Milano Quotidiano

Truppo (FdI): «Per Milano serve un politico, e proprio Venezia lo dimostra. Vannacci? Non mi interessano le figurine”

Il capogruppo di Fratelli d'Italia a Milano commenta il risultato negativo della raccolta firme del referendum sulle moto e rilancia: "Serve una legge regionale". L'INTERVISTA

(immagine generata con l'intelligenza artificiale)
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Alla fine le 15mila firme non sono state raccolte. Sono state soltanto 6.500 infatti le adesioni registrate dall’iniziativa di Riccardo Truppo, per proporre un referendum contro i divieti proposti dall’Amministrazione Sala contro la circolazione di diverse tipologie di motociclette. Un risultato amaro, che non ha tuttavia buttato giù il morale del capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune, che ha annunciato la volontà di lavorare con una legge regionale per portare avanti questa battaglia. Milano Quotidiano ne ha parlato proprio con Truppo, che ha aperto un capitolo anche sul tema del candidato sindaco. Con idee molto chiare (ma divergenti da quelle degli alleati) su quale debba essere il profilo ideale. L’INTERVISTA

Lei ha proposto e portato avanti il referendum sulle moto, ma le 15mila firme non sono state raggiunte. Come commenta questo risultato?
Questo era un tema su cui bisognava credere tutti più convintamente. È uno di quegli argomenti che non ha trovato opposizione. Ma ho già immaginato una sponda regionale su questo tema. A livello personale è stato comunque un grande successo. Sono riuscito a coinvolgere una platea di realtà che in un anno si son date molto da fare. C’è da dire che il sindaco, con i due-tre rinvii che ha fatto ad arte, ha smorzato un po’ la voglia di combattere.

In che senso una sponda regionale?
Stiamo lavorando per poter proporre una legge regionale. Perché il tema delle moto a Milano impatta potenzialmente su 900mila moto della Lombardia. Un abitante su 10 ha una moto che potrebbe essere fermata a Milano. Non è stato però un successo di coalizione.

Cioè?
Era un argomento che doveva essere riconosciuto da parte di tutti. Purtroppo ci si perde nel parlare del candidato sindaco quando poi ci sono altre tematiche che sono state lasciate lungo il percorso. Che si continui a parlare del candidato sindaco e non si sia parlato a livello nazionale di questa tematica secondo me è un errore.

Per quanto riguarda i taser, perché voi siete favorevoli? E la maggioranza vi sembra spaccata?
Se la Polizia locale ha le pistole, non si capisce perché non dovrebbe avere il taser. La pistola è all’antipodo del taser, perché la pistola è creata per ferire e uccidere, mentre il taser è creato per essere da deterrente. C’è una maggioranza che è totalmente in campagna elettorale, perché dopo 15 anni sente sulla pelle che sta per attuarsi una rivoluzione.

Sul candidato sindaco si stanno facendo molti nomi. La Russa insiste su un profilo politico, mentre la Lega per un nome civico. Chi ha ragione? Siete in ritardo per la scelta del candidato?
Bisogna mettere un politico. La Russa ha ragione. Le elezioni a Venezia sono una totale conferma della necessità di avere un politico. Sorte sul Giornale ha sostenuto che Venezia è la conferma che bisogna puntare su un profilo civico, ma non so come si faccia a trarre questo ragionamento. 

Sala ha dichiarato che a Milano Vannacci non potrà sfondare. Secondo lei, sarebbe importante avere Futuro Nazionale nella coalizione di centrodestra oppure no?
Io credo che lo spirito della coalizione che è al governo della coalizione dell’Italia debba preservarsi e conservarsi anche su Milano. Si possono fare programmi elettorali, ma situazioni contingenti come le guerre in Medioriente o in Ucraina giungono a cambiare le cose in corsa. A me personalmente non interessa fare la collezione delle figurine. Bisogna avere una coerenza politica sulle cose che si intendono fare. Ciò che ha fatto l’opposizione negli ultimi anni a Palazzo Marino esprimendo grande coerenza politica.

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