Nativi e migranti digitali: la democrazia rappresentativa va difesa

Condividi questo articolo


Il digitale e il futuro della democrazia rappresentativa: un tema attualissimo oggetto di riflessione da parte di Milko Pennisi

Le parole di Casaleggio J. sulla possibile inutilità in futuro del Parlamento hanno un senso e indicano una strada che in un certo senso è già stata precostituita da Casaleggio senior e dalla piattaforma Rousseau.

Proprio perché hanno un senso sono pericolose, ne avvertiamo la pericolosità, non vogliamo e non dobbiamo sottovalutarle, ma farne una riflessione legata anche ai mutamenti antropologici e culturali che avvengono oramai su una scala temporale velocissima.

Dal 1993 sono passati solo 25 anni! Questo è l’inizio dalla quale si può datare la nascita del Web User Friendly, al Web 2.0, alla generazione App, tutto questo ci ha portato oramai a vivere in una società a dominazione digitale, permeando tutta la nostra vita.

Da una data che possiamo convenzionalmente stabilire per l’Italia nel 1996 tutti i nati dopo questa data sono ricompresi nella sintetica fortunata definizione di Mark Prensnky come “Nativi Digitali”, definizione che diede nell’articolo scritto nel 2001 “Digital Natives, Digital Immigrants” nel quale sosteneva che, dalla nascita di questa generazione in poi vi è stata e vi sarà una manifesta  discontinuità radicale di apprendimento e di accedere all’informazione e quindi un cambio, diciamo noi, di vedute e atteggiamenti culturali e anche politici, che potrebbe anche rappresentare una mutazione di tipo antropologico anche rispetto alle capacità cognitive.

Questo tipo di riflessione è scevra di giudizio, perché è innegabile che oramai sia i Nativi che i Migranti Digitali si trovano tutti in uno spazio digitale oramai permeante e avvolgente al quale non si può fare a meno di rinunciarvi.

Una mutazione antropologica, una “singolarità”, un evento determinato dalla rapida diffusione, dall’esponenziale crescita delle tecnologie digitali.

Per tornare al centro della nostra riflessione legata alle parole di Casaleggio J. si evidenzia che già da anni assistiamo ad uno svuotamento delle Assemblee partecipative, dei Consigli Comunali, Regionali, con un aumento del peso delle funzioni tecniche ed esecutive, ad uno svuotamento complessivo del “Potere Legislativo” con invece l’evidente aumentare della Democrazia via social, via Web (uno vale uno e siamo tutti uguali) che fa pandant con la società Fluida descritta da Zygmunt Bauman in Modernità liquida.

In questo percorso “evolutivo” di Democrazia fluida, leggera – e qui il nostro giudizio non è positivo –  si collocano le dichiarazioni di Casaleggio J. che provoca e prova ad alzare l’asticella in questo periodo di crisi culturale, di riflessioni e, dal suo punto di vista, di grande potere politico!

Cosa risponde la Società, è abbastanza ammorbata? Che discussione nasce? Qual è il feedback?

Ecco che allora occorre da parte nostra Digital Immigrants ricordare alcune regole dello Stato di Diritto, ritornare alla riflessione “densa”, alla discussione reale e non solo all’influencer con le faccine o con le fake news.

Abbiamo delle responsabilità importanti come quella di difendere la Democrazia rappresentativa se non vogliamo farci tutti guidare da un burattinaio che sta dietro a degli algoritmi, a delle piattaforme controllate da un qualcuno che opera nel backstage nella stanza dei bottoni e che magari da l’illusione attraverso una tastiera che ci sia una democrazia vera, ma dove in realtà non c’è più un luogo di discussione reale.

Con la consapevolezza che comunque non possiamo più fare a meno di questo mondo digitale e le sue capacità di espansione dobbiamo innanzitutto avere la convinzione che insegnare e lasciare in eredità la capacità di un utilizzo “critico” delle tecnologie significa anche difendere la Democrazia rappresentativa e la voglia di riflettere e di discutere de visu e non solo virtualmente.

Milko Pennisi
Dottore in Laurea Magistrale in Antropologia e Scienze Etnografiche con Tesi sui Nativi Digitali

 

 


Condividi questo articolo


8 Commenti

Scrivi un commento
  1. Ahinoi, Casaleggio Jr. ha capito una cosa tragica, che la parola “democrazia” è oramai diventata la scatola di uno strumento, quello elettorale, e basta: se democrazia “vuol dire solo votare” è seducente l’idea di votare senza intermediari, senza muoversi da casa una domenica di caldo o di pioggia, ma usando il proprio smartphone.
    Che democrazia non sia solo tracciare delle croci con una matita, ma costruire un sistema in cui la sintesi di posizioni confliggenti non è un’operazione di semplice conteggio ma di ponderazione e compromesso per conquistare un consenso più ampio e conciliare più esigenze, appare oramai svanito.
    La democrazia rappresentativa non è (solo) qualcuno che “ci sostituisce” è soprattutto qualcuno che “tratta per noi” non un intermediario ma un nostro incaricato… tutto questo apparentemente s’è perso e ricostruire la sostanza di questa parola è un’operazione difficile, sciaguratamente non solo per parlare con i nativi digitali, ma con le generazioni che li hanno preceduti, che hanno visto questa parola appassire e non hanno fatto nulla per impedirlo.

  2. Condivido le tesi esplicate nella articolo . Sintetizzando il mio pensiero provo una certa paura al pensiero di un Parlamento eletto via Web . Pur comprendendo le mutazioni antropologiche create dal digitale , io avrei paura di una elezione avvenuta su una piattaforma .. chi Potrebbe manipolare il tutto ?

  3. Condivido il senso dell’articolo. Quello che a mio avviso manca per riavvicinare i sostenitori di Casaleggio J alla democrazia rappresentativa è un po’ di autocritica da parte di coloro che fanno parte di tale sistema. La mancanza di fiducia da parte di molti cittadini e la perdita di autorevolezza della politica e degli organi di informazione non sono frutto solo degli esperti di comunicazione che permeano il web, bensì anche l’effetto di una politica inefficace ed inefficiente e di alcuni sedicenti giornalisti che non hanno idea di cosa sia la deontologia professionale.

  4. Cambiano strumenti tecnologici usi costumi…bipede idiota no cambia mai… immutabile ed ottuso idiozia circonfuso. https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *