Cronaca

“No ai prodotti israeliani”. E il socio Coop gli dà una lezione

Il boicottaggio di Israele dagli scaffali della Coop Alleanza 3.0 provoca la reazione indignata di un socio. La lettera al direttivo

coop Israele Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Pubblichiamo di seguito la lettera che un socio ha inviato al direttivo della Coop Alleanza 3.0 dopo la decisione del gruppo di eliminare dagli scaffali tutti i prodotti di provenienza israeliana. Nei giorni scorsi Coop nazionale ha sottolineato in un comunicato come “Non spetta alle imprese boicottare Israele” dopo la decisione presa in autonomia da diverse Coop locali di boicottare i prodotti di Israele.

Gentili colleghi soci,

leggo con sgomento la notizia secondo la quale Coop Alleanza 3.0, di cui sono socio da decenni, ha deciso di togliere dagli scaffali alcuni articoli di provenienza israeliana. Coop 3.0 si è sempre contraddistinta per compiere scelte in positivo, selezionando prodotti e filiere “al rialzo”, puntando a fornire ai propri clienti la possibilità di effettuare le scelte migliori.

Nel caso di Israele e Gaza, Coop 3.0 ha invece compiuto una scelta di esclusione; ha scelto di escludere (sostanzialmente) un popolo dai propri fornitori in base a presupposti nominalmente “etici” ma in realtà chiaramente legati a convinzioni di natura politico-partitica. Non ricordo simili iniziative ad esempio contro la Cina in relazione alla repressione del popolo Uiguri o del popolo tibetano, o contro la Turchia per le proprie condotte contro la minoranza curda, o contro il Vietnam per la repressione di alcune minoranze cattoliche, o altro ancora.

Fatto salvo il principio della libera scelta di acquisto in capo al singolo cliente, il quale può agire politicamente attraverso la composizione del proprio carrello (e può quindi anche boicottare chi ritenga opportuno), la decisione di Coop 3.0 va oltre il livello del singolo e di fatto assume il diritto di decidere al suo posto, quasi che il singolo debba essere protetto dalla propria ingenuità o ignoranza, secondo un meccanismo di orwelliana memoria.

Inoltre mi chiedo se le modalità di decisione interne a Coop 3.0, formalmente “democratiche”, abbiano forse compreso una approfondita analisi di dati e notizie, per esempio invitando anche una rappresentanza “pro-Israele” (oltre a quella “pro-Pal”) di pari numero e preparazione?

Di fronte a queste criticità, sento il dovere di socio di condividere la mia netta contrarietà alle scelte prese da Coop Alleanza 3.0, agendo attraverso questa mia lettera (che mi auguro sia modesto frutto di riflessione) ed attraverso la mia scelta di non servirmi più nei punti vendita di Coop 3.0 fino a quando le posizioni rispetto ai prodotti (o al popolo?) di Israele non saranno mutate.

Cordialmente

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