Ogni giorno noi italiani subiamo la dittatura culturale di sinistra

Condividi questo articolo


Un giovane commensale ci scrive e ci dice quanto sia difficile essere di destra alla sua età in questo Paese, ma è nulla rispetto a quanto sia difficile essere un attore e non essere di sinistra. Ci scrive un altro giovane commensale e vale la pena leggere cosa ci dice del suo mondo, nel quale chi non la pensa come loro è meglio che taccia.

Seguo sempre la tua rassegna stampa tutti i giorni su Facebook e leggo i tuoi articoli tramite il tuo sito. Io lavoro come attore per cinema e televisione, ho 28 anni. Non ti scrivo per dirti chi sono ecc, ti volevo semplicemente ringraziare per il lavoro che svolgi, lo fai in modo sincero e pulito. Stiamo vivendo un momento politico italiano che, a parere mio, è folle. E quello che è ancora più folle è tutto lo schifo che ci sta dietro… Ti rendi conto che io, nel mio ambiente, non ho la libertà di esprimermi in tutta sincerità? Lo sai che se uno dice qualcosa contro il Pd, o contro gli ideali “di sinistra”, viene distrutto? Ti rendi conto anche tu del disagio che stiamo vivendo negli ambienti artistici?

La verità è che lo sai ben meglio di me. Per questo ti stimo: perché lotti e sei fortunato che lo puoi fare. È una cosa ignobile nel 2019 parlare di fascismo quando il fascismo non c’è. Quello che c’è e ci sarà sempre è la gente deficiente. Ed è ancora più penoso continuare a negare la dittatura mediatica di sinistra che ci governa da decenni. E dire che io sono giovane e quello che sento lo percepisco da soli 7 anni… ma credo che questa ipocrisia esista da tanto tempo. Io penso che concetti come “fascismo” e “comunismo” vadano messi alla pari e tolti dalla bocca delle persone sbagliate. Non facciamo altro che parlare di fascismo: sì, certo, perché ci ha fatto tanto male. Ma perché inneggiare al “comunismo”? Qual è il senso?

Io credo che i miei coetanei del comunismo non sappiano niente, anzi, sono fortunati perché ne hanno sentito solo parlare… chiediamolo ai russi, sentiamo da loro cosa ne pensano dell’unione sovietica. Bah, davvero, cosa da matti… La gente comune non lo sa quanto è difficile ogni giorno accettare in silenzio una dittatura di sinistra che strumentalizza il concetto di “Arte”. L’arte non deve essere politica, o per lo meno, se proprio vuole esserlo deve dare spazio sia ai concetti di Sinistra e sia a quelli di Destra. Alla pari: 50 e 50.

Purtroppo non è così… se sei un attore devi essere di sinistra, perché se no pensano che tua sia pazzo, un fascista, un Salviniano, uno contro Pasolini. Questa cosa mi fa incazzare a livelli stratosferici. Ma questa cazzo di libertà di pensiero dov’è finita? Questa meravigliosa libertà, che è solo concessa a gente di sinistra, perché non da spazio anche agli altri? Sei bloccato, immobile davanti a un sistema così grande che ormai ha deviato le menti di tanti e per questo tu sei impotente. E non potrai mai competere con la sinistra, perché non te lo permetterà mai.


Condividi questo articolo


14 Commenti

Scrivi un commento
  1. Gli occhi delle persone parlano molto più di mille parole…tra i personaggi nella foto in testa dell’articolo non ho visto nessun paio di buoni occhi.

  2. sono un insegnante per fortuna pensionato e batterista in piena attività nonostante i miei 66 anni e in tutte e due le attività ho conosciuto l’emarginazione e ho assistito al graduale sfacelo dell’Italia grazie a questo “nulla sinistrico” che chiamano cultura, ho visto questi vuoti parassiti rimpinzarsi della sana cultura, digerirla senza assimilarla e restituirla sotto forma di escremento agli applausi di una marea rincoglioniti. Non c’è cultura di sinistra,ci sono solo luoghi comuni privi di senso e slogan demenziali dietro ai quali si trincerano per nascondere la loro lussuosa pigrizia mentale…per poi riproporre come verità assoluta,per esempio, che il Messia era un migrante comunista, che Leonardo è stato un genio in quanto gay e che il futurismo è da ripudiare perchè nato nel ventennio ecc. concludo con il triste commento di un musicista di sinistra con cui lavoro e stimo comunque per la sua onestà, una sera dopo un concerto mi disse: “il Jazz lo abbiamo rovinato noi comunisti per averne parlato troppo a vanvera”.

  3. Io nn ho nemmeno capito quale sia codesta cultura di sinistra.
    Se mi si dice,per esempio,lo Scurati allora cari miei benché lo stesso politicamente è schierato,dovete leggervi un paio a caso,dei suoii libri e poi ripresentarvi nella frequentazione del blog e vi assicuro che vi potrete accorgere che l’approccio al mondo esula dalla scelta politica personale di uno scrittore libero.
    Come allo stesso modo,se si volesse “imporre” una cultura di destra è palese che nn si possa passare dal buzzurro Sgarbi o da cagnare mediatiche in cui conta soltanto la vendita di copie di libretti su Salvini,come fatto alla mostra di Torino.
    Io vorrei ripotermi abbeverare delle parole di “destra” di un Bruno Guerri e nn dalla sottolineatura delle disgrazie italiane di Giordano anch’esso deprimentemente steso come un tappeto davanti al danaro che gli entra più abbondante se si personalizzano i problemi,come fa nei suoi libri,senza dare una interpretazione del tal fenomeno,del perché sussiste e quali potrebbero essere le soluzioni.
    Ecco,le soluzioni. Possono essere sia di dx,che di sx o di nessun segno.
    Le soluzioni,comunque,nn portano voti ma tendono a levarli in um contesto di mera disputa sul potere e sul danaro personale.
    E il Renzi lo sa bene.

