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Detrattori ad ogni costo

No, Meloni non è “in ritardo” sul governo. La figuraccia di Giannini

L’assurdo paragone del direttore tra Draghi e il centrodestra. Ma FdI non può ancora presentare i ministri

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Sui social c’è già chi lo sbertuccia ben bene. Massimo Giannini, direttore de La Stampa, è lì a Otto e Mezzo che discetta del nascituro governo Meloni e ne spara una da penna blu. Errore grave. Nello spiegare cosa non gli piace di un esecutivo che ancora non c’è, il direttorissimo fa un assurdo paragone tra la formazione del Draghi I e i lavori che stanno portando al Meloni I. State a sentire: “La leader di Fdi ha detto che sarà il governo più politico di sempre. Bene. Draghi ha fatto il suo governo in dieci giorni (…), se il ritorno della politica è questa roba qua… che da quando hanno vinto non riescono a trovare la quadra”.

Piccolo problema. Non è che Meloni, Salvini e Berlusconi sono “in ritardo” nella formazione del governo. Tutt’altro. Ad oggi infatti non si sono ancora riunite le Camere né sono stati eletti i presidenti dei due rami del Parlamento. Non è che FdI non vuole mostrare la lista dei ministri perché non sa chi piazzarci: semplicemente non può. I regolamenti costituzionali (i commentatori nostrani se li rileggano) dicono chiaramente che prima di tutto deputati e senatori eleggono i presidenti di Camera e Senato, poi Mattarella avvia le consultazioni con i partiti, solo dopo affida l’incarico a Giorgia Meloni, che a sua volta fa le consultazioni e alla fine presenta i ministri. Chiaro?

Dice infatti Fabio Rampelli: “I detrattori a ogni costo di Giorgia Meloni dovrebbero ricordare che questa è una democrazia parlamentare”. Quindi ci sono tempi e riti fondamentali. “Il paragone fra la formazione del governo Draghi e il lavoro politico per la definizione del perimetro del governo Meloni è fuori ogni logica. Basta aprire un qualsiasi manuale di diritto pubblico o leggere l’articolo 94 della Costituzione: ‘Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere’. Capre! Prima di parlare studiate i fondamentali”.

Franco Lodige, 12 ottobre 2022