazione e lavoro sono strumenti essenziali per costruire appartenenza e impedire che gruppi di giovani crescano ai margini della comunità.
Comprendere e affrontare le cause del disagio non significa giustificare chi devasta, saccheggia, ruba o aggredisce le forze dell’ordine. Significa affiancare alla fermezza dello Stato una politica locale capace di intervenire prima che marginalità e disagio possano trasformarsi in terreno fertile per illegalità e violenza.
Moratti: “Il Comune faccia la propria parte sulla prevenzione sociale”
“Lo Stato deve garantire sicurezza e legalità. Il Comune deve fare fino in fondo la propria parte sulla prevenzione sociale, perché dispone degli strumenti e della conoscenza del territorio per intercettare il disagio prima che esploda. Milano ha bisogno di entrambe le cose: fermezza contro chi viola le regole e inclusione concreta per non lasciare soprattutto i più giovani ai margini. Nessuno deve essere lasciato indietro, ma nessuno può sentirsi al di sopra della legge”, conclude Moratti.
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