In futuro “può essere che mi vedrete in Parlamento”. Beppe Sala non lascia, anzi raddoppia. E quando sarà costretto a lasciare palazzo Marino, non tornerà al suo lavoro di manager e non andrà neppure ai giardinetti Montanelli a dar da mangiare ai piccioni. Nel suo futuro ci sono o il Senato della Repubblica o la Camera dei Deputati. “Se posso – dice – vorrei dare un buon contributo ma non ho ambizioni da leader”.
Il primo cittadino meneghino non è uno abituato a sbilanciarsi. Se dunque si è lasciato andare a questa confessione, probabilmente è già sicuro di aver ottenuto le dovute rassicurazioni da parte di qualcuno (il Pd?) per un posticino al caldo in Parlamento. “Non mi dispiace lasciare la poltrona di Palazzo Marino, è assolutamente naturale dopo quasi 11 anni. Cosa farò in futuro? A saperlo. Ci ho pensato e non riesco a quagliare perchè voglio contribuire, non voglio una poltrona”.
Intanto il centrodestra continua a lavorare sul nome del candidato sindaco da opporre a quello del centrosinistra. Dopo l’auto candidatura di Pietro Tatarella, le primarie leghiste che hanno incoronato Silvia Sardone e l’ipotesi Maurizio Lupi sempre in campo, adesso il Carroccio sembra pronto ad aprire al nome fatto da Antonio Tajani: quello di Carlo Cottarelli. Ne parla in esclusiva il nostro sito MilanoQuotidiano (clicca qui).
Articolo in aggiornamento
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


