Politica

Modello Albania: la Cassazione attacca, ma piace all’Europa

I nostri giudici fanno rilievi ma i centri rimpatri nei paesi terzi sono al centro del piano europeo per la gestione dei flussi migratori

meloni albania Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Iniziamo col dire che la verifica di costituzionalità di un provvedimento legislativo non è tra i compiti primari della Corte di Cassazione. Essa è, semmai, un’attività discrezionale della suddetta Corte che, in quanto giudice ordinario, ha facoltà secondo il nostro ordinamento di sollevare dubbi di legittimità costituzionale su di una legge, verifica che verrà poi effettuata dalla Corte Costituzionale.

Nel caso dell’accordo Italia-Albania per la gestione dei migranti, l’ufficio della Cassazione chiamato “del Massimario” ha sollevato il sospetto di anti-costituzionalità, oltre che di violazioni del diritto alla salute, alla difesa e al diritto di asilo. I principi di diritto europeo in particolare vengono evocati come a rischio in questo accordo, nello specifico quando si parla del trattenimento dei migranti, operazione che nel diritto comunitario viene considerata come una extrema ratio e che invece nel protocollo con Tirana pare essere l’unico strumento utile ad impedire che i migranti se ne vadano in giro per l’Europa prima che si sia capito chi effettivamente ha diritto di restare e chi no. Strano a dirsi, poiché è proprio in Europa che tale modello, per quanto possa dirsi discutibile, ha riscosso ampi consensi non solo tecnici ma anche valoriali.

Ursula Von der Leyen in persona ha presentato lo scorso marzo a Strasburgo un piano sui rimpatri concertato a livello europeo, seguendo proprio questo modello che i giudici italiani ritengono essere poco conforme al diritto europeo. Per cui, o a Strasburgo hanno in assai poca considerazione il diritto comunitario, oppure c’è qualcosa di storto nel giudizio, ripetiamo non vincolante, della Suprema Corte italica. I centri di rimpatrio in paesi terzi sono uno dei capisaldi di questo piano europeo per la gestione dei flussi migratori. Quasi un plagio per certi versi, o forse un attestato di praticità, quantomeno sul piano formale.

Se il diritto comunitario è, come sappiamo, vincolante e sovraordinato rispetto a quello nazionale, dovrebbe esserlo anche la sua interpretazione, altrimenti una simile contraddizione è difficilmente comprensibile. Però tutto è possibile quando il diritto non è sorretto da vere leggi nel senso forte del termine (non esistono leggi europee ma solo “regolamenti” e “direttive”), non esiste una costituzione rigida ed il parlamento, supremo organo legislativo in tutte le democrazie del mondo, non ha quasi nessun potere legislativo appunto. Tutto è sfumato, e quindi tutti possono interpretare le cose secondo i criteri più vari. Anche quelli che potrebbero opporsi all’interesse nazionale.

Francesco Teodori, 30 giugno 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis)

Lo sapevi che...

Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra