Nessuno dei cinque agenti della Polizia locale arrestati il 6 agosto resta in carcere. Il Tribunale del Riesame di Milano ha concesso gli arresti domiciliari anche a Denni Dileo e Rosario Piscopo, gli ultimi due vigili ancora detenuti, accogliendo in parte le richieste presentate dai loro difensori. I due indagati non erano presenti all’udienza davanti ai giudici della Libertà, dove i legali avevano chiesto la revoca della custodia cautelare disposta dal gip Elio Sparacini e, in subordine, un’attenuazione della misura.
La difesa: “Mai stato peculato”
Al centro dell’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Giovanni Tarzia, c’è l’intervento del 16 luglio a Corsico, concluso con il fermo di un presunto pusher. Secondo la Procura, durante l’operazione gli agenti si sarebbero appropriati di 1.450 euro. Le contestazioni sono peculato, falso ideologico e arresto illegale, ed è proprio sulla prima che si è concentrata la battaglia delle difese, per le quali quel denaro non è mai stato sottratto. “Abbiamo dimostrato che non c’è mai stato peculato“, ha affermato l’avvocata Susanna Rita Marangoni, difensore di Dileo, al termine dell’udienza. La legale ha spiegato che le investigazioni difensive avrebbero permesso di ricostruire quanto gli indagati avevano già riferito negli interrogatori.
Sullo stesso nodo ha lavorato l’avvocato Pietro Stimolo, difensore del secondo agente, affidandolo a una memoria integrativa depositata al collegio. “Sosteniamo che non ci sia stato peculato e nell’integrazione della memoria abbiamo sottolineato questo elemento perché risulta fondamentale per affievolire la misura cautelare”, ha dichiarato. Il ragionamento arriva dritto alla misura: senza un’effettiva appropriazione del denaro il quadro cautelare perde il suo capo d’accusa più grave, e con esso la ragione del carcere.
Tutti gli agenti fuori dal carcere
La decisione completa un percorso avviato la settimana scorsa. Il 21 agosto lo stesso collegio aveva concesso i domiciliari a Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese, mentre la commissaria Ilenja Sabato aveva ottenuto la stessa misura fin dal principio, subito dopo l’interrogatorio di garanzia. Dell’ordinanza del 6 agosto non resta ora in piedi alcuna detenzione in carcere.
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