Milano Quotidiano

Vigili arrestati a Milano, la difesa dei due agenti ancora in carcere: “Non c’è mai stato peculato”

Il Riesame decide su Dileo e Piscopo dopo i domiciliari concessi il 21 agosto ad altri due agenti coinvolti

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Denni Dileo e Rosario Piscopo sono gli ultimi, tra i cinque agenti della Polizia locale arrestati il 6 agosto, a trovarsi ancora in carcere. Il Tribunale del Riesame di Milano ha esaminato le loro posizioni in un’udienza alla quale i due indagati non hanno partecipato. I difensori hanno chiesto la revoca della custodia cautelare e, in subordine, l’applicazione di una misura meno afflittiva.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Giovanni Tarzia, c’è l’intervento del 16 luglio a Corsico, concluso con il fermo di un presunto pusher. Secondo la Procura, durante l’operazione gli agenti si sarebbero appropriati di 1.450 euro. È proprio sull’accusa di peculato che si concentra la battaglia delle difese, secondo cui il denaro non sarebbe mai stato sottratto.

“Nessuna appropriazione di denaro”

Abbiamo dimostrato che non c’è mai stato peculato“, ha affermato l’avvocata Susanna Rita Marangoni, difensore di Dileo, al termine dell’udienza. La legale ha spiegato che le investigazioni difensive avrebbero consentito di ricostruire quanto già riferito dagli indagati durante gli interrogatori.

Le difese hanno depositato memorie e acquisito anche la copia forense dei telefoni, elemento che, secondo Marangoni, avrebbe ormai “cristallizzato” il quadro delle comunicazioni. Proprio l’avvenuta acquisizione dei dispositivi viene indicata come uno degli argomenti a favore della scarcerazione: una volta raccolti e messi al sicuro i dati, sostengono i legali, verrebbe meno il rischio che gli indagati possano alterare le prove. “Ora la Procura proseguirà le sue indagini”, ha aggiunto Marangoni, sottolineando che gli assistiti “sono tranquilli” e che “quello che dovevano dire l’hanno già detto negli interrogatori”.

La richiesta di scarcerazione

Anche l’avvocato Pietro Stimolo, che assiste Piscopo, ha lavorato sullo stesso nodo, affidandolo a una memoria integrativa depositata al collegio. “Sosteniamo che non ci sia stato peculato e nell’integrazione della memoria abbiamo sottolineato questo elemento perché risulta fondamentale per affievolire la misura cautelare“, ha dichiarato. Per la difesa, dunque, l’assenza di un’effettiva appropriazione dei 1.450 euro inciderebbe direttamente sulla gravità del quadro cautelare e sulla necessità di mantenere Piscopo in carcere.

Gli altri agenti già ai domiciliari

Il quadro delle misure cautelari si è già alleggerito. Il 21 agosto il Riesame ha concesso gli arresti domiciliari a Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese, mentre la commissaria Ilenja Sabato aveva ottenuto i domiciliari fin dall’inizio, dopo l’interrogatorio di garanzia. Dileo e Piscopo restano quindi gli unici dei cinque agenti arrestati il 6 agosto ancora detenuti in carcere. La decisione del Tribunale del Riesame è attesa tra il pomeriggio di oggi e la mattinata di domani.

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