In queste ore si stanno decidendo le sorti politico-elettorali di una regione trainante per l’intera economia italiana: il Veneto. Ovviamente il Veneto non è importante solamente per la sua produttività, ma anche perché da sempre è un incubatore di nuove idee e nuovi soggetti che spesso hanno influenzato l’intero panorama politico italiano. Premesso ciò, abbiamo intervistato il volto nuovo, e per certi versi rivoluzionario, della politica nazionale, l’uomo delle quasi 540.000 preferenze alle ultime elezioni europee, che lo hanno visto nel 2024 primo nel suo partito (la Lega) in quattro delle cinque circoscrizioni, ottenendo solo nel Nordest 140.000 preferenze, ed in Veneto quasi 72.000 voti, che alle urne potranno pesare tantissimo: il Generale Roberto Vannacci.
Il Generale, oggi Eurodeputato, al pari degli altri big nazionali, in questi giorni è stato protagonista nelle regioni che andranno al voto per offrire il suo contributo (Campania, Puglia e Veneto). Noi lo abbiamo intercettato a Verona, mentre accompagnava nella sfida per il Consiglio Regionale Veneto l’attuale Consigliere uscente della Lega – Liga Veneta, Stefano Valdegamberi. Il Generale Vannacci, nella sua consueta cordialità e disponibilità, ha accettato immediatamente di sottoporsi a questa breve intervista:
Generale, come valuta questa battaglia politica in Veneto?
“Le battaglie politiche sono sempre sfidanti. Ora in Veneto il risultato sembra che stia orientandosi verso una vittoria dell’alleanza di centrodestra, ma questo non ci deve assolutamente far demordere; dobbiamo combattere sino alla fine e superare per esempio la soglia del 60%. Sarebbe un bellissimo traguardo e comunque una importante affermazione di quelli che sono i nostri principi e i nostri ideali”.
Chiedo anche a lei: cosa distingue la sinistra da quello che invece rappresentate voi?
“Ce n’è una differenza fondamentale a cui la gente non presta attenzione: la sinistra ci vuole tutti uguali nella povertà e nella miseria, noi invece vogliamo tutti diversi nella ricchezza e nel benessere”.
Qual è la strategia che ha applicato in questo rush finale?
“La strategia è quella di essere sul territorio, di parlare francamente alle persone, di cercare di ottenere l’affluenza alle urne del maggior numero di persone possibili, perché l’assenteismo è uno dei cancri che affligge il nostro sistema elettorale negli ultimi anni, e di cercare di essere una persona che si esprima francamente su quelli che sono gli obiettivi che vorremmo raggiungere. Quindi ritornare a una politica sincera, una politica vera, una politica fatta tra la gente, piuttosto che una politica fatta di promesse che poi non vengono mantenute e che hanno caratterizzato gran parte degli ultimi decenni”.
Il dottor Valdegamberi ha posto l’accento sull’influenza delle decisioni dell’Europa anche in Veneto. Lei cosa ci può dire?
Non è una situazione rosea, abbiamo un’Europa a trazione socialdemocratica sostenuta soprattutto da quei partiti di sinistra e, ahimè, anche di centro, che hanno causato e che sono all’origine delle politiche scellerate degli ultimi sette, otto anni e che ci hanno ridotto in questa situazione. l’Europa non è mai stata così povera, così instabile e così poco libera come è adesso. È un momento in cui abbiamo due guerre ai confini del nostro continente, due guerre importanti, abbiamo una crisi commerciale, economica, energetica che non abbiamo mai vissuto sino ad oggi, e siamo soprattutto superati da tutta una serie di potenze che fino a qualche anno fa erano ben dietro a quella che era il Continente Europeo. Quindi o cambiamo qualcosa, oppure verremo fagocitati da queste potenze emergenti, e soprattutto verremo conquistati da un’immigrazione senza fine che non accenna ad essere limitata, ad essere bloccata, ad essere mitigata”.
Cosa ne pensa invece del lavoro di Ursula von der Leyen?
“Sono politiche scellerate, come le ho detto prima, che sono in continuità con le stesse politiche scellerate fatte nella precedente legislatura. È stata appena approvata la legge sul clima che conferma i target climatici; ha una minima flessibilità che però non va a incidere su quelle che sono le questioni sostanziali, su quella che è stata la desertificazione industriale dell’Europa, la cessione di quelle che erano le nostre eccellenze ad altre realtà come la Cina, come l’India, come l’Asia, su quella che adesso è l’apertura al Mercosur che metterà in crisi tutto il nostro settore agroalimentare, compresa la produzione di carni, di cibo e che caratterizza poi le eccellenze italiane. Quindi è una politica che va cambiata, altrimenti l’Europa soccomberà. L’Europa verrà dominata dalle multinazionali e dalla finanza, e tutto quello che sino a oggi è stato il simbolo della nostra eccellenza e anche del nostro stile di vita, verrà cancellato”.
Che idea si è fatto di chi dice che dobbiamo armarci per la pace o addirittura che dobbiamo unirci sotto un unico Stato, i cosiddetti “Stati Uniti d’Europa”?
“Penso che queste siano balle, siano fandonie, le solite fandonie che stanno cercando di inculcare quando ci dicono che sia stato Putin ad autosabotare il Nord Stream 2; le stesse balle che ci hanno detto quando sostenevano che i russi rubavano le schede elettroniche dalle lavatrici ucraine o che combattevano con i badili perché avevano finito le munizioni. Una minaccia di invasione dell’Unione Europea da parte della Russia secondo me non è attendibile, e secondo me è solamente uno spauracchio per obbligare l’Europa ad un piano finanziario che serva principalmente a risollevare l’economia tedesca”.
Un ultimo appello?
“Dico a tutti quelli che pensano che il non voto sia una scelta, che invece il non voto è il modo migliore per mettere il proprio destino nelle mani di qualcun altro. Quindi se ognuno di voi vuole essere padrone del proprio destino, del proprio futuro e di quello dei propri figli, deve andare a votare, mettere una croce sulla Lega e scrivere Valdegamberi”.
Sergio De Santis, COL. (RIS.) della Guardia di Finanza, 24 novembre 2025
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