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Non solo Toti e Brugnaro: ecco quanti eletti cambiano casacca

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I parlamentari si muovono più rapidamente dei voti degli elettori. E non sempre vanno nello stesso verso. Quasi mai nel verso giusto. L’opportunismo è un tratto che non li accomuna. Lo spettacolo che offrono i primi (i parlamentari) diventa spesso un deterrente per le scelte degli altri (gli elettori). Quello che sta accadendo nei gruppi parlamentari di Forza Italia non è un bello spettacolo, né per chi ha considerato Silvio Berlusconi un nobile impedimento all’evoluzione politica del centrodestra, né per chi ne è stato beneficato per anni.

Non si tratta solo di umano rispetto per chi, piaccia o non piaccia, ha segnato la storia politica (ed economica) del Paese negli ultimi trent’anni almeno. Si tratta anche di equilibrio politico. Il sospetto è che avesse ragione lui, Silvio Berlusconi, nell’aver considerato quasi tutti i suoi accoliti delle semplici controfigure, sostituibili, non necessarie al successo di Forza Italia. Un approccio che gli ha creato – accanto al carisma ineguagliabile – molta antipatia. L’idea di essere l’uomo solo al comando può infastidire, ma avrebbe avuto bisogno di smentite (e di alternative) più che di risentimenti.

C’è anche un deficit di creatività, se Toti e Brugnaro hanno dovuto concepire una parafrasi depotenziata di “Forza Italia”: “Coraggio Italia” è un claim un po’ da sconfitti potenziali, da irriducibili che hanno perso entusiasmo. Un approccio quasi risorgimentale, ottocentesco. Se fossimo a Milano verrebbe in mente Amatore Scesa: “Tiremm Innanz!”. Come dire: andiamo avanti, non fermiamoci (alla sconfitta, per lui era una possibile sosta a casa – per rivelare qualche nome di rivoluzionario come lui – nel cammino verso il patibolo). Andare avanti, con coraggio, è un buon proposito, non c’è che dire. Orgoglioso e patriottico. Ma nulla a che vedere con l’incontenibile urlo da stadio, che in qualche modo preconizzava l’”engagement” da social. Chi più “ingaggiato” e “coinvolto” di un tifoso di calcio?

È vero che a cambiar casacca sono ormai anche le star del pallone, invocando merito e professionismo. Ma è certo che a forza di cambiare maglia, è inevitabile che i colori sbiadiscano. Non solo nel calcio. Anche in politica.

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paolo sanzio pois
paolo sanzio pois
5 Giugno 2021 12:31

Il problema di Berlusconi è che si lui è in gamba ma troppo preso di se non ha selezionato una classe dirigente all’altezza, che potesse sostituirlo quando necessario ed ora che l’età avanza e la lucidità scema il risultati sono questi

Cricri
Cricri
4 Giugno 2021 17:26

Certo che Toti a riprendere la BADANTE di B che voleva sostenere Conte con CIAMPOLILLO NON fanno una bella figura (oltre a Lei stessa che ha fatto una figura DISGUSTOSA!)

Ermete
Ermete
4 Giugno 2021 11:26

La cosa più drammatica è che, invece di prendere atto dello stato delle cose e mettere qualche forma di controllo onde evitare tali scempi, arriva un autodichiaratosi movimento(!) che buttando tutto in caciara con una propaganda puerile e strumentale ed attirando, come sempre,insieme a qualche idealista, una massa di profittatori istituzionalizza il tutto come nemmeno la peggiore politica anni 60/70/80

Flavio Pantarotto
Flavio Pantarotto
3 Giugno 2021 18:49

Per il mio concetto di “Democrazia Parlamentare”, cambiare casacca equivale all’ ALTO TRADIMENTO. Ricordiamo che l’elettore non vota per una persona, ma per una LISTA BLOCCATA decisa nella segreteria del partito; vota quindi un SIMBOLO al quale sono collegati dei nomi, in un ordine che altri hanno stabilito.Il cambio di casacca falsa il risultato dell’elezione, tradendo il rapporto elettori-eletti. Colpa della Legge Elettorale, si dirà. ‘Sticazzi, rispondo io.
Onorevole, avrai le tue ragioni per non rispettare il voto ricevuto dal tuo SIMBOLO, non le discuto; hai il diritto di non sottostare a certi accordi; (continua)

Pico
Pico
3 Giugno 2021 18:25

Certo che quando la Fifa di perdere la propria posizione di potere fa 90, si è pronti a tutti. Credo che questo continuo trasmigrare dimostri che questo Paese non ha futuro e tanto meno una classe dirigente. Sembra tutto ridotto a una gelatina che si attacca ovunque pur di salvarsi dalla catastrofe, ma temo che arriverà per tutti questi guitti squallidi e miserevoli, senza differenza di orientamento (ma lo avranno poi un orientamento politico?). Ci aspettano tempi duri che la pandemia a confronto non sarà che un incidente di percorso (ovvio che mi aspetto gli improperi più atroci da questa mia conclusione).