Per la sinistra l’unica destra buona è quella morta

Nel discorso politico italiano gli avversari buoni sono gli avversari morti. “Virtù viva sprezziam, lodiamo estinta”. E’ sempre capitato ma c’è un limite a tutto. Ormai anche sulla grande stampa, quella dell’establishment, si è inondati dalla retorica della “gran bontà dei cavalieri antiqui, rivali e di fe’ diversi”. Tutto questo ha una logica: per fascistizzare il Capitano, lo si contrappone alle altre destre della storia italiana recente e passata. La Lega di oggi, secondo Goffredo Buccini, redattore del Corriere della Sera – e autore di un libro con Peter Gomez, il teorico del giornalismo wertfrei, Oh mia bella Madonninna (Rizzoli 1993) – non ha nulla a che fare coi “valori storici della destra europea ed europeista, garantista nel diritti, liberale in economia, rigorosa nella gestione dell’accoglienza..”.

Ne La via interrotta della riconciliazione (Corriere della Sera del 9 novembre u.s.), Buccini dopo aver rievocato il “percorso di crescita di Gianfranco Fini” che voleva “imparare ad aprirsi al centro” e persino elogiato Silvio Berlusconi “del quale sarebbe ingiusto non ricordare i meriti da istintivo mallevadore”, (ovvero di sdoganatore di Alleanza Nazionale), vede, senza provare il minimo imbarazzo, in episodi come quello di Macerata il prodotto di “dichiarazioni ambigue e antiche parole d’ordine provenienti dalla leadership attuale della destra, così lontana dall’utopia della rivoluzione liberale del primo Berlusconi e dalla svolta di Fini”. Si resta allibiti e non solo per le equivalenze che vengono stabilite tra neonazismo, euroscetticismo e sovranismo ma anche per la riabilitazione, si direbbe quasi, postuma, delle due figure (a torto o a ragione) più vilipese della Seconda Repubblica.

Forse è il caso di ricordare l’avviso di garanzia al premier Berlusconi al G7 di Napoli (1994), gli infiniti processi all’insegna di “Io quello lo sfascio”, la crocefissione morale prima ancora che giudiziaria del Cavaliere, il ritiro dell’onorificenza, la famosa copertina  dell’ Economist, Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy, i consolati italiani (ne vidi uno in Argentina e, pur non essendo un elettore di Forza Italia, me ne vergognai profondamente) che esponevano la foto del Presidente della Repubblica e accanto la caricatura del Presidente del Consiglio. Internet avrà pure i suoi lati negativi ma tutta questa fanghiglia vi viene registrata puntualmente.

Sennonché, la brutta piega retorica ormai la si trova anche nei giornali del centro-destra. Dovunque venga ospitato, Fabrizio Cicchitto (mezzo secolo fa sinistra socialista lombardiana) non fa che ripetere lo stesso refrain: ah la belle droite d’antan! Nell’articolo sul Tempo del 9 novembre: “Se la sinistra piange, la destra non ride” ( e a rischiare è l’Italia) anche lui stigmatizza l’astensione della destra sulla mozione Segre (guardandosi bene, naturalmente, dal dire che insigni editorialisti come il sociologo Luca Ricolfi, uomo di sinistra, e il giurista Carlo Nordio, un liberale a 360°, hanno criticato fermamente l’istituzione della Commissione Segre) e denuncia la sponda data da Salvini ai tifosi razzisti, col suo “civettare con ambienti estremisti”. Si corre il  rischio, ammonisce, che da questa “molto inquietante posizione complessiva |…| cadano frutti avvelenati”. “L’Italia, è percorsa da tendenze inquietanti || e dagli coll’inquietante! ||che non possono essere prese per niente sottogamba e derubricate con l’espressione di “quattro scemi”. Nel passato i “quattro scemi”, nazisti, razzisti, antisemiti, ci sono sempre stati” ma – udite, udite! – “paradossalmente ad emarginarli e a metterli in condizione di non nuocere, di non propagarsi , di non pesare, sono stati prima Giorgio Almirante e poi, in modo più netto, Alleanza Nazionale”.

Non era questo, per la verità, il giudizio che i giornali ai quali collaborava allora Cicchitto davano del “fucilatore” Almirante, del “fascista in doppio petto”, del protettore occulto dei picchiatori neri, annidatisi nelle file del FUAN. Ma tant’è la political culture italiana è questa e a caratterizzarla è l’antropofagia ideologica, il malcostume di  voler apparire ragionevoli e affidabili, appropriandosi delle analisi e delle valutazione degli avversari di un tempo (rivoluzione liberale di Berlusconi, funzione moderatrice di Almirante etc. etc. Ci attenderà domani l’elogio di Salvini e dei sovranisti se lo sfascio definitivo dell’Europa – quod Deus avertat, almeno per quanto mi riguarda – sarà compiuto?).

