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Perché bisogna rispettare chi non si vaccina - Terza parte

La lettera di un professore italiano che da 20 anni vive in Giappone

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Quello che è sicuro in tutta questa situazione è che gli animi sono esasperati, e questo penso sia dovuto alla coercizione che viene imposta alle persone in alcuni Paesi. È questo che provoca instabilità e che fomenta gli animi di pochissimi maleducati e violenti. Ma le persone che non vogliono vaccinarsi sono milioni! Il dibattito aspro non mi sembra sia vaccino-sì o vaccino-no, ma le coercizioni, la sofferenza economica, le restrizioni imposte dall’alto sulla base di questioni che sono di fatto molto opinabili.

Nel mondo ogni governo fa a suo modo, ma certi governi sbagliano: la funzione del governo dovrebbe essere quella di aiutare tutti i cittadini, dovrebbe avere un atteggiamento diplomatico e sussidiario. E non mi sembra che in molti Paesi sia così. In Giappone il dibattito è aperto, nessuno viene discriminato né da una parte né dall’altra, e questo crea pace sociale. Nessuno si sogna di spaccare vetrine. Chi vuole vaccinarsi lo fa, e chi non vuole non lo fa e non è pressato. Soprattutto non è considerato un pericolo pubblico, come è considerato da voi in Italia.

Nessuno qui in Giappone si sogna di chiedere un certificato di vaccinazione per salire su di un pullman o andare al ristorante. Tanto più adesso che il primo giro di vaccini è concluso da tempo e si vede che i vaccinati si ammalano lo stesso in grande numero e contagiano come i non vaccinati. I pochi non vaccinati, che sono oramai in minoranza in tutto il mondo occidentale, non presentano rischio per nessuno, pagano le tasse come gli altri e il governo dovrebbe rispettarli e servirli come gli altri.

In conclusione, anche se io opto per il vaccino, i “no-vax” li capisco benissimo e li rispetto come coloro che vogliono vaccinarsi. Anzi: tra questi contrari al vaccino, una è mia sorella che fa il medico in uno degli ospedali più importanti di [omissis] [Nota: è in Italia, e per proteggere la dottoressa, il nome della città è stato cancellato]. Capisce bene che quel che dice lei per me ha peso. Un altro è un mio collega, scienziato famoso in tutto il mondo, che ha pubblicato in passato su riviste di prim’ordine come Science e Nature, e lavora nel campo delle proteine e della biologia, quindi sa di quel che parla quando parla di virus. E un altro ancora è un professore mio collega, insegna tossicologia, quindi quello che dice e pensa su questa situazione conta di più di quello che penso io che lavoro in altro campo.

Nel complesso, però, vista da qui, dal Giappone, la posizione in Italia e in Europa che si ascolta dai mezzi di comunicazione appare, devo dire, alquanto grottesca.

Lettera firmata