Politico Quotidiano

“Certe relazioni sono gravi”. Il Pd scarica Ranucci?

Dopo la solidarietà di Schlein, l'arresto di Lavitola (e la lettura delle carte dell'inchiesta) raffredda le reazioni dem

Ranucci Verini Pd
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Domanda, domandina: il Pd scarica Sigfrido Ranucci? Era da poco esplosa la bomba sotto casa del conduttore di Report quando Elly Schlein, dal palco dei socialisti europei, espressa la sua solidarietà incondizionata con una frase – diventata poi un cult – in cui non si sa bene per quale motivo sembrava mettere in relazione l’attentato al governo di centrodestra alla guida del Paese. Ne è passata di acqua sotto i ponti. E soprattuto l’attacco dinamitardo che doveva essere un avvertimento mafioso, forse per bloccare chissà quale inchiesta della trasmissione Rai, in realtà – secondo i pm – potrebbe essere solo (solo?) una bomba piazzata dall’amico “fraterno” della vittima per favorirne l’ascesa politica. A sua insaputa, pare. Ma comunque ad opera di un amico, non certo di oscure forze segrete di questo strano Paese.

Ieri non si sono registrati grandi interventi del Pd in solidarietà al conduttore di Report. E oggi a fare notizia, o forse rumore, è l’intervista rilasciata da Walter Verini al Corriere della Sera. Non solo perché Verini è un giornalista. Ma anche perché è capogruppo dem in Commissione Antimafia. L’esponente piddino è convinto che l’arresto di Lavitola “con­ferma quanto fosse grave e poteva essere tra­gico l’esito dell’atten­tato di cui Ranucci è stato, lo pre­ciso, vit­tima”. Però, e il però è grande come una casa, “per me le fre­quen­ta­zioni di Sig­frido, un amico che ho sem­pre difeso e che stimo, sono gravi”.

Insomma: va bene avere le proprie fonti, anche quelle più borderline. Ma cosa diversa è diventarne amico a tal punto da andarci fuori a cena spesso oppure a tal punto da non credere, neppure di fronte alla perquisizione, che ad essere il mandante di quella bomba possa essere stato proprio lui. “Lavitola gli fa le corna. E Ranucci lo ama ancora”, ha sintetizzato Nicola Porro nella sua lettura integrale dell’ordinanza con cui il Gip di Roma ha disposto la custodia cautelare in carcere dell’imprenditore.

Per Verini infatti di questa vicenda restano due cose. “Da un lato il fatto che ci deve essere un limite nei rap­porti per­so­nali e nella ricerca delle fonti, per­ché si pos­sono creare con­flitti di inte­ressi. C’è un limite etico. Lo dico da gior­na­li­sta: io, con uno come Lavi­tola, pre­giu­di­cato, con il suo pas­sato, non mi sarei preso nean­che un caffè. Figu­ria­moci sce­glierlo come fonte”. Dall’altro lato “que­sti errori com­messi da Sig­frido non devono ora essere un pre­te­sto per met­tere in discus­sione l’uomo, la tra­smis­sione e tutto il gior­na­li­smo d’inchie­sta. Ed è quello che sta facendo da giorni que­sta destra, che dimo­stra una volta di più di essere aller­gica a qual­siasi tipo di con­trollo e ai giu­sti con­trap­pesi demo­cra­tici. È chiaro che per la mag­gio­ranza le inchie­ste di Report sono urti­canti”.

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