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23 Commenti

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  1. avvisate questo SERVO di Porro e i suoi lecchini che Fini vale cento volte quel cialtrone di Salvini e del suo padrone pedofilo Berlusconi. #perdire

  2. Il Fascismo aveva come fine la costruzione di un’organizzazione inedita della società civile e del sistema politico fondata sul primato della politica e la subordinazione del privato al pubblico.
    Il pensiero privato e la sua opera è subordinata alla necessità privilegiata del pubblico, lo stato.
    In altri termini, l’ideologia fascista pone le sue basi sulla completa razionalizzazione dello Stato Totalitario attraverso una scala gerarchica con a capo il Duce. (ti confisco la casa perché ci passi una strada, che serve al pubblico).
    Il Comunismo si applica nel condividere il benessere sociale in modo equilibrato e imparziale idealizzato dall’insieme di idee economiche, sociali e politiche accomunate dalla prospettiva di una stratificazione sociale egualitaria, la quale presuppone la condivisione dei mezzi di produzione e l’organizzazione collettiva del lavoro. Il pensiero individuale applicato nella sua opera non esiste proprio, tutto è subordinato al vertice di una scala gerarchica. (la casa è destinata dallo stato al cittadino, identico il vestire ecc.).
    Tralascio le varie propaggini di pensiero Marxiste, leniniste, maoiste chiamate anche marxismo-leninismo.

    Il Centro Destra di Salvini, Meloni, Berlusconi è l’affermazione della democrazia e della libertà di pensiero dove l’individuo è libero di muoversi nel costruire ed essere attivo nel migliorare il capitale del territorio (nazione). Liberi di affermare le proprie idee a voce alta.
    La prima grande falsità di sinistra è il voler accomunare il Centro Destra italiano ad immagini dittatoriali che solo l’ignoranza può condividere, usando metodi volgari, amorali e ambigui.

  3. Quando non si hanno più argomenti, non resta che insultare gli avversari….Ecco la nuova, disperata filosofia della sinistra…. Che pena….

  4. E’ che questi, quando non sono in malafede, arrivano a capire le cose con almeno 20 anni di ritardo sui fatti. Piccola nota per l’autore: Giovannino Guareschi non ha descritto un idillio. Peppone e Don Camillo non vanno a braccetto e l’autore chiama le cose con il loro vero nome. Quella quì citata è invece la versione edulcorata nella riduzione cinematografica (versione di larghe intese in nuce).

    • Mi permetta di correggerla: la media del ritardo è di 50 anni. Ad esempio: uno dei peggiori P.d.R, se non il peggiore di tutti, ovvero Giorgio Napolitano, ammise solo 50 anni dopo che gli insorti d’Ungheria del ’56 non erano i biechi fascisti al soldo dell’Occidente e nemici del paradiso comunista, come egli stesso li aveva etichettati all’epoca scrivendo su l’Unità, ma patrioti che si ribellavano ad un regime liberticida.

  5. Siete tutti ossessionati dalla sinistra che vi odia perché avete bisogno di qualcuno da odiare. Ma parlate di problemi concreti e non di scemenze!

  6. Quando sei finito, quando la storia ti ha dato torto, quando non hai più argomentazioni, inizi a delirare e pretendi di decidere chi e soprattutto *cosa* deve essere il tuo avversario politico. È ciò che sta facendo la sinistra in Italia (o, per meglio dire, è ciò che cerca di fare). Loro come unico avversario volevano Fini… ti piacerebbe eh?

  7. Che dire ? Personaggi come Lerner, Saviano, Vauro, Scanzi, Gruber, lo sgangherato Chef Rubio e aggiungiamoci pure l’ ultimo acquisto rappresentato da Zanotelli sono gli odiatori di sinistra più o meno professionali che si sono assunti il compito di identificare i bersagli, che per ora vengono colpiti solo con le parole, non è detto che poi alle pallottole non ci pensi qualcun altro. Ricordate il commissario Calabresi e la schiera di “personalità della cultura” che sottoscrisse quell’appello che fu il primo passo per decretarne la condanna a morte ? Quelli di oggi a quella “cultura” si ispirano, tranne il Lerner di oggi che è lo stesso che militava in Lotta Continua fianco a fianco con l’assassino Sofri.

