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Pfizer, Moderna e i miliardi di Gates - Terza parte

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Anche se von der Leyen non ha voluto rivelare i termini dei contratti con Pfizer e Moderna, basta comunque leggere le trimestrali per sapere come funziona l’economia dei vaccini. Martedì è uscita la trimestrale di Moderna e su 200 milioni di dosi vendute tra marzo e giugno ha ricavato 4,8 miliardi, quindi le ha vendute a una media di 18 dollari (ma il prezzo è appena stato aumentato a 22 dollari). La cosa strepitosa è che ha guadagnato di utile 2,8 miliardi in tre mesi su queste 200 milioni di dosi, un margine di profitto che è impossibile trovare da qualunque altra parte in nessun altro business, farmaceutico o di altro genere. Come noto Moderna ha beneficiato di sussidi diretti del governo Usa oltre che dell’impegno di acquistare almeno mezzo miliardo di dosi. Al momento ha annunciato di avere altri 12 miliardi di dollari di vendite giù prenotare e inoltre che pensa di produrre 1 miliardo di dosi con la capacità potenziale per 2 miliardi. Si tratta di una società che per otto anni ha sempre perso soldi e non ha mai venduto alcun prodotto finora e adesso grazie ai vaccini vale 160 miliardi.

I governi garantiscono da qualunque responsabilità civile e penale e in pratica le evitano (cosa che nel business farmaceutico rappresenta un costo molto importante perché ci sono continuamente cause individuali e collettive per danni per tutti gli altri farmaci e trattamenti). Inoltre, in questo caso la spesa di marketing è stata zero perché le vaccinazioni sono state promosse e imposte dallo Stato. E, come si è detto, Moderna/BnTech e Pfizer hanno beneficiato di sussidi (anche AstraZeneca). Alla fine, però alzano ora i prezzi delle dosi e il loro margine di profitto è, come si vede dalla trimestrale di Moderna, intorno al 60% (il “cost of goods sold” che sarebbe il costo di produzione delle dosi in senso stretto è solo il 18%, cioè per produrre una dose spendi circa 4 dollari e la vendi a 22 dollari (poi ci sono altre spese, tra cui le stock options dei managers).

I capi di Moderna fanno notizia in borsa se si va a leggere per la quantità enorme di azioni che vendono di continuo, incassando miliardi di dollari. E dulcis in fundo, l’ex capo dell’FDA (che autorizza i farmaci), Stephen Hahn, il mese scorso è stato assunto dalla società di venture capital che è dietro a Moderna.

Trattandosi di un’emergenza, tutto è concesso, però va tenuto presente che per quanto riguarda Biontech (che ha creato il vaccino Pfizer) e Moderna (non per AstraZeneca e J&J che hanno altri business e fanno costare meno i loro vaccini) gli incentivi finanziari personali di questi managers che hanno creato i due vaccini mRNA sono incredibili. I governi hanno assecondato la fame di lucro di queste due società (e Pfizer) lasciando che avessero margini di profitto mai visti nella storia. Il caso vuole che, tra le dozzine di vaccini che erano stati elaborati l’anno scorso, le autorità abbiano puntato proprio su questi due trattamenti “mRNA” creati da due piccole società usando una tecnologia mai provata prima per i vaccini.

Come noto, finora non c’è mai stato un vaccino che fosse approvato in meno di quattro anni e qui si è autorizzato in via provvisoria dopo otto mesi di studi e test.

Conclusioni

Le agenzie pubbliche, partendo dall’OMS, che prendono le decisioni o danno raccomandazioni che poi i politici seguono su lockdown e vaccinazioni, sono finanziate da miliardari e società farmaceutiche. Il lockdown ha avuto l’effetto indiretto di far aumentare di alcune migliaia di milardi il valore di società come Amazon, Google, Facebook, Microsoft ecc. I vaccini Covid sono il prodotto farmaceutico, più profittevole della storia, chi vi ha investito, e un esempio a caso è Bill Gates, ha moltiplicato per 20 i propri soldi. Questi incredibili guadagni (300 miliardi in borsa in un anno) consentiti dagli Stati a Pfizer, Biontech e Moderna sono avvenuti utilizzando intere popolazioni come cavie per vaccini sperimentali ora resi in Italia per diverse categorie obbligatorie.