Milano Quotidiano

Tasse, verso la doccia fredda per 150-160mila lavoratori lombardi. Rischia di saltare il taglio dell’Irpef nella manovra

La delusione rischia di concentrarsi sul lavoro dipendente qualificato: quadri, funzionari pubblici, medici, ingegneri e tecnici specializzati che subiscono già un forte prelievo alla fonte

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI

La coperta è corta, i vincoli europei dettati dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo stringono i cordoni della borsa e la manovra economica da circa 23,5 miliardi di euro rischia di subire un doloroso sfoltimento. A farne le spese potrebbe essere una delle promesse fiscali più attese dal ceto medio: l’estensione del taglio dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per la fascia di reddito compresa tra i 50.000 e i 60.000 euro. La misura, fortemente sponsorizzata dalle forze di maggioranza come Forza Italia e Fratelli d’Italia, avrebbe garantito un risparmio massimo fino a 1.000 euro netti all’anno in busta paga (100 euro per ogni 1.000 euro di imponibile aggiuntivo in quella fascia). Una doccia fredda per quasi un milione di contribuenti italiani.

I costi della misura oscillano intorno ai 2 miliardi di euro, ma le priorità di spesa in queste ore sono drammaticamente cambiate. Le tensioni sul caro carburante, che hanno visto la dura reazione e le proteste formali della categoria dei trasportatori, unite alla necessità di rifinanziare le misure contro il caro bollette per famiglie e imprese, stanno assorbendo l’intera flessibilità concessa da Bruxelles, focalizzata quasi esclusivamente sulle emergenze energetiche.

Ma quanti sono i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che rischiano di rimanere delusi da questo dietrofront? I dati dell’Osservatorio di Itinerari Previdenziali indicano che i contribuenti totali in questa specifica finestra (50.000-60.000 euro) sono poco più di 1 milione a livello nazionale, di cui circa 620.000 sono lavoratori dipendenti pubblici e privati.

In Lombardia, motore economico del Paese e regione a più alta densità di redditi medio-alti, i lavoratori dipendenti coinvolti in questa specifica fascia possono essere stimati in circa 150.000-160.000 persone. La delusione rischia quindi di concentrarsi sul lavoro dipendente qualificato: quadri, funzionari pubblici, medici, ingegneri e tecnici specializzati che subiscono già un forte prelievo alla fonte e che vedono sfumare un alleggerimento fiscale che sembrava ormai a portata di mano.

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