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Perché non ha senso far pagare le cure ai no vax

Giornali alla caccia del malato non vaccinato. Ma non possiamo far pagare le cure a “chi se l’è cercata”

NO VAX spese

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I giornali, tutti, vanno a cercare col lanternino un ricoverato per covid che non si è vaccinato e lo sbandierano trionfanti: visto? Ben gli sta (sottinteso). Ho amici che, andando a vaccinarsi, si sono sentiti rimbrottare il malo modo dal medico: come mai così tardi? Lei è un incosciente! E via così. A questo proposito, mi permetto sommessamente di infilarmi del dibattito circa il far pagare le cure ai non vaccinati (più volte ventilato). Due carissimi amici, il prof. Franco Battaglia e lo scrittore Vittorio Messori hanno posizioni antitetiche, epperò non prive entrambi di suggestione. Come la pensa il primo è reperibile su questo sito, non così quel che dice il secondo. Supplisco io.

Nel suo ultimo libro La luce e le tenebre (Sugarco, pp. 463, euro 24) alle pagine 146ss. sviluppa il seguente ragionamento. Se passasse l’idea che le cure del servizio sanitario vanno fatte pagare a «chi se l’è cercata» occorrerebbe insediare in ogni pronto soccorso un’équipe di medici specializzati in filosofia morale. I quali, prima di ammettere un paziente, dovrebbero effettuare uno screening teso a stabilire la di lui corresponsabilità nel male che è venuto a farsi rimediare. L’elenco è lungo: i non vaccinati anzidetti, così imparano. Poi i diabetici. Quanti tra loro hanno ecceduto in zuccheri negli anni passati? I fumatori, anche se il cancro al polmone impiega decenni prima di manifestarsi, decenni in cui il fumatore ha pagato le cure agli altri. Muore? Contenta l’Inps, almeno.

E poi, sui pacchetti di sigarette non era stato avvertito dallo Stato-mamma? Andiamo avanti. Obesi e a rischio cardiopatico che non hanno mai seguito una dieta salutare e non hanno mai fatto sport: mò che vogliono? Ecco il turno di uno con trauma cranico: era sul monopattino e senza casco. E qui entriamo nella vasta gamma degli incidenti stradali e anche domestici. Quanti fra i traumatizzati non hanno fatto attenzione? E quanti incidenti sul lavoro sono causati da scarsa osservanza delle norme di sicurezza? Facciamo pagare anche il muratore? E l’alpinista? E quelli che hanno preso l’Aids o qualunque altra affezione venerea, dove li mettiamo? Non si può certo dire che la malattia se la son presa a loro insaputa.

E adesso l’asso di bastoni: l’aborto. Se una donna vi ricorre è senza dubbio perché non ha fatto uso dei pur raccomandati anticoncezionali: ce n’è di ogni tipo, dalla pillola dei giorni prima a quella dei giorni dopo, il preservativo, la spirale, e poi la legatura delle tube e via sterilizzando. Però, se l’équipe di cui sopra, la mettesse, la richiedente, tra quelli che devono pagare succederebbe un prevedibile finimondo. Perciò, abbiamo malati che se la sono cercata e devono pagare, altri che invece no. La verità è che lo Stato «etico» dovremmo lasciarlo al Duce e smetterla di scavarci la fossa da soli, dando a Cesare quel che non gli spetta.

Rino Cammilleri, 9 dicembre 2021