    • e te la spiego io la cultura di sinistra: Benito Mussolini, fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano e direttore del quotidiano socialista Avanti! dal 1912.
      Ossia: o la pensate come me o siete miei nemici, da abbattere, denigrare, ridicolizzare, escludere, confinare, ammazzare.
      Caro Orlo, destra e sinistra sono le due facce della stessa medaglia, la medaglia dello statalismo e dell’annullamento dell’individuo.
      L’unica differenza tra fascisti e comunisti consiste nel modo in cui arrivare al potere: i primi tramite elezioni, i secondi tramite rivoluzione. Per il resto sono esattamente uguali!!!
      poi ci sono i liberali, che non sono nè di destra nè di sinistra, ma neanche di centro.
      Al liberale, fanno pietà e schifo sia i destri che i sinistri in quanto mettono al primo posto il benessere di ogni individuo, mentre i fascisti (rossi e neri) mettono al primo posto lo stato, il che significa che ogni individuo per i fascisti (rossi e neri) è uno strumento nelle mani del governo che serve solo a conseguire gli obiettivi del capo dello stato (non dello stato), infischiandosene altamente del benessere dei singoli.

  4. Buongiorno sig. Porro: concordo perfettamente col mio quasi-coetaneo (io ne ho 29): nel 2019 sono ancora qui a farci le menate sul fascismo e sul nazismo ormai defunti dalla scena politica da circa 50 anni (mentre omettono di dirci che la terza dittatura, quella comunista, purtroppo è ancora viva e vegeta: esplicitamente in cina, cuba, sudamerica, corea del nord; implicitamente e a livello culturale qui in italia e altri paesi ue).
    Mi fa venire la nausea anche il fatto che sempre da 50 anni in modo ININTERROTTO, la maturità (o perlomeno la parte di storia che viene chiesta) orbiti SEMPRE, COMUNQUE, ETERNAMENTE intorno ai SOLITI ARGOMENTI: PARTIGIANI, RESISTENZA, FASCISTI e NAZISTI!!
    Io stesso le testimonio che volendo portare alla maturità un argomento totalmente originale, di stampo SCIENTIFICO BIOLOGICO trattandosi di un liceo SCIENTIFICO BIOLOGICO, sono stato per forza obbligato ad intrecciarlo con queste cose!( la tesi era sull’evoluzione degli aracnidi, ho dovuto collegarmi coi “nidi di ragno” di Italo Calvino. Un lavoro scientifico serio, per quanto lo possa essere una tesina delle superiori, del tutto rovinato e reso ridicolo solo perché dovevo per forza ricondurmi alla solita resistenza, le lascio immaginare all’orale, con la relativa discriminazione implicita che ho subito).
    E’ ASSURDO che il sistema mentale dei nostri organi culturali, statali e non, sia RIMASTO FERMO ALLA RESISTENZA E ALL’IMMEDIATO DOPOGUERRA!!!! E che continui ad alimentare il mito dei comunisti eroi!(in realtà emissari di una dittatura eguale a quella nazifascista, solo ansiosa di eliminare la concorrente per impadronirsi dell’italia) siamo nel 2019!!! per quanto tempo ancora i bietoloni della sinistra dovranno agitare lo spauracchio del nazifascismo per essere concimati ed innaffiati dal popolino terrorizzato? perché questo è il solo motivo per cui riescono a mantenere le loro foglie rigogliose e verdi (si fa per dire “verdi”) dopo 50 anni e passa…

  5. Il problema culturale della sinistra è che, nascendo dalla classe operaia, non ha mai avuto (né voluto) accesso alla cultura classica, cioè alla cultura della razionalità, e si è pertanto creata una cultura tutta sua fatta di ideologia, quindi di negazione del primato della pratica e dell’esperienza (primato tipico per esempio della cultura anglosassone), in buona sostanza una cultura irrazionale estremamente dannosa e pericolosa per la sopravvivenza della civiltà occidentale e per l’umana convivenza in generale…

  6. E’ innegabile che il 90% dei media, giornali e TV (dai TG ai talk show) sono occupati costantemente da personaggi dichiaratamente o addirittura sfacciatamente di sinistra. Questa é una vera violenza che questi “tutori del pensiero unico” ci impongono quotidianamente. Questa situazione é francamente diventata insopportabile e va cambiata. Molto dipende dalla categoria dei giornalisti, se ancora esistono veri giornalisti, perché al momento vedo solo molti giornalai. Un bravo a Lei Porro che in questa massa di sinistri allineati costituisce una boccata di ossigeno. Grazie.

  7. E questo è niente! Andate a guardare la scuola, fabbrica di comunisti, fannulloni, ignoranti buoni a nulla che conoscono i diritti dei minori,delle minoranze,degli immigrati più altri 100 diritti ma non conoscono la parola DOVERE!!

  8. Leggendo l’epistolario di Tocqueville per trovare una lettera che ricordavo concernente amministrazione centralizzata o regionalsta e la conseguente inluenza sulla corruzione, incontrai una ddretta al suo amico inglese Henry Reeve dove esponeva le ragioni per le quali l’Inghilterra non poteva abbandonare la democrazia. Essendo io un ammiratore dell’Inghilterra trovai che tutti gli argomenti di tocqueville, gia deli anni 50+, sono specialmente validi oggi perché questo campione della democrazia esca dalla UE. La idiozia post-modernista che avevo menzionato nel mio intervento recente é solo la transizione dalla “social-democrazia” a un socialismo mascherato di democrazia.
    Ben venga il BREXIT e che almeno in una nazione europea si mantenga un vero regime democratico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *