Giovanni Falcone diceva: “Per capire la mafia sui i soldi”. Per capire cosa sta succedendo in politica, nel bene e nel male vale la questione è più semplice: “Segui Renzi”. È infatti innegabile che l’ex premier abbia un grande fiuto. La sua ossessiva e assai nervosa presenza sui giornali e nei dibattiti televisivi, al di là del suo narcisismo mai sazio, segnala due cose. La prima è la sua paura di sparire dalla scena politica alle prossime elezioni visto che il suo partitino da anni è in fondo, con il due per cento, alla classifica dei partitini e il tempo stringe. La seconda è che sente il pericolo concreto che, a prescindere dal destino di Italia Viva, il centrodestra nonostante tutto possa riconfermarsi forza di maggioranza e allora addio per sempre anche al suo ruolo di mestatore della sinistra.
Insomma, più Renzi tracima pubblicamente bile contro Meloni e compagnia – in suo confronto la compagna Ilaria Salis è una moderata – più significa che l’efficiente naso di Renzi sente brutta aria. Quello che però Renzi non calcola è che la sua impopolarità e inaffidabilità, fuori dalle redazioni compiacenti, ha raggiunto livelli tali da sortire l’effetto opposto alle sue intenzioni: allontanare elettori non solo da lui ma pure dal campo largo e motivare quelli di centrodestra a evitare di finire in mani simili. Renzi non fa più ragionamenti politici, distribuisce pillole di odio e di rabbia. Ovviamente ci si può sbagliare, ma la bava alla bocca è chiaro indice di frustrazione, disperazione e debolezza. Buon segno per il futuro prossimo.
Alessandro Sallusti, 13 maggio 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL-E di OpenAI


