Commenti all'articolo Perché il Fondo salva-Stati è un pericolo per il Paese

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Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
2 Dicembre 2019 18:31

Qiando si continua a usare una politica espansiva della liquiditá seguendo le teorie di John M. Keynes del 1930 persalvarci ancora oggi da una rececessione é evidente che le misure economiche sono state contaminate da considerazioni politiche al punto di essere totalmente inadeguate. Al centro di questo fallimento c’é la convinzione, che abbiamo l’obbligo morale di salvare gli Stati dalle follie che hanno commesso come anche salvare le persone dagli sbagli che hanno commesso. Questo concetto urticante é una follia socialista mscherata da bontá cristiana. Stiamo facendo ció che in biologia porta alla scomparsa delle speci mentre dovremmo fare ció che fanno gli esperti nel domesticare le varietá delle speci per migliorarle, il che significa eliminare tutte le varietá che non mostrano progressi anche minimi alla domesticazione. Non usiamo il principio della selezione, non ci sbarazziamo degli esperimenti falliti. I debiti pubbli devono essere pagati e nessun sforzo deve farsi per diminuirli o aumentarli. Le spese del governo devono essere ridotte eliminando tutte quelle che sono inutili. Uno Stato fallisce, che risolva i suoi problemi. Che si privatizzino con garanzie sufficenti tutte le iniziative di utilitá pubblica. In questo si consideri anche il piano industriale del paese. Il beneficio é l’aumento dell’attivitá economica senza incorrerre in spesa pubblica. Abbiamo il magnifico esempio di cio nel prosciugamento del Lago del Fucino… Leggi il resto »

Skull
Skull
2 Dicembre 2019 17:03

Ignorando le questioni meramente tecnico/economiche, mi limito a ragionare per logica e credo che certe situazioni delicate debbano essere studiate prima e sancite da un referendum poi.
Anche se capisco che i più voterebbero in dipendenza delle posizioni dei propri partiti di riferimento, ma almeno non ci dovrebberoro essere recriminazioni successive.
L’entrata nella moneta unica è un esempio che potrebbe far comprendere il mio pensiero. Se allora si fosse votato… oggi saremmo in Europa? Forse si, ma forse anche con regole diverse

Giacomo Cambiaso
Giacomo Cambiaso
2 Dicembre 2019 14:39

Bravo Porro, molto meglio, ho solo 3 annotazioni al tuo articolo. 1) Tria ha sventato l’automaticita’ sostieni, peccato che sia stata sostituita da una maggioranza “relativa” dell’UE non che la discrezionalita’ del MES, organo che sfugge a qualunque controllo democratico inclusa l’UE. Non so se ci rendiamo conto che visto e considerato di chi decidera’ se sia oppotuna o meno la ristrutturazione potremmo affermare che sia come automatica, o fate quello che diciamo o vi ristrutturiamo, sempre si tradurra in patrimoniali, prelievi forzosi e manovre draconiane in stile montiano se non addirittura Troikesco. 2) Il fondo non si muovera’ solo per salvare gli stati, ma anche le banche, quindi quelle tedesche decotte verranno salvate con i soldi di tutti inclusi i nostri, ma se malauguratamente dvessero essere le nostre e a necessitare l’epilogo sara’ lo stesso del suddetto punto 1. 3) Le modalita’ con cui si starebbe arrivando all’approvazione di tale trattato da parte del nostro governo, bypassando il parlamento nonostante, proprio dopo la grave esperienza del citato Bail In, fu messa nero su bianco una norma (Moavero 2012) che obbliga questo passaggio parlamentare prima di prendere accordi europei su questi temi delicatissimi. Abbiamo un avvocato come primo ministro che pretende di firmare un trattato che viola palesemente la nostra Costituzione (Art. 47) senza neanche prima incassare l’ok del parlamento.… Leggi il resto »

art3mide
art3mide
2 Dicembre 2019 11:07

ma è vero che Tria ha ammesso che Giuseppi era stato vincolato da una risoluzione di Lega e M5s a non firmare nulla e ad informare il Parlamento?
Invece ha firmato e non ha informato, come accusano Salvini e Meloni?
Che è quello per cui Giuseppi ha minacciato di querelare Salvini?