Più che domandarci cosa sta accadendo ai nostri giovani, dobbiamo domandarci cosa sta accadendo ai nostri adulti. Ogni giorno la cronaca ci informa di violenze, incidenti, incontri che si trasformano in tragedie, eppure la risposta degli adulti qual è? Continuare a fare come se niente fosse, come se vivessimo in una società idilliaca, in cui la violenza non esiste, i pericoli non ci sono.
Chiaramente non voglio accusare i genitori dei ragazzi coinvolti nella tragedia o in tutte le altre tragedie simili: a loro va la nostra vicinanza e il nostro affetto. Occorre imparare a dire dei no e i no devono essere sostenuti: tu, ragazzo o ragazza di 16 anni, non vai in discoteca, non rimani fuori casa di notte, non puoi pensare che il pericolo non esiste, non puoi pensare che tutto ti debba essere concesso.
È’ chiaro che sostenere lo scontro è duro, però sostenendo lo scontro, si eviterebbero tante tragedie. Possibile che non si comprendano i pericoli, non si abbia più paura di nulla? Avere paura non significa essere paranoici: significa avere consapevolezza di un pericolo e fare di tutto per evitare di trovarsi in situazioni potenzialmente pericolose.
Penso, soprattutto, adesso, con l’inizio dell’estate: le vacanze, le feste notturne nei locali o sulla spiaggia. Cari giovani, appena vedete situazioni di pericolo, denunciate, rivolgetevi ai vostri genitori, alle forze dell’ordine: solo così potete evitare che voi stessi e tanti altri giovani si trovino a vivere situazioni rischiose, potenzialmente mortali. Invito tutti i giovani a volersi bene, ad avere una misura alta del vivere: il divertimento è lecito a patto che sia rispettoso della persona.
Suor Anna Monia Alfieri, 23 giugno 2026
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