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Mps, le mosse del governo per circuire Unicredit - Seconda parte

Unicredit ha bloccato le operazioni ma la partita per Monte dei Paschi di Siena non è ancora chiusa

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Nel frattempo nella piccola city milanese non è passata inosservata una piccola norma della Finanziaria approvata ieri dal governo. Si tratta di questione molto tecnica, ma molto importante per agevolare le fusioni bancarie e si chiama Dta. Cerchiamo di semplificare. Grazie a questa previsione fiscale se Unicredit avesse comprato il Monte (certo in una forma particolare, non il semplice ramo di azienda) si sarebbe potuta portare a patrimonio 2,2 miliardi di euro. Le perdite del Monte, grazie a questa norma, potevano diventare crediti fiscali immediatamente esigibili, e dunque mezzi propri per la banca. Un bel regalo, non c’è che dire. Fatto ad hoc per incentivare le fusioni. Per ora questo favoloso pacchetto fiscale sono riusciti ad usarlo solo quei volponi del Crédit Agricole nell’acquisizione del Valtellinese. Ottima mossa per loro. La norma sarebbe dovuta servire come cadeau fiscale per l’acquirente del Monte.

Dicevamo che Franco e Draghi hanno cambiato le carte in tavola. D’altronde era nelle cose. Infatti questo credito scadeva alla fine del 2021, e con la Finanziaria lo hanno sì rinnovato, ma con un tetto di 500 milioni: insomma quasi un quinto di quanto originariamente previsto. Si potrebbe obiettare che la cosa non riguardi più Orcel, che non ha avuto intenzione di comprarsi il Monte neanche con il bonus fiscale. Sì certo. Unendo però i pezzi del puzzle, ne esce un quadro un po’ più complesso. Unicredit è di medie dimensioni e dunque per sopravvivere deve comprare qualcosa. Ma non pensi di papparsi a sconto le due stupende prede (la Bpm di Giuseppe Castagna e la Bper del duo Pietro Montani-Carlo Cimbri) che sono rimaste in circolazione e che, essendo dotate di un ottimo management e di buoni conti, fanno gola. Insomma, la partita di Mps è tutta ancora da giocare e Orcel sta giocando contro il banco.

Nicola Porro, Il Giornale 30 ottobre 2021

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Update 31 ottobre:

Nella Zuppa di Porro di ieri ho citato una frase del ministro dell’Economia Daniele Franco in cui sosteneva che Unicredit fosse una banca di dimensioni medie e dunque con l’urgenza di fare aggregazioni. Il ministro, in effetti, durante la conferenza stampa quella la frase l’ha pronunciata.

Ma si trattava di un lapsus come, poco dopo, hanno fatto trapelare i suoi uffici, e la banca media in corsa per le aggregazioni, più verosimilmente, è il Monte dei Paschi di Siena e non Unicredit. Mai fidarsi degli streaming. Ovviamente mi scuso con lettori e ministro.

Nicola Porro, ilGiornale, 31 ottobre 2021