Politica

Pd fuori dal mondo: la priorità non sono le opere, ma le quote rosa

Il lunare tweet del Partito Democratico sul codice degli appalti. Dem vittima del conformismo

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Quando un’amministrazione pubblica indice una gara e affida un appalto cosa si aspetta dall’affidatario? Non è difficile rispondere, basta solo un po’ di buon senso: che il risultato richiesto, cioè la realizzazione dell’opera, sia raggiunto nei tempi prestabiliti e che il rapporto qualità-prezzo sia il migliore possibile (oltre ovviamente che tutto avvenga nella trasparenza e nella legalità e che non ci siano infiltrazioni criminali di alcun tipo). Per il maggiore partito della sinistra italiana, il Pd, che il buon senso e anzi il senno lo ha perso da un bel po’, non basta: occorre pure che le assunzioni previste per le grandi opere interessino un congruo numero di donne. A prescindere, direbbe Totò.

È il senso di un ridicolo tweet del Pd postato ieri che imputa al nuovo Codice degli appalti, fermamente voluto dal Ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini e lodato un po’ da tutti, il fatto di non prevedere la “parità di genere”. La quale, mi sia permessa l’espressione colorita, con gli appalti c’entra come i cavoli a merenda.

A noi questa uscita del partito (ancora per un po’) di Enrico Letta sembra assurda per almeno due motivi: da una parte, perché è uno sfregio al valore della competenza e dell’efficienza, che non considera il sesso ma la capacità personale degli individui; dall’altra, perché lo è anche alle donne, le quali, secondo questo distorto modo di ragionare, non devono essere premiate per le loro capacità e meriti (spesso molto superiori a quelli degli uomini) ma per i semplice fatto di essere donne, cioè per un elemento biologico che non dipende da loro.

Non è offensivo voler proteggere paternalisticamente le donne, le quali sanno difendersi da sole, finendo per ghettizzarle e ridurle alla stregua di panda da rinchiudere in riserve appunto iper-protette? Ma vaglielo a spiegare a questi piddini conformisti che si adeguano senza un minimo di riflessione a quelli che Francesco Bacone avrebbe chiamato idòla fori, cioè i conformismi e le stupidità del tempo?

Dal nostro punto di vista è poi ancora più clamoroso che il tweet continui osservando che “il Paese attendeva una rivoluzione sui diritti con la prima donna Presidente del Consiglio ma ci troviamo di fronte all’ennesimo passo indietro”. A parte la stupidità di ragionare secondo la metafora temporale (passi indietro vs passi avanti), e pensare che il Paese coincida con i circoli chiusi della “borghsia riflessiva” (si fa per dire) ai piddini non viene minimamente in mente che Giorgia Meloni intanto ha raggiunto il traguardo che ha raggiunto in quanto si è fatta strada sgomitando e dimostrando di essere più brava di tanti uomini? Non c’è nessun collegamento fra il fatto che, a fronte di tanto parlare paternalistico di “quote” e “parità di genere”, le donne di vertice del Pd sono state finora tutte cooptate dai maschi e hanno, in definitiva, contato men che niente? Rifletteteci un attimo sedicenti progressisti, se ne siete capaci!

Corrado Ocone, 2 febbraio 2023

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