Adesso sono guai. Il “Movimento 17 ottobre”, un gruppo social che avrebbe mobilitato i ragazzi che a Milano e nelle altre città hanno protestato e poi messo a ferro e fuoco la città, ha deciso di giocare la carta della sorpresa. Se tre giorni fa avevano annunciato una “mobilitazione permanente” alle ore 15 in diverse piazze di Bologna, Milano, Torino, Roma, Firenze, Padova, Bari e Genova, indicando con precisione le piazze in cui ritrovarsi, adesso tutto cambia.
Poche ore fa il Movimento ha annullato tutto gli appuntamenti “ufficiali” e ha deciso di tenere le carte coperte fino all’ultimo. Tradotto: sfrutterà la fluidità dei social per impedire alle forze dell’ordine di “organizzare” il servizio d’ordine. “Alle 14.30 in punto, in ogni città comunicheremo tre concentramenti”, fanno sapere, chiedendo a tutti i maranza e i ragazzi in protesta di non andare “a piazza Duomo, a piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro”.
Quindi verranno forniti tre punti distinti per ogni città, solo mezz’ora prima dell’inizio del concentramento. Impossibili soffiate o prevenzione. Sarà un colpo a sorpresa. “Ognuno si organizzi con il proprio gruppo di riferimento. Collettivo, organizzazione, gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli. Chi si muove in gruppo si protegge e si conosce – aggiungono – Ogni gruppo di dirige verso il concentramento geograficamente più vicino Non serve coordinare, comandare né contare: basta seguire la logica della prossimità. Così le tre piazze si riempiono in modo naturale, dal basso”. Poi alle 15.30 verrà comunicata la piazza finale dove far confluire i tre concentramenti.
“Tre fiumi che confluiscono in uno – scrivono – Perché lo facciamo. Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto. Perché non vogliamo offrire bersagli, e per noi è questione di tutela collettiva. Perché una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente, e non una piazza che aspetta di essere circondata”. E ancora: “Non ci hanno fermato con le leggi, non ci fermeranno con i blindati. Sabato. Quando lo diremo noi. Dove lo diremo noi. Non ci rappresenta nessuno”.
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