  8. C’e’un filo comune che accomuna le dichiarazioni e le analisi politiche che fanno tutti i politici e i giornalisti di sinistra : non vedono mai i fatti oggettivamente per quello che sono ma tutto e’ strumentale al loro unico e solo interesse politico del momento ,con una incoerenza e una ipocrisia deleteria che sono alla base del disastro della politica in Italia. Faccio degli esempi storici :Aldo Moro ucciso dalle br gli hanno dedicato una statua con l’unita’ sotto braccio.Il giudice Falcone ,perseguitato dalla sinistra perché non si serviva dei pentiti per accusare Andreotti,ricordo le accuse di Orlando,solo dopo morto ne hanno scoperto il valore e lo hanno strumentalizzato per i loro fini propagandistici.

  9. no..la destra buona..quella europea..liberale e socialdemocratica..non e’ mai esistita come partito di massa in Italia..ma solo in qualche spirito libero e intelligente nell dopoguierra ..e nell’ante guerra come gruppi di possidenti “ben disposti” verso i loro operai……e ve lo dico io che voto VVD in Olanda..partito di destra..ma quella vera..non quella fascistoide italiana

  10. L’origine di questa caccia al morto viene dal assioma che essere di sinistra é essere buoni e chi differisce da ció e di destra o di estrema destra destra e quindi cattissimo. In questo assioma affiora la Chiesa che per auto definizione é buonissima anche se la sua storia é fatta di guerre, torture ed eliminazioni ed ogi di connivenze colpevoli con vizi ed affari oscuri, ovvero é una massoneria di membri che ignorando le parole del supposto fondatore non hanno il coraggio di seguire l’esempio del padre della chisa Origne e si é segdedicata alla sua sopravivenza con grandi parole , grattanto soldi e limitati fatti buoni. In questo campo di parole di scarsissimo peso chiesa e sinistri si trovano alleati contro coloro che non godono dei frutti promessi, ma visto che quest’ultimi sono gli elettori da cui dipendono, scaricano la loro paura su coloro che hanno il coraggio di difendere gli elettori, ovvero la destra. Questa paura genera una valanga di insulti, improperi es accuse immaginarie contro i loro avversari che per colmo vengono colpiti dalla accusa di generare l’oodio che per cualsiasi osservatore va solo da sinistra a destra. vorrei aver sentito una sola parola d’odio enessa dal parafulmine della chiamata destra ovvero da Salvini.

    • Secondo me questo presunto assioma te lo sei inventato tu. Mica è stabilito per legge.
      Quanto a Salvini, il personaggio che sta interpretando ora per ottenere consensi è quello della vittima tradita, dell’eroe sconfitto dalla disonestà dei cattivi della sinistra, del protettore sbandiera santini (non autorizzato) in giro per l’italia, in difesa di tutto e tutti.
      Parole di odio non fanno parte, per ora, del suo repertorio elettorale.

      Il tormentone del “poltrone e sofà” che ha ripetuto fino alla nausea (i cattivi attaccati alla poltrona) non funziona più, anche perchè qualcuno si è accorto che lui la poltrona sotto il sedere ce l’ha da parecchi anni.

  11. “Per fascistizzare il Capitano, lo si contrappone alle altre destre della storia italiana recente e passata??” Ma voi siete esperti di paragoni strumentali.
    Non avete fatto altro con la sinistra definita sempre sovietica e stalinista! (quando non c’era neanche più un straccio di uomo di sinistra).
    Ulivo? Comunisti!
    DS? Comunisti!
    PDS? ComunistiI!
    PD? Comunisti!

    PS. Gustosissimo ieri il siparietto tra Giordano che gracidava come una rana rauca che tutto va male, che la società è uno schifo per colpa dei sinistri maledetti e il più ragionevole Feltri che gli faceva notare(si fa per dire perché biascicava le parole) che in Italia non si sta poi così male e che. come nella deliziosa favoletta, la rana stava esagerando rischiando di scoppiare.

