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Minacciata per la pelle bianca. L’assurda storia di Portland

Nella fortezza del politicamente corretto, contestare un’auto parcheggiata male può farvi finire licenziati e odiati da mezza America. Questo naturalmente se avete la pelle del colore sbagliato, cioé bianco. Siamo a Portland, una delle città più progressiste d’America. Forse la più progressista d’America. Portland, per intenderci, è la città dove poche settimane fa i militanti di Antifa (gruppo antifascista e/o fanatici dell’ultra sinistra? Fate voi) hanno bloccato per ore alcune vie delle città senza che le autorità battessero ciglio. In questo video si vedono i malcapitati automobilisti insultati in quanto bianchi (“You’re a fucking whity, aren’t you?”) dai militanti di antifa (bianchi anche loro…).

Questa progressivissima città ci regala ora un’altra perla. Una donna nota un’auto che, malamente parcheggiata, blocca le strisce pedonali. Decide quindi di chiamare gli ausiliari del traffico (Parking authority). È il comportamento di una cittadina conscenzionsa oppure eccesso di zelo? Fate voi. Non è questo il punto.

Il punto è che, da un vicino negozio, spuntano fuori i proprietari dell’auto. E loro sono due POC (Persons of color) mentre la donna invece è una bianca. I due sono una coppia: si chiamano Rashaan Muhammad e Mattie Khan. Miss Khan caccia subito fuori un cellulare e riprende lo scambio di battute. Il video comincia con la donna che indica la macchina e dice: “Non potete bloccare il passaggio”. La risposta di miss Khan è pronta e fulminea: “Ecco un’altra persona bianca chiamare la polizia contro una persona nera”.

Un esempio sublime di quello che si chiama play the race card: una questione di parcheggio e senso civico, trasformata in un altro “allarmante” caso di razzismo. Una chiamata alle armi a cui i media non riescono a resistere.

Il primo ad andarci a nozze è il Portland Mercury con un titolo che già implica colpevole e vittima: “Donna chiama polizia per un parcheggio. Lei è bianca, lui e nero”

“Signora bianca chiama la polizia perché non gradisce come ha parcheggiato un nero” scrive un’altra testata. Newsweek almeno è dubitativo: “Donna bianca accusata di aver chiamato la polizia contro coppia di colore”.

In tutti questi casi, ad essere intervistati sono sempre e solo Khan e Muhammad che si atteggiano, naturalmente, a vittime del pregiudizio. Anzi, fanno la figura degli eroi perché hanno reagito e sono passati al contrattacco. “Non possiamo permettere che casi come questo si ripetano nella nostra comunità”, proclama Muhammad.

Notare come i media parlano di chiamata “alla polizia” per aizzare ancora di più gli animi, mentre poi si accerterà che la telefonata era indirizzata alla locale parking authority, l’equivalente dei nostri ausiliari del traffico.

In tutto ciò, la “signora bianca” (soprannominata Crosswalk Cathy) si ritrova con la sua faccia esposta in tutta la nazione, senza il minimo rispetto per la sua privacy e con l’accusa infamante di razzismo, il tutto per aver segnalato un’auto parcheggiata sulle strisce.

Ma la gogna mediatica e sociale è solo agli inizi. Uno dei tanti attivisti del politically correct condivide il video su Twitter ed incita i propri follower: “Fate il vostro dovere e scovate questa donna”.

Interviene un’altra attivista dei diritti delle minoranze, Sha Ongelungel, che mette online i dati del luogo di lavoro della donna e si attiva per chiederne il licenziamento. Il caso della Ongelungel è particolarmente imbarazzante considerando questa intervista apparsa, poche settimane prima, sul Guardian. Nell’articolo la Ongelungel viene glorificata come un’eroina che si batte contro l’odio online. Proprio così… l’odio online. Poi però è la prima ad aizzare la folla di internet contro una sconosciuta, senza neanche curarsi di verificare i fatti (l’imbarazzo ovviamente è solo nostro. Non ci risulta che il Guardian abbia sconfessato l’articolo).

Poi voci più ragionevoli riflettono sul fatto che la “signora bianca” non poteva conoscere la provenienza etnica dei proprietari dell’auto quando ha fatto la telefonata. E quindi l’accusa di razzismo proprio non regge.  Chi poi si prendesse la briga di vedere il video senza paraocchi etno-ideologici, si renderebbe conto del tono aggressivo della coppia. Lui le grida contro: “Buffona, vattene a casa tua. Tornatene al tuo quartiere” (immaginate la reazione se la stessa, identica frase fosse stata pronunciata da un sostenitore di Trump a una persona di colore).

Lei risponde: “Io sono di qui”. E lui. “Non sei di qui. Basta cazzate. Sei un’idiota”. Ma è troppo tardi. La donna ha dovuto cancellare ogni sua presenza online, non ha perso il lavoro ma il suo nome è stato cancellato dal sito del datore di lavoro. Alcuni familiari, con lo stesso cognome, sono stati costretti a fare la stesso. È diventata, almeno temporaneamente, un paria sociale, marchiata dall’infamante (quanto ingiustificata) accusa di razzismo. Una moderna lettera scarlatta. Perché nella nuova militanza dell’antirazzismo, una cosa conta più di tutto: il colore delle pelle. È il compasso ultimo del bene e del male che definisce chi siete e perché lo fate.

