Adesso è ufficiale: l’Europa varerà un maxi prestito da novanta miliardi all’Ucraina, prestito che era rimasto a lungo bloccato per via del veto opposto dall’ex premier ungherese Victor Orban. Sono tanti soldi ed è noto che la maggior parte degli italiani, non solo quelli con un orientamento politico di sinistra, non sono entusiasti di continuare a sostenere economicamente Kiev nella sua guerra contro l’invasore russo.
Personalmente penso che sia una scelta inevitabile se l’Europa vuole essere coerente con la sua storia di continente aiutato prima a liberarsi dal tiranno invasore – Adolf Hitler – e poi a rimettersi in piedi grazie soprattutto al generoso “Piano Marshall” offerto dagli americani.
La questione però pone un problema non da poco che riguarda il gas russo che, alla luce della crisi iraniana in atto, sarebbe utilissimo per arginare la crisi energetica alle porte. Salvini, ma non soltanto lui, preme perché l’Italia riprenda gli acquisti alla pari di quanto già stanno facendo sia la Francia che la Spagna.
È certamente un’opzione sul tappeto ma, al di là delle questioni di etica e di principio, è una scelta che apre una enorme contraddizione: con una mano diamo novanta miliardi all’Ucraina per difendersi dalle bombe russe mentre, con l’altra, daremmo tanti miliardi alla Russia per costruire le bombe da lanciare contro l’Ucraina. Di fatto finiremmo per finanziare a oltranza la prosecuzione del conflitto; in altri termini ci ritroveremmo nella scomoda parte di cornuti e gabbati.
Il mite Pichetto Fratin, nostro ministro dell’Energia, nelle scorse ore ha proposto un’alternativa percorribile, solo a volerlo: riattiviamo le nostre centrali a carbone. Ma subito apriti cielo: ne soffrirebbe l’ambiente. Insomma, qualche manciata di CO₂ in più nell’aria vale più di tanti miliardi e di qualche altro centinaio di migliaia di soldati e civili ucraini massacrati?
Non se ne esce: a voler la botte piena e la moglie ubriaca non si va lontano. La pretesa irragionevole di avere tutto senza rinunciare a nulla, come noto, non porta da nessuna parte.
Alessandro Sallusti, 21 aprile 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


