Esteri

Perché Israele sta bombardando la Siria

Netanyahu: "Operiamo per salvare i nostri fratelli drusi". Tensioni nel sud del Paese. Colpito il palazzo presidenziale siriano

Israele bombarda il palazzo presidenziale in Siria
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Dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad verso la fine del 2024, la Siria attraversa una fase di profonda instabilità. Nel sud del Paese, la situazione è particolarmente delicata. Qui, scontri tra drusi e tribù beduine hanno recentemente coinvolto le forze del nuovo governo siriano. Le tensioni hanno spinto Israele a intervenire militarmente. Il 16 luglio 2025, raid aerei israeliani hanno colpito la capitale, Damasco, prendendo di mira il palazzo presidenziale e il quartier generale dell’esercito siriano.

In un comunicato, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato: “Stiamo operando per salvare i nostri fratelli drusi”. Netanyahu ha sottolineato i legami tra la comunità drusa in Israele e quella nella regione.

La situazione nella città di Suwayda

Suweida, città a maggioranza drusa nel sud della Siria, è diventata uno dei principali centri delle tensioni. Dopo anni di resistenza contro il regime di Assad, i drusi continuano a opporsi anche al nuovo governo siriano, rifiutando di entrare a far parte delle forze di sicurezza statali. Negli ultimi giorni, intense violenze hanno colpito la città, coinvolgendo forze governative, drusi e tribù beduine.

Israele ha intensificato la presenza militare nel sud del Paese e le incursioni aeree, motivando queste azioni con la necessità di difendere la comunità drusa. Raid aerei hanno preso di mira anche strutture vicino a Daraa e Suwayda, causando diverse vittime e feriti. Secondo fonti locali, attacchi hanno interessato lo scalo aeroportuale di Thaala e diverse postazioni militari.

Bombardamenti su Damasco

L’attacco del 16 luglio su Damasco ha colpito il “Palazzo del Popolo,” residenza del presidente Ahmed al-Shara, e il quartier generale dell’esercito siriano. Testimoni hanno riferito di colonne di fumo visibili nel centro della capitale, mentre le autorità sanitarie locali parlano di almeno un morto e 18 feriti. La televisione siriana ha documentato gli eventi in diretta, mostrando i momenti dell’assalto.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che “i colpi più duri sono iniziati” contro le forze siriane, aggiungendo che gli attacchi continueranno fino al completo ritiro delle truppe siriane dal sud del Paese. Katz ha accusato il regime siriano di essere responsabile delle violenze contro i drusi.

Le reazioni internazionali

Gli attacchi israeliani hanno sollevato preoccupazioni a livello internazionale. Gli Stati Uniti, attraverso il segretario di Stato Marco Rubio, e la Francia hanno espresso allarme per la situazione in Siria e chiesto una cessazione immediata degli scontri. Il ministero degli Esteri turco ha condannato i raid israeliani, definendoli un tentativo di ostacolare gli sforzi per la stabilità nella regione.

Tom Barrack, inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria, ha invitato le parti coinvolte a impegnarsi in un dialogo significativo, definendo “preoccupanti” sia i raid israeliani che gli scontri settari in città come Suwayda. La comunità drusa, storicamente presente in Siria, Libano, Giordania e Israele, si trova al centro di questa fase di conflitto.

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