Morale della storia: la prossima volta fatevi i fatti vostri o, almeno, accertatevi dell’etnicità dei proprietari dell’auto prima di sporgere denuncia.

Stefano Varanelli, 25 novembre 2018

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29 Commenti

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  1. Dai cognomi i due cafonacci colorati sono probabilmente anche di religione musulmana, quindi l’inavveduta signora può essersi macchiata pure del crimine di islamofobia! penso comunque che in Italia non siamo lontani da situazioni kafkiane di questo tipo anzi, dai ragionamenti di certi personaggi e vedendo Il contesto parallelo e “protetto” con cui viene trattata qualsiasi malefatta compiuta da immigrati ed il rifiuto di ammettere anche gli aspetti palesemente negativi dell’ irruenta e incontrollata tempesta migratoria degli ultimi anni, direi che ci siamo già dentro.

  2. Portland, della nuova sinistra americana..non è l’unica, c’è anche Berkeley, la città della California che è passata dal movimento per la libertà d’espressione a città anti-libertà d’espressione, ossia sono città comunistoidi, diventate quei capisaldi dell’antipolitica di quegli studenti che si erano posti lo scopo di distruggere l’occidente così come lo conosciamo.
    Come ha scritto Francesco Rossi, che continuo e condivido, Portland e Berkeley sono per antonomasia le città americane nemiche dell’America che vivono dentro questa costrizione mentale fondata sui metodi del Comintern, cioè l’internazionale comunista: è notorio che il Comintern non esiste più, o almeno si spera, ma purtroppo i suoi insegnamenti ancora permeano il modo di operare dei partiti della sinistra.
    Quindi Portland e Berkeley non sono soltanto città santuario per gli immigrati clandestini, sono città santuario per la violenza comunistoide. Sono zone di resistenza dove la Costituzione americana non opera.
    Dunque, perchè meravigliarci se i ne_ri si comportano in modo violento?

    • È sparito l’inizio.. dicevo:
      Portland, “la città più progressista + politicamente corretta + violenta” della nuova sinistra americana….

  3. è ora di finirla con questi SUBUMANI è la Storia che dice che noi bianchi siamo superiori a chiunque sia apparso su questo pianeta ! Guardiamo ciò che costruito la nostra società nei secoli e poi Leonardo,Giotto,Van Gogh,Von Braun;Einstein,Caravaggio, Ferrari,Porsche,Von Karajan,Barnard,Monet,Galileo,C:Colombo,G:Cesare e potrei continuare per ore e giorni,settimane a scrivere tutti coloro sono ,BIANCHI, che hanno creato il mondo e la civiltà. Loro i subumani al massimo hanno dato L:Armstrong,grande artista e qualche altro e come politico Obama,di cui è inutile parlare,quel mentecatto di Mandela che ha portato la fame nel paese più pulito e ricco dell’Africa.Prima o poi ,speriamo prima,dovremo arrivare a una bella pulizia,tipo Sbrenica su scala planetaria.

    • Ha perfettamente ragione, non c’è nulla da dire, basterebbe guardare in faccia alla realtà: da quanti decenni gli ingegneri, gli agronomi, operai, insegnanti bianchi si recano in Africa per insegnare agli indigeni le tecniche del vivere civile… È i risultati? Nel momento in cui si chiede loro di continuare da soli in ciò che avrebbero dovuto aver appreso, si ottiene quel risultato devastante come nel Sudafrica che lei ha accennato.
      Quindi???

    • Tu, Carlo, non sei superiore, sei inferiore, perché sei un nazista e i nazisti hanno perso la guerra e non ritorneranno mai più.

  4. Mistificatori, arroganti, falsi, bugiardi, aveva ragione Oriana Fallaci e continua ad aver ragione Magdi Cristiano Allam!

  5. Finirà come in Sudafrica dove i bianchi vengono espropriati delle fattorie, se gli va bene, altrimenti razzie con sterminio di tutti i suoi componenti. Occorrerebbe fare un’indagine e pubblicare su quanto sta succedendo in Sudafrica. Nessuno ne parla perché non è politicamente corretto?

  6. L’equilibrio non appartiene al genere umano. Quando si sposa un pensiero, teoria, religione o ideale lo si fa in modo tale da non lasciare spazio a dubbi e contestazioni da parte di altri. Diventando così fanatici ed estremisti. Antifascisti, vegani, religiosi di ogni genere tutti pronti alla guerra per imporre il proprio stile di vita in barba alla libertà di pensiero.

  7. Sig.Varanelli:
    grazie per la sua ( MORALE DELLA STORIA )

    Si ricordi che PORTLAND e’ in USA, e’ non in Italia. in USA la maggioranza dei cittadini, ci tengono a far rispettare la legge (CIVIC DUTY ) quell che manca Italia.

    saluti dalla California

  8. purtroppo sono nato in Italia da genitori bianchi, non è dipeso da me ma da Madre Natura, nella mia vita ho avuto tanti amici di molti paesi africani , paesi arabi nord e sud america mia moglie è sud americana discendenza indio, per cui non vedo il problema nel colore della pelle o/e della lingua, ma nel cervello di questa gente, dove se manca il rispetto reciproco ,, accadranno sempre fatti simili se non peggiori.

