Il generale Dozier venne liberato grazie ad alcuni interrogatori
“non ortodossi” ai quali furono sottoposti quelli che potevano sapere qualcosa. Funzionò. Forse sopravvissero tutti, forse no.
Non si sa come va a finire con certi giochi.
Giulio Regeni, nell’ambito delle sue ricerche, prese contatto con attivisti sindacali poco ben visti dal governo locale?
Ricercati perché coinvolti in eventi “terroristici” dal loro punto di vista?
Gli venne chiesto in maniera “non ortodossa” come rintracciarli?
Con le tragiche conseguenze che conosciamo.
Ora il gas è la priorità, Meloni o Tajani
-continua-
Nedo Micci
25 Gennaio 2023, 13:20 13:20
Visto il numero,basso,degli interventi” , l’argomento”NON SCALDA “;non e’ che non scalda perche’ ricordando le guerresche dichiarazioni illo tempore del PdC sul caso Regeni oggi A PELLE traspare una sua apparente contraddizione causa i rituali salamelecchi come da prassi diplomatica con Al Sissi ???
Pur con in mente il dolore inconsolabile dei genitori sono dalla parte di Sallusti quando evoca la parola ” realpolitik ” e anche per tutto il senso del suo discorso;quindi per quanto mi riguarda”comprendo” anche la Meloni.Non e’ che mi ha convinto Sallusti eh ; la pensavo cosi’ gia’ da prima.
Talvolta non sai dove e’ il torto e la ragione.
Aiace
25 Gennaio 2023, 10:02 10:02
Gli facessero un bel mausoleo per consolare i genitori e non rompessero il casso.
Tommaso_Ve
25 Gennaio 2023, 8:25 8:25
Dal momento che la responsabilità non è certo dell’Egitto in quanto stato ma dei torturatori, si può sempre applicare quel metodo ampiamete discutibile applicato con quel giudice che scarcerò (molti anni orsono) due terroristi ricercati dalla Cia perché definiti “partigiani”. Ebbene quel giudice perse entrambi i genitori nell’arco di pochi mesi, vittime di due pirati della strada, mai trovati. Vendetta spiccia direte voi, ma se i torturatori di Regeni fossero ancora vivi (cosa che dubito) credo che altri torturatori in pectore si guarderanno bene da compiere gli ultimi loro errori. Si chiama “realpolitik”, punto.
Il generale Dozier venne liberato grazie ad alcuni interrogatori
“non ortodossi” ai quali furono sottoposti quelli che potevano sapere qualcosa. Funzionò. Forse sopravvissero tutti, forse no.
Non si sa come va a finire con certi giochi.
Giulio Regeni, nell’ambito delle sue ricerche, prese contatto con attivisti sindacali poco ben visti dal governo locale?
Ricercati perché coinvolti in eventi “terroristici” dal loro punto di vista?
Gli venne chiesto in maniera “non ortodossa” come rintracciarli?
Con le tragiche conseguenze che conosciamo.
Ora il gas è la priorità, Meloni o Tajani
-continua-
Visto il numero,basso,degli interventi” , l’argomento”NON SCALDA “;non e’ che non scalda perche’ ricordando le guerresche dichiarazioni illo tempore del PdC sul caso Regeni oggi A PELLE traspare una sua apparente contraddizione causa i rituali salamelecchi come da prassi diplomatica con Al Sissi ???
Pur con in mente il dolore inconsolabile dei genitori sono dalla parte di Sallusti quando evoca la parola ” realpolitik ” e anche per tutto il senso del suo discorso;quindi per quanto mi riguarda”comprendo” anche la Meloni.Non e’ che mi ha convinto Sallusti eh ; la pensavo cosi’ gia’ da prima.
Talvolta non sai dove e’ il torto e la ragione.
Gli facessero un bel mausoleo per consolare i genitori e non rompessero il casso.
Dal momento che la responsabilità non è certo dell’Egitto in quanto stato ma dei torturatori, si può sempre applicare quel metodo ampiamete discutibile applicato con quel giudice che scarcerò (molti anni orsono) due terroristi ricercati dalla Cia perché definiti “partigiani”. Ebbene quel giudice perse entrambi i genitori nell’arco di pochi mesi, vittime di due pirati della strada, mai trovati. Vendetta spiccia direte voi, ma se i torturatori di Regeni fossero ancora vivi (cosa che dubito) credo che altri torturatori in pectore si guarderanno bene da compiere gli ultimi loro errori. Si chiama “realpolitik”, punto.