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Più reati, più immigrati: Lamorgese certifica il flop

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di Andrea Gebbia

In occasione del Ferragosto, il ministro Luciana Lamorgese ha presieduto al Viminale il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, come si apprende dal sito del Ministero dell’Interno. Alla imponente riunione hanno preso parte tutte le massime cariche a capo delle varie forze dell’ordine e di sicurezza italiane: il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, il capo di Gabinetto del Viminale, il Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), il capo della Polizia e direttore generale della Pubblica sicurezza, i comandanti generali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), i vertici del Dis, dell’Aisi e dell’Aise, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, il Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile e il Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il Capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Viminale, il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e il Direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

La situazione e il lavoro dell’ultimo anno, dal 1° agosto 2021 al 31 luglio 2022, sono stati pubblicati in una esauriente presentazione di una sessantina di pagine, denominata “Dossier Viminale – Un anno di attività del Ministero dell’Interno”, liberamente consultabile sul sito del Ministero. Il rapporto offre un sommario di tutte le attività e iniziative del dicastero in materia di sicurezza, intesa come safety e security. I dati attuali risentono ancora delle restrizioni per il Covid, così come, sul fronte migratorio, della situazione in Afghanistan e del conflitto russo-ucraino.

Il dossier si divide in quattro capitoli principali: “Sicurezza e ordine pubblico”, “Lotta alla criminalità organizzata”, “Immigrazione” e “Soccorso pubblico e lotta agli incendi boschivi”.

I numeri di reati (inclusi omicidi, rapine e furti), quindi la delittuosità in generale, dopo una costante diminuzione negli ultimi dieci anni, culminata con il periodo del lockdown per il Covid, hanno ripreso purtroppo a salire, pur restando sotto i livelli pre-pandemia. Come sintetizza Repubblica, districandosi tra i dettagliatissimi numeri del rapporto del Viminale, i reati sono stati 2.116.479 dal 1° agosto 2021 al 31 luglio 2022, quasi il 13% in più rispetto ai dodici mesi precedenti, anche se comunque 10% in meno rispetto al periodo pre-Covid. Omicidi (319, 36 attribuibili alla criminalità organizzata), rapine (24.644) e furti (902.014) seguono lo stesso trend in aumento.

Nella parte iniziale del report del Viminale, viene dato anche ampio risalto ai cyber attacchi, che al giorno d’oggi sono vere e proprie azioni criminali spesso su vasta scala. La sicurezza informatica è stata violata negli ultimi dodici mesi, con relativi reati, 8.814 volte, con un aumento del 78,5% rispetto al periodo antecedente. Gli alert diramati (114.939) sono anch’essi aumentati. La polizia postale e delle comunicazioni ha avuto il suo bel daffare con 2.651 operazioni negli ultimi 12 mesi, 558.111 siti web ispezionati e 23.732 persone controllate. Molti siti web sono stati monitorati o addirittura oscurati nell’ambito di operazioni antiterrorismo: rispettivamente 67.167 (+10%) e 258 (+24%). Sul fronte della pedopornografia sono stati individuati 2.595 siti presenti in black list, in leggero aumento rispetto all’anno precedente, così come le perquisizioni e gli arresti.

Il Viminale enumera poi, nella presentazione agosto 2021-luglio 2022, i reati relativi alle sostanze stupefacenti. Nell’ultimo anno sono state condotte 18.378 operazioni antidroga (101 internazionali), cioè il 23% in meno rispetto ai dodici mesi precedenti. Tuttavia il quantitativo di droghe sequestrate, 97.770 kg è notevolmente aumentato (+54%).

Con il titolo “Violenza di genere” il rapporto del Ministero dell’Interno evidenzia un altro drammatico dato: 125 omicidi di donne dal 1° agosto 2021 al 31 luglio 2022, in media più di una ogni 3 giorni, con un aumento del 15% rispetto ai dodici mesi precedenti. Più dell’85% di questi femminicidi sono avvenuti in ambito famigliare e più della metà compiuti da partners o ex.