  9. L’accusa di razzista é cosí gratuita come quella di antifascista´ambe sono comunemente usate da minorati mentali o da persone che odiano se stesse.

  10. i democratici non capiscono che le parole sono proiettili. Da Obama alla Clinton, hanno usato parole di odio verso Trump e i suoi deplorabili elettori (per dirla alla Clinton) alimentanto un clima di odio razziale verso i bianchi.

  11. Basta vedere cosa è successo in Rodesia (si Rodesia io l’altro nome non lo uso) i bianchi li stanno facendo scappare tutti, da granaio d’africa a stato di morti di fame appena i diversamente bianchi hanno cominciato a comandare. A breve toccherà al Sudafrica. Questi si sono i veri razzisti. Sarà meglio che ci svegliamo prima di essere cacciati a calci in c.. da casa nostra.

  12. Ho letto notizie analoghe di razzismo anti-bianco provenienti da Francia e Gran Bretagna. Accadrá anche in Italia se l’immigrazione extraeuropea non verrá arrestata ed invertita e se non verrá neutralizzata ed emarginata l’ideologia antirazzista (di cui sono portatori bianchissimi dementi).

  13. Lui si chiama Muhammad e lei Khan , quindi la coppia è mediorientale e pure musulmana. Hanno imparato subito la lezione che quando si è in colpa bisogna sempre gridare contro gli sporchi rassisti e fassisti bianchi . Possono fare tutto questo impuniti grazie ai liberals democratici bianchi…..

  14. i veri americani, sono gli indiani. coloro che hanno decimato gli indiani, li hanno fatti invadere da tutti i galeotti che stavano nelle loro carceri. i trafficanti di schiavi poi hanno portato i bei negretti.
    “””QUESTO È IL RINGRAZIAMENTO DI AVER DATO LORO LA LIBERTA”””!!!

    • Meglio che tu vada ad espletare i tuoi bisogni altrove. Da americano (nato e residente negli USA) rilevo una tale quantitá di pregiudizi miserabili da renderti illeggibile.
      Intanto gli ‘indiani d’America’ erano immigrati anche loro; dall’Asia (dimostrato e facilmente rilevabile). Successivamente, é facile notare come i trafficanti di schiavi – in Africa – fossero altrettanto neri quanto bianchi. Si vendevano tra di loro. Aggiungo quindi in ultimo che sei un essere schiføso.

  15. Conosco bene Portland.
    Una delle nostre aziende ha sede proprio lì, ci lavoro ormai dal 2007.

    Abbiamo sentito qualche cosa di questa vicenda, ma al di fuori degli ambienti DEM e progressisti della sinistra democratica, nessuno ne parla.

    Che poi i neri in America, sull’onda del razzismo nero contro i bianchi praticato dalla Michelle Obama, si lascino andare a manifestazioni di odio come questo, è verissimo, ma i neri seri, cioè quelli che non si lasciano contagiare dalla politica del black politically correctness, ne sono indifferenti

    Ma come in tutte le cose, non sono le cose normali che fanno notizia, non è un cane che morde un uomo che ha l’onore di un trafiletto sul giornale di provincia, ma fa notizia, sul suddetto giornaletto, che un uomo morda un cane.

    Ecco, i sigg. Khan e Muhammad si divertono a mordere i cani, come dire un pezzo di m……, che chiama str………. un suo simile

  16. Gli U.S.A. sono oramai diventati un pozzo di sentina del “politicamente corretto” ( inventato da loro stessi ) che dalla degenerazione del linguaggio conduce dritto alla degenerazione della Civiltà.

  17. No, la prossima volta abitando anche vicino alla cittadella alle porte di una citta di romagna non andro’ solo alla marcia del 28 di ottobre, ma anche quelle della nascita e della morte. Gia’ quest’anno moltissimi miei amici hanno promesso che vorranno ad ogni costo esserci il prossimo anno… cioe’ ogni anno la gente raddoppiera’… e penso che per i varo moha…d… la vita fra qualche annetto diventera’ un po piu’ ….complicata. Questo per evitare una Portland italiana fra qualche anno.

    • Questo è il commento più ottuso che abbia mai Letto, credi che ci sia differenza tra bianco, nero, giallo o rosso? Il discorso reale, caro “Roberto Verri” è la distinzione tra imbecilli non pensati e persone ragionevoli, così come la coppia ha denunciato di “razzismo “ la ragazza senza un criterio “intelligente” tu scrivi assurdità senza filtri. E da liberale (sempre che ne sappia il significato) ti saluto per aver fatto sorridere con il tuo bellissimo commento non pensante.

  18. Se vuoi vedere gli estremismi vai ad Eureka Oregon; e vedrai gli estremismi in questa cittadina completamente fuori controllo.

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