Siamo affranti dalla sciagura di Milano, dove l’agente Francesco Imprezzabile è deceduto durante il suo servizio, che ha svolto con convinzione, dedizione e coraggio, che traspaiono dalle sue stesse parole e che suscitano l’orgoglio di chiunque porti una divisa. Ci stringiamo ai suoi familiari, agli amici, ai colleghi, con tutta la solidarietà che può arrivare da chi sa bene cosa vuol dire onorare l’uniforme a costo di sacrifici che altri non immaginano.
Il capoluogo meneghino è ormai tristemente noto per gli inseguimenti finiti in tragedia ma, a differenza di altri casi in cui al dramma sono seguiti cortei con incendi e devastazioni per protesta, interventi di politici e parlamentari notoriamente incompetenti in tema di sicurezza, polemiche e giudizi dei soliti soloni, siamo certi che nulla di ciò accadrà dopo la morte del valoroso Imprezzabile. Ma per certi versi è meglio così, perché oltre al dolore sarebbe terribile dover sopportare l’ipocrisia di tutti quelli che sono fieri dei Servitori dello Stato solo quando muoiono.
Francesco viveva, come tutti noi, il disagio della delegittimazione e dell’aggressione che tanto spesso subiamo da parte di certa politica e di certa società ‘civile’ (sigh). Scriveva: ‘La gente parlerà sempre, giudicherà senza conoscere davvero ciò che vivi. Ma la cosa più importante è essere in pace con sé stessi, guardarsi allo specchio e sapere di aver dato tutto con dignità’. Chi parlerà e giudicherà sempre senza sapere e senza capire non conoscerà mai la fierezza di chi veste la divisa, ma noi continueremo a esaltare il valore di Francesco, che resterà un esempio soprattutto per chi continua a violare la legge pensando che tutto sia ammesso, come coloro che hanno Imprezzabile sulla coscienza e che dovranno essere puniti severamente.
Valter Mazzetti, 23 giugno 2026
*Segretario generale Fsp Polizia di Stato
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