Commenti all'articolo Oxfam, quella retorica insopportabile contro la ricchezza

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Luigi Mojoli
Luigi Mojoli
22 Gennaio 2020 12:54

La distribuzione della ricchezza può variare da perfetta uguaglianza, indice di Gini  G = 0, a totale diseguaglianza: uno solo ha tutto e gli altri niente: G tende a 1, limite matematico.

La realtà sta nel mezzo, per esempio in Sicilia G = 0.33 mentre in Veneto G = 0.26. 

Immaginiamo una società perfettamente egualitaria: non si riceve alcuna eredità, si studia, si lavora, si guadagna tutti uguale, e si gode di uguale TFR e uguale pensione.

Le ricchezze sono diverse: dal neonato allo studente non hanno nulla.

Il giovane lavoratore dispone di poco.

A fine carriera tutti raggiungono una medesima agiatezza.

Infine si godono il medesimo TFR.

Se rimane qualche cosa tutto va allo Stato.

In questa società l’indice di Gini è diverso da zero. 

Una minoranza gode della maggior parte della ricchezza.

Eppure tutti fanno la stessa vita. G = 0 è irrealizzabile anche idealmente.

Raffaello Ferrentino
Raffaello Ferrentino
22 Gennaio 2020 7:43

ELISABETTA Nel post precedente -vedi sotto- abbiamo assodato che dire che il capitalismo impoverisce e’ una sonora sciocchezza: e’ vero semmai il contrario. L’ esempio da lei addotto dell’ Africa sub-shariana rafforza la mia tesi: quella e’ la zona meno coinvolta dall’ economia capitalistica e ha conservato la tipica miseria delle economie agricole pre-capitalistiche. Ciononostante, anche li’ la popolazione cresce a ritmo vertiginoso per il semplice motivo che gode di una massiccia elargizione di cibo e medicinali grazie a donazioni di stati e fondazioni private che prosperano nell’ Occidente capitalista. Ma lei non e’ ancora contenta. Vuole assolutamente comprare quel rossetto al prezzo che dice lei. Ecco che allora deve inttervenire lo stato fascio–comunista a bloccare i prezzi e sfondare di tasse il bieco produttore del rossetto oggetto dei suoi sogni. Ora, purtroppo, ci sono delle contro-indicazioni. Nessuno si da’ da fare a cercare nell’ Africa Nera la Mika, sapendo che lo stato fascio-comunista gli impedira’ di guadagnare da questa innovazione. Il risultato e’ che quando lei va a comprare, a vil prezzo, il suo rossetto luccicante, non lo trova perche’ nessuno lo ha prodotto. Quando mi trasferii in Romania, non solo non c’ era il rossetto luccicante, ma non esisteva proprio il rossetto. Lo stato fascio-comunista e’ lo stato dell’ indigenza e della penuria, e’ lo stato che blocca… Leggi il resto »

Raffaello Ferrentino
Raffaello Ferrentino
22 Gennaio 2020 3:52

ELISABETTA. La redistribuzione della ricchezza e’ il problema che ossessiona tutti coloro che, non sapendo produrla aspirano a beneficiare di quella prodotta dagli altri. Ora, il fatto e’ che, come dicevano i latini, “est modus in rebus”. Lei,invece, si arroga il diritto di stabilire quale sia la “giusta” ripartizione della ricchezza. Lei riporta l’ esempio lagrimevole della Mica -che io non so cosa sia e di cui ignoravo l’ esistenza e il valore, prima d’ ora. Lei ci racconta che il bieco inventore del luccichio dei rossetti che fa impazzire uomini e donne, inducendo tutti a pagare spese folli per procurarselo, si “pappa” la differenza fra “salario” da fame e prezzo al pubblico. Da cio’ deduce che e’ questo ” il vero motivo per cui esiste la povertà dalla rivoluzione industriale ad oggi.”. Lasciando credere che i raccoglitori, prima, vivessero negli agi, se non nel lusso, e che il bieco di cui sopra li abbia impoveriti. Come capisce chiunque, la realta’ e’ ben diversa. Basta fare il paragone col petrolio. Per milioni di anni i beduini hanno considerato le pozzanghere nere che affioravano nel deserto, una cosa sporca e fastidiosa. Quando e’ arrivato qualcuno che sembrava interessato a quella porcheria, a quei miserabili, rozzi cammellieri non sembro’ vero mettersi al suo servizio e aiutarlo, in cambio di pochi soldi, a portarsela… Leggi il resto »

gaetano
gaetano
21 Gennaio 2020 23:12

un Olocausto atroce, del quale dovremmo tutti provare imbarazzo, visto che nessuno sa più rinunciare ad uno smartphone; forse rimorso no, perché non ci è consentito agire, esistere senza questi strumenti, ma imbarazzo sì, certamente. Invece lo rimuoviamo: la percezione di dinamiche di sfruttamento troppo distanti da noi, e troppo al di fuori del nostro controllo, ci permette di disinteressarci della questione.

gaetano
gaetano
21 Gennaio 2020 22:48

Lei afferma:

“un Olocausto atroce, del quale dovremmo tutti provare imbarazzo […]; forse rimorso no, […] ma imbarazzo sì, certamente. Invece lo rimuoviamo: la percezione di dinamiche di sfruttamento troppo distanti da noi, e troppo al di fuori del nostro controllo, ci permette di disinteressarci della questione.”

Quindi l’unico punto di vista etico possibile al cospetto di un “olocausto atroce” è il mero imbarazzo? E’ questo il suo punto di vista? Il suo orizzonte etico?

Elisabetta
Elisabetta
21 Gennaio 2020 18:13

https://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2019/06/13/news/india-228679848/

La Mica quei brillantini dentro ai cosmetici, quello che amano le nostre Signore capitaliste.

Un rossetto varia da 5 a 100 euro con dentro qualche grammo di Mica.

10Kg di Mica vengono pagati 1 dollaro…e la racccolgono i bambini. ma per gli adulti non cambia il prezzo de lavoro.

Chi è sveglio riesce a psuntare 3 dollari.

La Mica, valore effettivo a KG 1000 dollari.. Chi si pappa la differenza?

Questo sciocco esempio lo potete usare su qualunque tipo di merce alla fonte.

Ma fatene a meno altrimenti vi accorgereste il vero motivo per cui esiste la povertà dalla rivoluzione industriale ad oggi.