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Palermo, Orlando pensa alle Ong e abbandona il cimitero

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Feretri accatastati uno sopra all’altro, senza sepoltura. Qualcuno la chiama “la discarica di bare”, e in effetti a giudicare dalle foto gli somiglia. Ma è – anzi sarebbe – il cimitero di Santa Maria dei Rotoli a Palermo, dove da due settimane mille defunti in attesa di un loculo stazionano in ogni anfratto disponibile. Li hanno messi nella camera mortuaria, negli uffici amministrativi, in due tensostrutture apposite. Un disastro inumano che nega a chi non c’è più pure il sacrosanto diritto a riposare in pace.

Ma Leoluca Orlando sarà stato troppo impegnato ad incontrare le Ong per rimediare a quanto accade nel camposanto cittadino. Il 3 giugno il sindaco – ormai al suo sesto mandato – ha incontrato  Sea-Watch, Open Arms, Mediterranea, Medici senza frontiere e via dicendo esprimendo loro “la piena condivisione di impegno per i diritti umani, in particolare per il diritto alla vita”. Bene. Forse i concittadini passati a miglior vita avrebbero chiesto un po’ di riguardo per il “diritto” ad una degna sepoltura, che a quanto pare a Palermo non è così scontato. Orlando deve aver preso spunto dalla collega Virginia Raggi, pure lei con non poche difficoltà nella cremazione delle salme. Possibile che tra un annuncio di benvenuto alle navi Ong cariche di migranti e l’altro, il sindaco non abbia trovato il tempo di rimediare all’emergenza sepolture?