Che il generale sia pronto a marciare in solitaria, seguito solo dai suoi uomini, sembra ormai scontato. Lo dicono tutti i retroscena e in fondo Roberto Vannacci ha pure depositato un simbolo (Futuro Nazionale) e lanciato la pagina social di quello che per il momento non è un partito ma poco ci manca. La vera domanda però è: se alle Europee ha fatto il boom di preferenze, candidandosi da indipendente nella Lega, cosa potrà fare fuori dal Carroccio? Può davvero puntare al 6% o al 20% come va dicendo ai quotidiani?
Impossibile dirlo, con certezza. Ma i sondaggisti hanno iniziato a fare alcune analisi del possibile nuovo partito a destra della destra, guidato da Vannacci. “Può incidere elettoralmente fino a un massimo del 5%, ma si tratta di una soglia limite, destinata verosimilmente a ridursi”, ha detto a LaPresse il sondaggista Antonio Noto. Noto alcuni mesi fa aveva fatto uno studio su una ipotetica formazione politica condotta dal condottiero. “Quando si testano nei sondaggi partiti che non esistono ancora – ha spiegato – c’è sempre una sovrastima del gradimento, perché l’elettore tende a proiettare su quel soggetto politico ciò che non ritrova negli altri partiti”. Per questo, aggiunge Noto, “quel 5% va considerato come una soglia massima”. “Tendenzialmente – conclude – il partito di Vannacci potrebbe partire da circa il 2,5% e arrivare al 5% solo in condizioni eccezionali”.
Cauto anche Carlo Buttaroni, sondaggista di Tecnè. “Per capire il reale peso elettorale di un eventuale partito di Roberto Vannacci serve la prova dei fatti: finché il partito non esiste davvero, l’opinione pubblica tende a caricarsi di aspettative”. Secondo Buttaroni, “Vannacci ha sicuramente un suo seguito nell’opinione pubblica: chi concorda con le sue idee e proposte c’è e può valere anche un 5-6%”. Ma una cosa è raccogliere consensi sulle proprie posizioni, un’altra trasformare tutto questo in voti. Vi ricordate quando i grandi vip si sono schierati al fianco di questo o di quel politico? Quasi sempre il loro enorme seguito social o televisivo ha finito col trasformarsi in un topolino. “La prova elettorale è un’altra misurazione, perché non ci si confronta solo con idee che possono piacere molto, ma anche con la capacità di incidere nella realtà e con la logica del voto utile. Per valutare davvero l’impatto di un partito di Vannacci – aggiunge Mr Tecnè – bisogna capire se e come si colloca nell’area di una proposta di governo”.
Certo, a subire maggiormente un drenaggio di voti potrebbe essere quella stessa Lega che l’ha portato all’Europarlamento e l’ha reso vicesegretario, “ma resta da capire che tipo di dinamica si instaurerebbe: continuità nella differenza o conflittualità”. Chi vivrà, vedrà.
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Immagine generata con Dell-E di Open AI