L’Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori) riporta, per gli ultimi dodici mesi in esame, 314 reati contro 416 del periodo precedente, con il maggior numero di casi legati a razza o etnia, religione e orientamento sessuale.

Anche i reati contro gli amministratori locali sono in discesa: nel primo semestre 2022 sono stati minacciati 300 responsabili delle istituzioni (contro 369 del periodo precedente), di cui 153 sindaci. Ai primi posti figurano Lombardia, Campania e Calabria.

Gli atti intimidatori contro i giornalisti sono diminuiti, quasi dimezzati nel primo semestre 2022 rispetto a quelli dell’anno prima: 64, di cui 55 tramite web. 8 reati contro I professionisti dell’informazione sono dovuti alla criminalità organizzata e 34 per l’attività sociopolitica. Le Regioni maggiormente colpite sono Lazio, Lombardia e Campania.

Per quel che riguarda il rapporto sulla criminalità organizzata vanno rilevati negli ultimi dodici mesi 82 operazioni di polizia che hanno portato all’arresto di 48 latitanti di rilievo (2 di estrema pericolosità). Ai mafiosi sono stati sequestrati beni per 2 miliardi e 389 milioni di euro, il 21,6% rispetto al periodo precedente. 59 enti locali sono stati commissariati per infiltrazioni mafiose e, di questi, 15 sono stati sciolti. I provvedimenti interdittivi adottati sono stati 1.621 e hanno riguardato soprattutto Campania, Calabria, Sicilia, Emilia-Romagna e Puglia.

Sul tema immigrazione il rapporto del Ministero offre molteplici dati sull’intero fenomeno dei flussi di persone che transitano nel nostro Paese. Gli sbarchi nel 2022, fino ai primi di agosto sono stati 45.664, il 40% in più rispetto allo stesso periodo del 2021, di cui 6.070 i minori non accompagnati (+8%). 137 gli scafisti arrestati (+41%). Le prime tre nazionalità dichiarate all’entrata in Italia sono Tunisia, Egitto, Bangladesh e Libia, Tunisia e Turchia primeggiano nella lista dei Paesi di partenza degli immigrati. Su 95.184 migranti in accoglienza in Italia ad agosto 2022 il 15% arriva dall’Ucraina e quasi il 4% dall’Afghanistan. Nell’ultimo anno, che coincide con il ritorno dei talebani a Kabul, 5’770 cittadini afghani hanno chiesto asilo in Italia, un dato in aumento di quasi il 600% rispetto alle 827 domande presentate tra il primo agosto 2020 e il 31 luglio 2021. Negli ultimi 12 mesi è stata riconosciuta la protezione internazionale a 5.960 afghani (il dato comprende anche decisioni relative a richieste presentate precedentemente), anche queste in forte aumento rispetto alle 1.407 dell’anno prima. La percentuale di riconoscimento è del 96%. Le richieste di asilo presentate in Italia tra il 1° agosto 2021 e il 31 luglio 2022 sono state 72.423, il 76,4% in più rispetto alle 41.052 dei dodici mesi precedenti. Le domande esaminate sono aumentate del 31,1%: il 16,9% dei richiedenti ha ottenuto la protezione speciale, il 16,5% lo status di rifugiato, il 12,6% la protezione sussidiaria. I provvedimenti di diniego hanno raggiunto il 40,8%. I permessi di soggiorno rilasciati sono stati 1.732.128, il 17,1% in più rispetto all’anno precedente.

Il dettagliato dossier del Ministero dell’Interno si chiude infine con alcuni dati relativi all’ambiente. I vigili del fuoco hanno effettuato quasi 847.000 interventi dal 1° agosto 2021 al 31 luglio 2022: oltre 2.300 al giorno! Il maggior numero di operazioni ha ovviamente riguardato incendi ed esplosioni, 292.962 (+36% rispetto all’anno prima).