Chiesa

L'intervista

Papa Francesco: “Ho già preparato la mia tomba”

Francesco scaccia le dimissioni: “Chiedo al Signore di poter dire basta, in ogni momento, ma quando Lui vuole”. E risponde alle accuse di Milei

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papa bergoglio

Papa Francesco, in una recente intervista esclusiva all’emittente televisiva messicana N+, ha fatto delle interessanti rivelazioni sulla sua vita e sul suo futuro. La giornalista Valentina Alazraki, autrice dell’intervista con il Pontefice, ha condiviso queste informazioni sulla sua pagina X.

Prima di tutto, Papa Francesco ha parlato della sua grande devozione alla Vergine Salus Populi Romani, rivelando di aver preparato la sua tomba nella Basilica di Santa Maria Maggiore, che e una delle quattro basiliche papali di Roma. Questa basilica già conserva le spoglie di cinque papi: Pio V, Sisto V, Clemente XIII, Paolo V e Clemente IX. Il Pontefice ha spiegato anche di voler “semplificare” il “rito dei funerali papali”, per avvicinarli forse alla sua idea di Chiesa. Per Bergoglio analizzare il “nuovo rito” con il cerimoniere del Vaticano è assolutamente normale poiché, con l’avanzare dell’età, è normale “prepararsi” a queste situazioni.

Il Papa pensa alla morte, al momento, ma non alle dimissioni. Dopo il clamoroso gesto di Benedetto XVI, Bergoglio non sembra intenzionato a fare altrettanto benché abbia già rivelato in passato di aver firmato le dimissioni in caso di incapacità di intendere e di volere. O per impedimenti molto gravi. Joseph Ratzinger, il Papa Emerito, lo ha ispirato molto: “L’esempio di Benedetto XVI mi fa bene, ma chiedo al Signore di poter dire basta, in qualsiasi momento, ma quando Lui vuole”, ha spiegato il Pontefice. Papa Francesco ha ricordato il suo stretto rapporto col predecessore, definendolo “un uomo grande e umile” che, “quando si e reso conto dei suoi limiti, ha avuto il coraggio di dire basta”. E per questo “lo ammiro”.

Infine, Bergoglio ha avuto modo di parlare anche di Javier Milei. O meglio: il Papa ha confermato che per quest’anno non farà viaggi papali al netto di quello in Belgio. Niente Argentina o Polinesia, dunque, benché il Vaticano abbia ricevuto l’invito di andare a Buenos Aires. Il rapporto tra Milei – neo presidente argentino – e il Papa sudamericano non è idilliaco. L’istrionico anarco-capitaliasta, che nel suo discorso di inizio mandato ha avvertito gli argentini di essere pronto a mettere in campo misure choc per risollevare l’economia, durante la campagna elettorale aveva accusato Bergoglio di avere una “affinità con i comunisti assassini” e di sostenere un’ideologia, quella socialista, che provoca solo miseria e morte. Lo Staff di Milei aveva anche auspicato la “sospensione delle relazioni diplomatiche” tra i due Stati, ma Francesco non aveva mai risposto alle accuse. Quello che si dice in campagna elettorale cade da solo”, liquida oggi la questione il Papa.

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