Quindi, secondo la procura di Modena, non c’entra il terrorismo ma non ha agito indotto da turbe: allora per cosa? Il Malinconico maranza non era instabile come insiste il suo prestigioso avvocato, non era confuso: voleva fuggire in Marocco, la sua strage prevedeva una exit strategy, altro che “ero convinto di morire”. Insomma italiano ma non troppo, giusto fin che conviene: chi lo spiega, adesso, alla nuova sinistra dei Tajani, Piantedosi, del vescovo di Modena che dice “ce ne faremo carico”, cioè lo manterremo, lo faremo benestante, gli renderemo più tollerabile vivere in questo Paese di bastardi cristiani, e per quale ragione, per quale spirito evangelico o di giustizia? Solo perché ha fatto una strage formalmente motivata col capriccio? Perché, essendo “laico”, vedi caso diventa l’eroe del clericalismo filohamas, del Pd, della sinistra propal, dei centri sociali, della flotilla? Che il compagno Salim, economista sensibile, non fosse lo squilibrato da integrare che tutti dicevano, si può cogliere da plurimi riscontri che dovrebbero interessare un ministro di polizia, se non fosse così impegnato a pronunciare premuature assoluzioni che non gli competono.
Quanto a dire di una curiosa connection modenese: la famiglia indigente di un disadattato senza lavoro trova, subito, uno degli avvocati più influenti di Modena e d’Italia, attivista propal, difensore di soggetti nella militanza estrema, tutore riconosciuto della Francesca Albanese prossima depurata di Avs o 5 Stelle, in pubblici rapporti con la collega Stefania Ascari, come lui penalista modenese, deputata 5 stelle ostentatamente solidale al presunto capo di Hamas in Italia, Hannoun, che nelle intercettazioni ne magnifica le doti e la chiama per nome.
In un simile contesto entra o stava già un attentatore che odia i cristiani e dispone di una dotazione tecnica sospetta, tipica di soggetti attivi nel terrorismo: la procura, immediatamente fa un passo indietro e mostra o finge di credere alla strampalata dinamica della strage involontaria, strage per caso, per allegria, per malinconia, mentre il Pd egemone a Modena pare indicare la linea innocentista della responsabilità collettiva, politica, annunciando il reclutamento pubblico di un esercito di nuovi psicologi. Per farne che? Ma sostenere che la colpa della strage è della mancanza di servizi sociali, nella regione dei servizi sociali per eccellenza, è surreale. Che questo maranza stia letteralmente prendendo tutti per il culo, è probabile; l’interrogativo che inevitabilmente ne consegue è perché tutti accettano di farsi prendere per il culo. Le questioni a corollario sono cosa si nasconde, cosa si va costruendo davvero?
La verità è che se c’era un profilo perfetto da affiliare: rabbioso, inetto, apparentemente instabile, inserito, tecnologico, questo si chiama Salim El Koudri. Ma che lo diciamo a fare a quelli della nuova sinistra trasversale che il pazzo non è pazzo o se è pazzo è un pazzo lucido, preciso, che sa come muoversi, pochissimo bergamasco, abbastanza modenese essendovi cresciuto, molto marocchino al punto da conservare la lingua madre e una prospettiva di rifugio? Non proprio il comportamento di uno senza niente da nascondere. Fausto Biloslavo a Quarta Repubblica spiega la strategia del 1000 tagli ed è chiaro, è percettibile che c’è qualcosa, più di qualcosa sotto, qualcosa che stride, che offende la stessa ragione; ma è altrettanto chiaro che tutto si rimuove, che appena uno si azzarda a ipotizzare scenari inquietanti, scenari terroristici, tutti vanno in furia e prima degli altri questa strana destra pompiera, distratta, in sospetta sintonia con la sinistra delle censure dei fatti e della logica.
Quanto può essere casuale la scelta di un avvocato così titolato per un balordo qualsiasi che scriveva “vi brucio cristiani di merda vi brucio voi e il vostro Cristo in croce”? Davvero non ci si trova niente di ambiguo, davvero ci basta cavarcela osservando che “poi ha chiesto scusa”, come fanno, sintomaticamente, a una voce Piantedosi e Lilli Gruber? Ricapitolando: è italiano perché è marocchino. È innocente perché è colpevole. È stragista ma non terrorista. Non è imputabile perché è un pazzo che non è pazzo, anzi è (breve) laureato. È attentatore perché bergamasco ma siccome la famiglia è magrebina chiudiamo un occhio e poi anche l’altro. I cortocircuiti della sinistra (in senso lato, anzi dilatato) opportunista si esaltano nel caso questo 31enne poeta della jihad malinconica e bullizzata: che sia un terrorista islamico è un sospetto bruciante, subito si muove l’antiterrorismo, la procura di Modena, città egemonizzata dal Pd, apre un fascicolo per terrorismo ma lo chiude dopo 24 ore con estrema sicurezza e una formula sconcertante, abbiamo scherzato: nel sollievo generale. Va bene tutto, anche la narrazione cialtrona, anche la informazione complice, anche lobotomia indotta, perfino l’atteggiamento di un potere che, si parli di stragi o di vaccini, arriva a diffidare, se non minacciare apertis verbis, chi si permette di dubitare, di avere paura. Di ragionare. Sì, va bene tutto, ma una cosa ce la lascerete chiedere: cosa cova, cosa cazzo si nasconde in questa sporca faccenda che molti, troppi, non solo a Modena, vogliono istericamente coprire?
Max Del Papa, 20 maggio 2026
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