    • Egr. Sig. Sal, condivido con lei che non bisogna confondere il comunismo con la sua degenerazione stalinista, come fanno coloro che si definiscono impropriamente di destra e dei cosiddetti benpensanti; costoro sono semplicemente delle persone di poca cultura, di idee pressappochiste e male informate. A questo punto ritengo che destra e sinistra in un sistema politico parlamentare liberale classico siano complementari nel difendere la libertà; la destra tutela la libertà di coloro, che traggono profitto dalle loro imprese e dalle loro proprietà, mentre la sinistra tutela la libertà di chi non ha proprietà né imprese, perché chi non ha redditi non è libero e se poi è malato lo è ancor meno. Riassumendo in questo sistema politico, nelle sue intenzioni, cerca di trovare un punto di equilibrio tra una destra che crea lavoro (lo Stato lo fa in genere dispendiosamente aumentando il debito pubblico) a ed una sinistra che garantisca una vita sociale migliore possibile. Purtroppo non c’è ancora riuscito e siamo lontani da un vero benessere, anche se finora ha consentito nei paesi di democrazia occidentale una vita migliore di quella di altre nazioni. Esistono ideologie che propongono sistemi politici capaci di creare delle Società ideali giuste, in cui regni finalmente il benessere sociale; purtroppo vi sono troppi che vogliono imporle, anche con la violenza, con risultati disastrosi.
      Ritengo il sistema parlamentare molto imperfetto, ma migliorabile, capace di creare non una società
      Giusta e Perfetta, ma perlomeno che punisca le prevaricazioni e gli ingiusti comportamenti; non è la perfezione, ma è il massimo che si possa ottenere. La bellezza degli IDEALI purtroppo deve fare i conti col pessimismo della RAGIONE.

      • Mi permetto di dissentire. Lo stalinismo, così come il maoismo, il castrismo o il “polpottismo” non sono aberrazioni dell’ideologia comunista bensì gli unici metodi conseguenti coi quali il comunismo può realizzarsi. La necessità della coercizione e dell’eliminazione di ogni dissenso sono già contenute negli scritti dei suoi ideologi: la dittatura del proletariato teorizzata da Marx, Engels e Lenin, senza prigioni, lager e fucilazioni non può nascere e durare. Stalin, Mao, Castro e Pol-Pot sono stati tra i comunisti solo gli allievi più diligenti e di maggior “successo”, ed infatti hanno ancora i loro ammiratori che non esiterebbero ad imitarli. E molti, direi troppi, ne abbiamo ancora anche in Italia.

        • Egr. Sig. Valter, mi scuso per non essere stato sufficientemente chiaro, tanto da essere frainteso.
          Gli ideologi (marxisti compresi) hanno concepito un modello di Società Giusta e Perfetta, da attuare tramite Leggi, da far rispettare fanaticamente da tutti i cittadini mediante controlli diffusi, precisi ed accurati; poiché chi mette in dubbio l’ideologia deve essere rieducato in appositi campi di rieducazione e chi persevera nel disobbedire è un nemico del popolo e deve essere severamente punito anche con il carcere e la morte. Pur tuttavia il Comunismo Marxista, pur avendo una costruzione logica e filosofica rigorosa, dal punto di vista economico non è attuabile; tentativi di attuarlo in varie nazioni (Mao, Castro ed altri ancora) sono miseramente degenerati,m fallendo e creando solo miseria ed oppressione. Infatti bisogna considerarlo un movimento politico extraparlamentare, dove, nel migliore dei casi, il potere è esercitato da un leader eletto dai rappresentanti di un Comitato Centrale, espressione della volontà di tutto il partito. Per fare un esempio, l’asserto marxista che “ognuno lavori secondo la proprie capacità e che ad ognuno venga dato secondo i propri bisogni” è un ottimo principio, ma inattuabile, come molte altre asserzioni marxiste. Infatti chi decide quali sono i miei bisogni?; non credo che mi lascino libero di decidere, perché potrei abusarne e prendermi tutto quello che mi piace. E’ inevitabile quindi che lo decida un comitato di esperti ed è così che nasce la dittatura e la fine della libertà. Se poi facciamo esaminare il sistema comunista a degli economisti, per la maggioranza dei più autorevoli non è per nulla attuabile. Può essere considerato solo un’ipotesi filosofica di come potrebbe essere una società perfetta senza le contraddizioni dei conflitti economici, ma in realtà la maggioranza degli uomini è mossa non da ideali, ma interessi personali o del gruppo, a cui appartiene, troppo spesso non conciliabili con l’interesse generale. Mi rendo conto che molti comunisti si sono sacrificati nella lotta per la libertà contro il fascismo ed il nazismo ed anche contro le ingiustizie, dedicando la propria vita per questo ideale e molti sono morti per questo. Ne ho la massima stima; ma non ne condivido le idee. Desidererei che Lei mi comunicasse se il mio scritto abbia espresso con chiarezza le mie idee e soprattutto se sono condivisibili.

          • @Italo Lanza & Valter,

            Tutti e due, presentate aspetti validi nel contesto, e credo che anche altri potrebbero ampliare il vostro contenuto ed altre evoluzioni delle “ideologie” che abbiamo ereditato dal passato.

            Come gia detto, impariamo dal passato, ma guardiamo ad oggi e al futuro, che oggi sappiamo è già cambiato, e cambierà ancora.

            Ringrazio per una lettura interessante di quello esposto da voi!

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